Nanni Balestrini 1935 – 2019

Le radiazioni del corpo nero

Che cos’è una poesia se non un’operazione nel linguaggio che disattiva le sue funzioni informative per rendere possibile quel particolare e più felice uso della lingua che chiamiamo appunto poesia?

Giorgio Agamben

1

non aspettiamoci altro

tumulto e implosione

avevamo fatto di tutto ma

la moltitudine ci arrese

io contemplo il suo avido

disfacimento le sue imprevedibili

instabili contorsioni

l’ombra del nulla sfarfalla

smascherata su screpolati

orizzonti per inutili imprese

lì dove mancano illimitate

sorgenti sognati sonori

solstizi pulsanti esplorazioni

o sorprendenti illusioni

2

recalcitranti ostaggi

ci immergiamo sapendo tutto

in paesaggi intermittenti

si aggiunge il peso

di atrofizzate rievocazioni

falangi intorpidite

si divincolano mordono senza

afferrare senza causa e senza

colpa abbiamo visto

tutto quello che non c’è

più incapace di ristabilire

un ordine precedente

turbato dissolto

in discontinua cancellazione

3

friabili futuri fremiti

deliranti destinazioni

eccoci ancora tumefatti

nelle parole sbilenche

la filastrocca imperterrita

nel girotondo finale

in riva a un mare asciutto

dove tuffare memorie

sbiadite rapaci vocaboli

per l’ultima volta graffiati

nel cielo vuoto maciullati

slanci per non soccombere in

ciniche cospirazioni o

terrificanti armistizi

4

restano sempre

rapide incursioni

ripide ascensioni

appaiono il mattino

spudorate metafore

presto disegnano vocali

metafisiche figurazioni

vanno e vengono

spezzati arcobaleni

alfabetico stormire

tutt’intorno moltiplicano

laceranti sublimazioni

il lampo che distrugge

5

trionfante esilio

dolcemente sprofondano

crepacci del linguaggio

inabissano germogli

masticati sputati

cerbottane sfiatate

neuroni a specchio riflettono

per ricordarci chi siamo

vocaboli spenti

si sfaldano muti

nell’inchiostro slavato

discontinue masturbazioni

dal finestrino sporgendosi

spenzola la mano morta

6

escrementi verbali

estasi verticale

è stato bello

verifiche incerte

scuotendo invisibili

bellezze iridescenti

a cielo aperto

anticipa bruciando

il futuro passato

furiosi sbrindellati

vocalizzi profetici

programmati da sintomi

voluttuose simmetriche

incostanti evacuazioni

7

fisicamente sconnesso

assorbe tutto senza riflettere

mondi esterni dissolvono

visioni eterne si sfasciano

nuove leggi dilatano

spettri incandescenti

linguaggio rarefatto

ritmiche agitazioni

emette energia onde

particelle quanti

sintagmi flusso

densità frequenza

semantica dissipazione

tendente all’infinito

8

emozione mentale

l’uccello che si posa

osare inventare

uccidere irradiare

frantumate immagini

immaginari divelti

ruotano sfinite

variabili nel tempo

certezze che traballano

parole liquefatte

ceneri sparse

cercando minimi

spiragli nella

9

chiusi dentro

basta schiacciare

dilata si mescola

a piedi nudi

morire in piedi

nuvole spente

mordi le tenebre

spesso si piegano

lunghi occhi raccolgono

ansimante fibrillazione

scintille friabili

rapidi fremiti

macchie di sangue

chimeriche dissipazioni

10

le mani addosso

bruciando vivi

albe galleggiano

voci fumanti

appeso al ramo

basta scappare

sui vetri rotti

arrotolati attimi

labili inghiottono

febbrili sublimazioni

la stella implode

dopo il collasso

poesia pura

ce la faremo

Parigi 17 agosto-Roma 11 novembre 2018

L'appuntamento per chi vuole salutare e ricordare Nanni Balestrini è per lunedi 27 maggio, alle ore 11 nell'aula magna della Facoltà Valdese di Teologia, a Roma, in via Pietro Cossa 40. L'aula ha una capienza non dilatabile per motivi di sicurezza, se sarà necessario si potrà seguire l'audio dell'incontro anche nello spazio adiacente esterno.

Mercoledì  19 giugno, a un mese dalla scomparsa di Nanni, celebreremo il piacere di averlo avuto con noi leggendo i suoi testi, guardando le sue opere, ripercorrendo le sue moltissime imprese.  L'incontro, che nasce per iniziativa dell'associazione Alfabeta, si terrà dalle 18 in poi al Teatro Argentina di Roma.

2 risposte a “Nanni Balestrini 1935 – 2019”

  1. Innamorato della signorina Richmond accettò un improbabile appuntamento a campo dei fiori sotto la statua di Giordano…aveva fame e sete…baccalà fritto e vino bianco… sigarette e parole …volavano tra sogni di ricordi…lei non portava le mutande…ma nuvole…pioveva con il sole

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