Alfagiochi / Dal meteo al museo: un altro tempo

Antonella Sbrilli

Nella scorsa rubrica, un disegno di Paolo Bernacca, Progetto di clessidra a ciclo variabile per ingannare il tempo, giocava con la dimensione paradossale della percezione del tempo e della sua misura.
Oggi ci spostiamo su un’altra generazione della famiglia Bernacca e su un altro tempo, quello atmosferico, per segnalare un museo aperto poco più di un anno fa a Fivizzano, in provincia di Massa-Carrara: il Meteo Museo Edmondo Bernacca (
MMEB).

Fenomeno variabile, incerto, complesso: come si fa a portare il meteo nel museo, l’instabile nel permanente?
Al Moma di New York, qualche anno fa, è stata acquisita l’opera di Fernanda Bertini Viégas e
Martin Wattenberg dal titolo Wind Map, un’applicazione on line collegata al database digitale delle previsioni del tempo del National Weather Service, che restituisce dinamicamente sulla mappa degli Stati Uniti il “ritratto vivente” dei venti ora dopo ora, visualizzando vortici e movimenti.

A Fivizzano, il MMEB sceglie la strada del racconto di una figura carismatica come Edmondo Bernacca (1914-1993), romano ma legato alla città Toscana da motivi familiari, meteorologo dell’Aeronautica Militare che ha condotto in Rai - negli anni ’60 e ’70 e successivamente dal 1982 fino alla metà del 1984 - la rubrica per antonomasia di previsioni del tempo: “Che tempo fa”.

Allestito in un’ala della Biblioteca Civica di Fivizzano, in via Umberto I, il museo presenta le carte meteo, le riviste, i libri, gli strumenti, gli appunti e i disegni di lavoro di Edmondo Bernacca, alternati a video di repertorio, simulazioni e approfondimenti.
Il Meteo Museo - si legge nella presentazione - vuole avvicinare i visitatori alla “fenomenologia delle previsioni”, grazie anche a interazioni multimediali e a una piccola stazione meteorologica di MeteoApuane.

Ispirati allo stile chiaro e non semplificante di Bernacca, i dispositivi e gli apparati presenti nel museo consentono di acquisire conoscenze di base di climatologia, di affacciarsi sui parametri fisici che determinano i fenomeni meteo e sul lessico insieme preciso ed evocativo che li descrive.
L’ambizione del piccolo museo toscano è quella di rendere più consapevole e sedimentato il flusso incessante delle informazioni meteo a breve termine, tanto facili da avere attualmente, collegandolo a nozioni scientifiche accostevoli, a esperienze dirette replicabili e una visione globale che include il cambiamento climatico in corso.
Il fenomeno variabile per eccellenza, il tempo, entra così nelle mura storiche del museo passando per un testimone della cultura televisiva italiana - Edmondo Bernacca - che fa da garante dei contenuti, da esca per la memoria e da dispositivo per l’immaginazione di anticicloni, fronti nuvolosi, rovesci e schiarite.

E il gioco di questa settimana, oltre a contenere un invito a visitare il Meteo Museo di Fivizzano, consiste nel cercare di passare dalla parola “meteo” alla parola “museo” cambiando una lettera per volta (e usando sempre parole di senso compiuto, compresi nomi propri): il passaggio si può inviare all’indirizzo redazione@alfabetadue.com o condividere su Twitter e Instagram con l’hashtag #alfagiochi.
E con questo, buon tempo estivo a tutti i giocatori e le giocatrici!

Per quanto riguarda il gioco della volta scorsa, chi si è collegato con literaryclock si è trovato alle 7 in compagnia del protagonista della Metamorfosi di Kafka (@stellissa), alle 10:49 in una pagina di viaggio dell’archeologo Félicien de Saulcy (@bantam), a un quarto a mezzogiorno in Via dalla pazza folla di Thomas Hardy (@diconodioggi). E mentre Luigi Scebba si trovava alle 22:22 in Darkest Hour di James Holland, Marisa (@beccodigru) è capitata inquietantemente - nel libro Le benevole di Jonathan Littell - in un “eterno tredici minuti a mezzogiorno”.


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