Il tempo preso in prestito

Luigi Azzariti-Fumaroli

L’orologio è un dio implacabile, sinistro, che minacciosamente si erge e dice: «Ricorda: giocatore avido, il Tempo non ha bisogno di barare per vincere ogni mano. Cresce la notte, il giorno s’assottiglia, l’abisso ha sempre sete, la clessidra si svuota». Da lettore appassionato di letteratura francese, quale Tanpinar è stato, questi versi di Baudelaire devono averlo a lungo ispirato durante gli anni in cui attendeva alla stesura dell’Istituto per la regolazione degli orologi, pubblicato dapprima a puntate nel 1954 e quindi in volume nel ’62. [...]