Alfagiochi / La descrizione di un rebus

Antonella Sbrilli

Il 19 giugno scorso, a un mese dalla scomparsa di Nanni Balestrini, al teatro Argentina di Roma si è svolta in suo ricordo una kermesse dal titolo giocoso I migliori Nanni della nostra vita. Sei ore di interventi hanno rimescolato parole, immagini, suoni, azioni, in un collage senza inizio né fine.

La rubrica Alfagiochi di questa settimana aggiunge un collage a questo collage: si tratta in realtà di un vero collage, realizzato da Nanni Balestrini in occasione della mostra Ah, che rebus! svoltasi nel 2010-11 a Palazzo Poli (Istituto Centrale per la Grafica), e curata da chi scrive e da Ada De Pirro.

L’opera che Nanni realizzò appositamente è il rebus riprodotto nell’immagine: su fondo nero lucido spiccano i grafemi U T M e le immagini di un nanetto da giardino, di una fiaccola (la tèda) e di un quadrante d’orologio.

Leggendo in sequenza questi elementi: “U nano T teda M ore”, si ottiene come soluzione la frase Una notte d’amore. La pratica della frammentazione delle parole, del ritaglio e della ricomposizione, del montaggio, che Balestrini ha usato per allestire i suoi spazi verbo-visivi a più dimensioni, si mette al servizio di un enigma lineare, che si risolve in una frase.

Quante sfaccettature e rimandi ci siano in essa è degno di racconto.

Intanto il rebus prende ispirazione da un testo di Edoardo Sanguineti, l’amico e sodale di Nanni, che era morto nel maggio del 2010. Attratto dalla poetica impersonale e interrogante del rebus, Sanguineti aveva realizzato sin dagli anni Ottanta diversi testi poetici in forma “letteralmente” di rebus, producendo anche una serie di “rebus descritti” o “verbis”, dove le immagini sono descritte verbalmente. (Sanguineti ne parla nel piccolo libro Genova per me).

Per il suo collage del 2010, Nanni prende spunto dalla composizione n. 2 della raccolta Corollario:

che cosa ti chiedo, se chiedi, ti crittorispondo così:

un microU (una specie di similtriboulet, storto, i suoi arti corti) si fa innanzi dondoloso,

ghignando malizioso, scortato da un armato luminoso: (con T gli fa chiarura,

in quella scena oscura): (e tarda è l’ora, come risulta ancora da un quadrante

gigante di un orologio mogio di un torrione di un palancato diaccio,

siglato M): (che indica, a piacere, un gruppetto di numeri romani, rotanti

tra l’I e il XII): siamo, come si dice, pressapoco, à quatre heures du matin:

(nel pieno di un’estate festaiola):

questa è la mia richiesta: e adesso vedi tu

(e dico tu che sai): insomma, noi vedremo (se vedremo): (io vedrò, tu vedrai):

Balestrini segue la traccia del componimento di Sanguineti, esplicitando visivamente le immagini descritte a parole e ribadendo le lettere maiuscole (U T M) che occorrono a completare la sequenza.

Come nota Ada De Pirro, si tratta di “una crittorisposta piena di affetto e di garbata consapevolezza del valore assoluto dell’amore pur nell’effervescenza degli anni di lotta”.
La lotta politica e l’amore: guardando bene, il buffo nano da giardino sembra alzare il pugno chiuso, mentre - è ancora Ada De Pirro a notarlo - la teda è la “fiaccola fatta con un ramo resinoso che nell’antica Grecia ardeva in occasione delle prime notti di nozze”.

Un dialogo a distanza fra poeti ha dato origine a una catena verbo-visiva: un componimento allusivo ed enigmatico diventa un collage che ne racchiude la soluzione, offrendola a nuovi enigmi e trasformazioni.

Come in un gioco del telefono, possiamo proseguire questa metamorfosi: l’invito di questa settimana è a descrivere il collage di Nanni Balestrini a parole, immaginando un contesto per gli elementi visivi (il nano, la fiaccola, l’orologio) e per le lettere U T M.

Proposte all’indirizzo redazione@alfabetadue.com e su Twitter e Instagram con hashtag #alfagiochi.

Una risposta a “Alfagiochi / La descrizione di un rebus”

  1. T’um e Mut erano un solo nano, scomparso e riapparso sulle cifre di un orologio, illuminate dalla fiaccola di Étant donnés.

    Afro Somenzari

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