Semaforo Balestrini

Maria Teresa Carbone

Nanni Balestrini, Rubens. Come s'impara, 1964

Città

Io sono completamento alieno all’idea del genius loci, questa idea che uno porti in sé la città dov’è nato, cresciuto… Io a Milano sono stato fino ai 25 anni, mi sono trasferito a Roma che ne avevo 26, ma da allora vengo a Milano praticamente ogni mese. In questi sessant’anni è stato un continuo avanti e indietro tra Roma e Milano, che per me sono contigue, è come cambiare quartiere. Non sento nostalgia per nessuna delle città in cui ho vissuto, né per Milano né per Roma, né per Parigi, né per Berlino. Potrei vivere ovunque. (…) Ogni città è interessante, meravigliosa. Se pensi bene a cos’è una città, è un posto in mezzo alla natura, al niente, in cui gli uomini si sono messi insieme a costruire prima delle capanne, poi delle case, poi dei monumenti, poi dei grattacieli, poi delle metropolitane… È un lavoro pazzesco. La città è una cosa straordinaria, la cosa più bella che esista, anche una città piccola, anche una cittadina, anche un paese.

Nanni Balestrini intervistato da Stella Succi (in Le cronache di Nanni, The Towner, 18 marzo 2016)

Dandy

In settembre ho finalmente incontrato Balestrini – o più precisamente, è lui che ha incontrato me: aveva preso un taxi fino all'aeroporto di Fiumicino in attesa del mio arrivo. Siamo andati in città e abbiamo pranzato insieme. Balestrini ha 81 anni ma ne dimostra una sessantina e ha del dandy raffinato e del perfetto gentleman più di qualsiasi anarcocomunista io abbia mai conosciuto. Quando mi sono lanciata in una serie di domande a raffica sulla sua vita nel movimento, ha detto: “Questo è un pranzo, non una ricerca biografica”, e si è occupato del vino da ordinare. Ogni cosa al suo posto.

Rachel Kushner, “I am interested in collective characters”. An interview with Nanni Balestrini, The Nation, 17 novembre 2016

Industria culturale

È difficile pensare cosa può essere un italiano medio. Penso si debba piuttosto parlare di consumo della cultura e di creazione. Il termine "industria culturale" presuppone dei consumatori e dei ricavi, misurabili in quantità di pubblico. Da esso deve dunque trovare una risposta, adeguandosi ai suoi gusti o almeno alle sue aspettative. La creazione si svolge invece su un altro piano, quello della ricerca che, come per la scienza, non dovrebbe essere condizionata da immediati riscontri di mercato. Ma purtroppo questo non avviene quasi mai, e tanto meno in un paese così malridotto come è il nostro oggi.

Nanni Balestrini, intervistato da Dario Alfieri (in Progetto Babele, senza data, 2006 o 2007)

Regia

(…) Mi piacevano i nostri appuntamenti perché avevano sempre il sapore complice e furtivo di chi progetta e costruisce, sia pur contro i mulini a vento. E mi ricordo questa complicità disperata, negli anni della prima stesura de L’orda d’oro. Anni maledetti di solitudine, circondati dal deserto, dall’esilio, dalla galera, dall’eroina, dal tradimento. In quelle stanze piene di libri trasportati con grandi valigie, automobili, furgoni, e ammucchiati alle pareti fino al soffitto. I nostri libri, salvati dai roghi dell’odio e della paura dei nemici, dalla dimenticanza del sentimento di una irreparabile sconfitta dei nostri vecchi compagni. Io, ragazzo di bottega, a catalogare, selezionare, predisporre il materiale grezzo. Tu a scrivere incessantemente con una scalcinata macchina meccanica con il tasto della a rotto, che dovevi risollevare dal rullo con il dito quasi a ogni parola. E Nanni Balestrini, silenzioso, in fondo al grande tavolo, alla regia, a leggere, correggere, aggiungere, tagliare, spostare, rimontare, segnalare lacune e incongruenze, suggerire migliorie. Così per ore, giorni, settimane e mesi tra Roma e Milano. (…)

Sergio Bianchi, Mescolando il riso alle lacrime. In memoria di Primo Moroni, DeriveApprodi 2018

Sport

Una volta ho chiesto a un mio amico, uno di Milano che sembra conoscere un sacco di gente, se aveva sentito parlare di Nanni Balestrini. Il mio amico è nel giro dell'arte, e non ero sicura se avesse mai letto le cose di Balestrini. Eravamo nella cucina del mio amico e lui mi stava preparando un'insalata. Si è fermato e mi ha detto: “Balestrini? Nanni? Ma l'ho aiutato a scappare in Francia!”. Così è venuto fuori che nel 1979, quando Balestrini stava per essere arrestato per cosiddette attività insurrezionali contro lo stato, come tanti altri allora, questo amico gli aveva procurato gli sci e l'equipaggiamento. Poi lo aveva portato con la macchina in montagna, aveva passato il confine con la Francia e aveva aspettato a Chamonix che Balestrini venisse giù sciando. Pensai all'unica foto che avevo visto di Balestrini, alla sciarpa che portava in modo elaborato ed elegante: un uomo che dava l'idea di essere bohémien e sofisticato, più che atletico. Ho chiesto: “Ma Balestrini scia?”. Il mio amico ha proteso le mani enfaticamente, e ha detto: “Piuttosto bene... quando vuole!”.

Rachel Kushner, Popular Mechanics, The New Republic, 21 giugno 2016

Trasgressione

Destinato farsescamente alla formazione del principe, il Momus si rivela (…) come l'antiprincipe, il libro della distruzione di ogni ordine e di ogni potere. In attesa che nel suo humus, o nella camera oscura della storia, prenda forma la nuova immagine di un nuovo Principe, quello che sulla trasgressione fonderà il suo potere.

Nanni Balestrini, dalla presentazione del libro di Leon Battista Alberti Momo o del principe (Costa & Nolan 1986)

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