Alfagiochi / Libri animati / libri aumentati

Antonella Sbrilli

Nella scorsa rubrica, abbiamo parlato della mostra Pop-App. Scienza, arte e gioco nella storia dei libri animati dalla carta alle app, che può ancora essere visitata fino al 30 giugno nelle due sedi gemellate di Roma (via della Stamperia, 6) e di Torino, Palazzo Barolo.
I libri animati sono quei manufatti editoriali che nella forma del libro racchiudono elementi mobili e manipolabili, meraviglie cartotecniche che nascondono sorprese visive e tattili fra le pagine, movimentando il formato consueto del libro in tanti modi diversi e con tanti scopi diversi, dalla didattica al gioco.

Il titolo dell’esposizione unisce il termine “pop-up” (già in uso all’inizio del ‘900) con il moderno “app”, diminutivo di application, a suggerire che questi volumi erano in fondo le app del passato: libri usabili e interrogabili, che permettevano di costruire carte del cielo e calendari perenni, di simulare dissezioni di organi e di decrittare messaggi cifrati. Bisognava ritagliare e montare linguette, ruotare dischi, sollevare lembi di carta allestiti con perizia per avere uno strumento fai-da-te. L’interazione e la manualità del lettore erano condizioni di esistenza di questi libri, caratteristiche che sono rimaste in uso nell’editoria scientifica, e che si sono riversate - dall’Ottocento in poi - nella letteratura per l’infanzia e nelle invenzioni d’artista.

I libri animati sono anche, diremmo oggi, libri aumentati e - a valutarli dal presente - sono una tappa dell’evoluzione delle interfacce editoriali, suggerendo una esperienza della lettura che annette la manipolazione, l’intervento attivo, la trasformazione.

Per una coincidenza, di libri aumentati e viventi si è parlato all’Università di Roma Tre il 6 e il 7 giugno scorsi, nell’incontro conclusivo del progetto europeo The Living Book. Augmented reading for life. L’incontro ha avuto come tema centrale l’idea di lettura aumentata, “come strumento per approfondire e allargare lesperienza di lettura attraverso lintegrazione fra la forma-libro e la grande varietà di risorse informative disponibili in rete”.
Nella scorsa alfadomenica, Gino Roncaglia e Maria Teresa Carbone (entrambi coinvolti nel progetto, oltre che nel Forum del Libro) hanno dialogato sul tema.

Il gioco

Intanto, da lettori e lettrici sono cominciate ad arrivare foto di esemplari di libri animati conservati in casa: quello inviato da Sandra Muzzolini è La Bella e la Bestia (Disney 1993) che permette, ripiegando le copertine verso l'esterno e legandole insieme, di ottenere quattro scene della storia, come negli antichi libri-teatro. Alessandra Casinelli ha segnalato un libro di medicina del primo dopoguerra, Il corpo umano. Tavole anatomiche scomponibili, edizioni Labor 1948, che presenta tanti livelli sovrapposti e sollevabili. Aldo Spinelli manda una serie di tesori: un libro giocattolo dei primi anni Cinquanta (Alla fattoria), con le figure degli animali che si espandono oltre il bordo della pagine e un bellissimo esemplare dell’Andy Warhol Index Book (1967) con pop-up di carta e altri materiali (castello e cavalieri, fisarmonica, prisma, aeroplano, foglietto leggero con la firma dell’artista, palloncino, lattina di pomodoro in cartone), aumentati a loro volta da piccoli effetti speciali: e qui il termine pop gioca con pop-up. Marisa (@beccodigru) fotografa i cubi metamorfici che, ricomposti a puzzle, permettono di ottenere sei storie diverse: nella foto mandata ne manca uno, impresso nella memoria dalla ripetizione del gioco.

Per questa settimana, continuiamo a cercare libri aumentati, da segnalare a redazione@alfabeta2.it o su Twitter e Instagram con l’hashtag #alfagiochi.

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