Sillabario plumbeo 3

Andrea Inglese

Cinismo

Non c’è arma contro il cinismo dell’intelligenza. Nulla si può controbattere. Così come non ci sono argomenti contro l’atto violento, allo stesso modo nulla può essere preservato dalla derisione cinica: nessuna idea, nessun gesto, nessuna precauzione stilistica. In Italia sembra che l’intelligenza critica non possa dispiegarsi prevalentemente che in questi termini sterili e castranti. Sarebbe utile delineare una storia del cinismo italiano nei secoli. Verificare come, in corrispondenza di snodi politici particolarmente disastrosi, lo stile di pensiero cinico abbia raccolto, nel popolo e nelle élites, particolare successo. Inoltre il cinismo circola naturalmente sia a destra che a sinistra: non è privilegio dei conservatori, ma anche arma ordinaria di certi contestatori arrabbiati. È importante, però, operare una distinzione fondamentale. La ritrovo in un articolo di Palo Fabbri, uscito proprio sul primo numero di “alfabeta2”. Scrive Fabbri: “Ci sono due tipi di cinismi: quello di chi non ha il potere di cambiare le cose e constata rassegnato che «sarà sempre così»; e quello di chi sarebbe tenuto a farle le cose, ma che arriva ugualmente alla stessa conclusione”. Leggi tutto "Sillabario plumbeo 3"

Interrogazione sul mezzo

Milli Graffi

Questa settimana spendo il mio gettone di presenza su questo blog muovendo qualche timido passo nel tentativo di capire che cosa sia la scrittura che viene avviata online sui blog. Sembrano pagine di diario senza contenitore cioè con quella cornice minima che è appunto definita diario e alla quale un lettore si avvicina con la curiosità di chi va a scoprire possibili segreti o perlomeno illuminanti idiosincrasie. E invece no, l’effetto non è quello del diario. Il diario come autoriflessione per quanto libera è sempre rivolta su se stessa e perciò produce un effetto autocontenente, si produce come capacità di contenersi dentro lo spazio che va inventandosi. Penso che persino il diario di uno psicotico riesca a prodursi come contenitore, o forse più che mai il diario dello psicotico è un contenitore. Invece la scrittura sui blog ha questo effetto di essere stracciata sbrindellata in uno spazio di libertà così immenso da diventare vago. Leggi tutto "Interrogazione sul mezzo"

Sillabario plumbeo 2

Andrea Inglese

Incontro serale

Ho visto Idris alle undici di sera, in un parcheggio di via Borsieri, a Milano. Stava schiacciato a terra in modo raro, come difficilmente è possibile immaginare, schiacciato a terra come se fosse stato disossato, e poi calpestato, come se fosse stato buttato via, come un rifiuto, come una cosa ormai troppo usata, inutilizzabile, inservibile, appassita, opaca, ossidata, arrugginita, come uno straccio, un vecchio cuscino, come una materia inerte, consunta, grigia, stava per terra, con la faccia schiacciata contro l’asfalto, a pochi centimetri da un pneumatico di un’auto parcheggiata, il corpo torto in una strana posa, bocconi dalla vita in su, ma le gambe come slogate verso l’alto, i piedi di lato, come cose immerse da anni in un’acqua che ha reso fradice le scarpe e marci i piedi. Leggi tutto "Sillabario plumbeo 2"

Sorprese di stagione

Milli Graffi

Recentemente, a un festival plurimediale di poesia musica arte, tenutosi in Sicilia, a Tosa, nell’ambito delle manifestazioni di Fiumara Arte, mi è venuto in mente di organizzare una delle diverse letture che ci venivano richieste leggendo la breve serie di poesia che negli anni avevo scritto unicamente sul tema di cosa fosse la poesia e la scrittura per me. Cioè poesie che avevano incorporata in qualche modo quello che si chiama di solito una dichiarazione di poetica.

Dico poetica con qualche titubanza, perché ho sempre sentito che il termine fosse giusto e usufruibile per chi si occupa di critica, mentre al poeta interessa il come si fa. Senza dubbio le due cose possono essere portate a coincidere, ma io rimango con questo alone di esitazione.

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Sillabario plumbeo

Andrea Inglese

Terrore

Questa è la lunga stagione del terrore, del terrore d’occidente, europeo, che rende l’uomo animale d’immagini, e non più animale politico. La vita stessa fa paura, nel suo minacciare configurazioni imprevedibili, fuori da ogni controllo istituzionale e individuale, fuori dalle gabbie nevrotiche, al di là di ogni depotenziamento televisivo.  I movimenti bruschi, o ampi, o maestosi, spaventano. Siamo lanciati in una partita difensiva, dove il risultato ottimale, l’unico che sia ragionevolmente perseguibile, è un pareggio. Vivere fa paura. I cacciatori d’immagini, che noi tutti siamo, non vogliono saperne del presente, della sua materialità ottusa, prossima, del suo gremito senza oasi, dorature trascendenti, lampi di salvezza. Leggi tutto "Sillabario plumbeo"

“alfabeta2” a Roma

Per un intervento culturale in un paese allo sfascio

Presentazione del primo numero di Alfabeta2

Giovedì 15 luglio, ore 18.00
Notebook all'Auditorium, Auditorium Parco della Musica
viale Pietro De Coubertin, 30 - 00196 Roma


Intervengono
Nanni Balestrini, Andrea Cortellessa
e Gino Di Maggio

Achille Bonito Oliva incontra Jannis Kounellis e Alfredo Pirri

18/7/2010: Un filmato della serata è disponibile qui: http://www.e-theatre.it/play.php?vid=429