Apologhi e apolidi – parte IV: Nazioni cosmiche, nazionalismi cosmetici.

Alessandro Raveggi

Questa riflessione è la quarta e ultima della serie "Apologhi e apolidi", che può essere letta qui.

Per una lettura più agile e "tradizionale", l'intera serie può essere stampata o scaricata qui, in formato pdf.

In Messico, da circa un anno e mezzo, e senza tregua, stanno sbandierando una ricorrenza apparentemente molto importante per il paese: il Bicentenario, ovvero i 100 anni dalla Rivoluzione messicana del 1910, e i duecento dall’Indipendenza del 1810. La festa nazionale, che si terrà in pompa magna a metà settembre del 2010, oltre a rappresentare uno sfoggio di belletto retorico non indifferente, ad ogni figura retorica, utilizzata per magnificare le sorti e i risultati degli eroi patrii (fino alla macabra riesumazione poco metaforica dei loro corpi, per un paradossale controllo pubblico di veridicità de los héroes), associa un consumo di risorse che, se possono favorire il turismo e la cultura, sebbene in forma di show temporaneo, allo stesso tempo sottraggono evidentemente risorse alla ristrutturazione dell’economia del Paese, alla sua educazione pubblica, alla lotta capillare e non militarizzata della criminalità. Alle infrastrutture necessarie per fare, del Messico, non solamente il paese della Revolución e del cura Hidalgo, tanto celebrati - visto che per quello bastava il cinema con le sue cartucciere, baffoni e sombrero - ma anche una nazione matura, al passo con il sistema internazionale delle Nazioni (sia detto al di là e contro il sistema unilaterale rappresentato dalla Nato). Leggi tutto "Apologhi e apolidi – parte IV: Nazioni cosmiche, nazionalismi cosmetici."

Apologhi e apolidi – parte III: Paesi novamente retrovati

Alessandro Raveggi

L’avventura ci divide, il destino ci unisce: non è la frase finale ad effetto di un filmone come Casablanca, anzi è esattamente l’opposto della scena finale, con i due amanti che si separano dopo una lunga avventura amorosa, ognuno seguendo il proprio piccolo destino. La frase vuole essere l’avvio di una piccola riflessione su due termini, avventura e destino, che ultimamente, nonostante siano stati declassati dal termine interazione, nell’era del cyberspazio, potrebbero ritornare in auge in un periodo di turbolenze, di guerre infinite e sfiancanti come quella d’Afganistan, di pseudo-avventure retoriche per la libertà d’Occidente, ma anche di fatalismi di ritorno, religiosi o meno che siano, bellicosi o semplicemente rassegnati, quel tipo di rassegnazione che vedi anche in parte degli europei, specialmente nei giovani, un cattivo fatalismo, si direbbe, così come lo era la cattiva infinità di Hegel. Leggi tutto "Apologhi e apolidi – parte III: Paesi novamente retrovati"

Apologhi e apolidi – parte II: Giungle d’asfalto letterarie.

Alessandro Raveggi

Due condizioni storiche, una biografica, l'altra mondiale, mi spingono a scrivere questa riflessione: le porte del Chianti, mia terra d’origine, e la prossima Conferenza internazionale sul cambio climatico COP16, dal 29 Novembre al 10 Dicembre, che si terrà a Cancún, Messico. Dove, volendo sintetizzare senza esagerare, si parlerà della possibile fine della specie umana, oltre che del disastro che questa ha occasionato in passato a flore, faune, oceani e barriere coralline. Anche se dietro, oltre e prima di quelle barriere coralline disintegrate, che ci proteggono dai sempre più frequenti tsunami, si staglia un palazzo, una torre sebbene impervia, una città ancora possibile luogo di un’ecumene, di un luogo abitabile per la specie umana, nonostante tutto. Mai come oggi, epoca in cui la maggioranza della popolazione umana vive in ambito cittadino e metropolitano, le città metropoli si affacciano e ci fanno affacciare, con le loro forme più imprevedibili, ad un baratro climatico imminente, che ci riguarda appieno. Leggi tutto "Apologhi e apolidi – parte II: Giungle d’asfalto letterarie."