Dati personali o forza lavoro?

Carlo Formenti

Uno dei capisaldi della critica marxiana dell’economia politica consiste nel puntualizzare che non esiste qualcosa come il “valore del lavoro” (pur essendo la sorgente di ogni valore economico, il lavoro in quanto creatore di valori d’uso, ricambio organico fra uomo e natura, non ha valore di scambio):  esiste, se mai, un valore della forza-lavoro, cioè delle capacità lavorative socialmente prodotte,  convertite in merce e dunque spendibili su ciò che impropriamente definiamo “mercato del lavoro”. Una distinzione concettuale che rischia di perdere senso nel contesto dell’economia di Rete, dove, a creare valore, non è più solo o prevalentemente l’attività lavorativa di produttori riconosciuti come tali e ingaggiati in una relazione formale di scambio con le imprese capitalistiche, bensì la cooperazione spontanea e “gratuita” fra comunità di utenti/consumatori impegnati in progetti spesso (apparentemente) privi di finalità economiche. Leggi tutto "Dati personali o forza lavoro?"

Obama, Google e la democrazia

Carlo Formenti

In un articolo dal titolo “Cyberwar”, apparso su uno degli ultimi numeri dell’Economist – organo internazionale del pensiero unico liberista – viene stilato un elenco apocalittico dei terribili danni (misurabili in denaro e vite umane) che potrebbero derivare da atti di sabotaggio informatico progettati da organizzazioni terroristiche, “stati canaglia” e potenze ostili agli Stati Uniti: distruzione o messa fuori uso di centrali energetiche, raffinerie, banche,sistemi di controllo del traffico aereo, satelliti per le comunicazioni, industrie chimiche, ecc. E’ per far fronte a queste repliche virtuali dell’11 settembre 2001, scrive l’Economist, che l’amministrazione in carica ha creato il Cyber Command, un‘articolazione del ministero della Difesa guidata dal generale Keith Alexander e dotata di tutti i mezzi necessari a sventare eventuali attacchi alla sicurezza del sistema informatico Usa e, naturalmente, a compiere tutte le ritorsioni (e gli attacchi preventivi) che verranno ritenute opportune nei confronti dei colpevoli. Leggi tutto "Obama, Google e la democrazia"

Non passa lo straniero

Carlo Formenti

Le reazioni politiche più spassose al tragicomico naufragio della Nazionale in Sudafrica sono state quelle dell’ineffabile Calderoli e dell’ex (?) fascista Gasparri. Mentre gli appassionati di calcio non si prendevano nemmeno la briga di accogliere i “reduci” del disastro a pomodorate (a conferma che ad accendere la passione sono ormai solo le squadre di club, in barba alla retorica sull’onore pedatorio nazionale), i due ministri hanno puntato il dito contro i colpevoli: i troppi stranieri che giocano nel nostro campionato, soffocando il talento dei nostri giovani virgulti. Non importa se altre nazioni europee, i cui campionati non sono meno imbottiti di immigrati, hanno fatto assai meglio, né ci si interroga sui motivi per cui tutto lo sport italiano (atletica, nuoto, sci, pallacanestro ecc.) sta andando malissimo (con poche eccezioni, tutte al femminile, il che meriterebbe una riflessione che non ho qui modo di sviluppare). La colpa è dei club “esterofili”, a partire da quella Internazionale (nome che fa rizzare le orecchie a Gasparri: non a caso nel ventennio lo avevano cambiato in Ambrosiana)  che ha vinto la Coppa dei Campioni senza schierare nemmeno un italiano. Ma ora mettiamo fra parentesi i deliri razzisti, e tentiamo di capire i veri motivi del fallimento, anche perché non è necessario amare il calcio per ammettere che simili catastrofi sono spie dello stato di salute di un Paese. Leggi tutto "Non passa lo straniero"