L’imitazione della merce 4

Guido Caserza

PARTE QUARTA- Ipologia della merce (ovvero, la bionda si smerda di brutto)

Il colore che si irradia dai tubi al neon accoglie il pellegrino nella Casa della biancheria. Dalle alte finestre ad arco acuto, con i vetri a losanghe colorate, si riversano raggi obliqui, rossi, verdi, gialli, che riverberano sul bianco cimiteriale delle mutande e dei reggiseni, di cui non percepisce le forme, ma solo i contorni sfumati. E lei, la bionda, penetrando nel biancore diffuso del padiglione A, per un istante vacilla, ma poi si fa strada tra le vedove venute qui a passare il loro tempo, che sfilano in processione invocando i nomi dei loro cari o impetrando una grazia speciale, e che non troveranno mai più l’uscita, perdendosi negli spazi speculari del grande magazzino, identici in tutto, tanto che uno appare il riflesso dell’altro, rispondendo, la bionda, al richiamo dei frigoriferi che dal padiglione B ronzando dicono ehi tu, vieni, vieni qui. Sti sta bene dentro di noi. Nel loro pancione ci sono i cadaveri rigidi, con il buco del culo in decomposizione. La loro merda, dura e congelata, viene conservata in sacchetti per alimenti, perfettamente inodore, 4 minuti di cottura, vicina ai bastoncini Findus che una mano bianca estrapola dallo spazio strutturato dei morti. Leggi tutto "L’imitazione della merce 4"

L’imitazione della merce 3

Guido Caserza

PARTE TERZA- dialogo ipologico fra i due maestri (parte B)

Torniamo al punto di partenza: quando arrivano ai grandi centri commerciali (towns of trade) le merci giungono al termine della loro corsa. Ecco il caso in cui esse dormono e sognano.

No. Mentre, con parole altisonanti, per inebriare l’uomo, dicono «abbiamo terminato la nostra corsa, abbiamo mantenuto la fede; ora non ci resta che attendere la corona di giustizia che ci darà il nostro idolo» - mentre dicono ciò, le merci iniziano una nuova corsa, dentro il cuore dell’uomo.

Ed esse, viaggiando diuturnamente, colmano le regioni deserte e le solitudini del tempo e dello spazio.

E la loro dolcezza è tale che a qualsiasi oggetto le si congiunga, persino alla morte, le si ama.

È allora che l’uomo dorme e sogna, mentre le merci continuano il loro viaggio. Quanto a noi, solo quando avremo imparato a raccoglierci interamente in esse, non ci accorgeremo più di noi stessi, ma soltanto di esse.

Per questo dicono le merci: «abbandona te stesso e ci troverai, e ne avrai sempre vantaggio».

E dunque in questo, e in consimili modi, siamo sottoposti a questa terribile prova: sappiamo noi rinnegare noi stessi?

Allora noi dobbiamo essere morti a noi stessi! Leggi tutto "L’imitazione della merce 3"

L’imitazione della merce 2

Guido Caserza

PARTE SECONDA- Dialogo ipologico fra i due maestri (parte A)

Dormono le merci, maestro?

Non mai! Se le merci dormissero sarebbe doppia follia: la loro e quella del capitale che le muove.

Ma se le merci potessero dormire…

Maestro, possono forse le merci morire?

Forse sognerebbero.

Mentre il sogno, in verità, è un presupposto della circolazione delle merci. Si colloca a uno stato anteriore dell’ontogenesi.

Con questo, maestro, vuole dirmi che la merce non è deperibile?

È deperibile e non lo è: è deperibile in quanto transustanziata in natura umana; è indeperibile in quanto autogenerantesi e autorinnovantesi. Leggi tutto "L’imitazione della merce 2"

L’imitazione della merce 1

Guido Caserza

 PARTE PRIMA- Dialogo prologico in forma diversiva fra i due maestri

 Si vedevano ogni sera: i due maestri facevano lunghe chiacchierate filosofiche nello stabbio dei maiali e, dandosi vicendevolmente del maestro, si ponevano quesiti sottilissimi.

Maestro, lei ritiene che una donna che è stata una grande meretrice, che l’ha data a cani e porci, possa in seguito diventare una moglie onesta e fedele? Maestro, il suo quesito è ben posto e motivato e, come lei certamente sa, noi percepiamo un’immagine della verità e non possediamo che la menzogna; sarebbe a dire, maestro, che l’immagine percepita della donna che puttaneggiava potrebbe essere null’altro che un simulacro, un inganno dei nostri sensi, e che quindi il suo redimersi in moglie onesta non sia che il compimento di quanto era già in potenza? Leggi tutto "L’imitazione della merce 1"