Alfagiochi / Una parete di pagine

Antonella Sbrilli

Duecentosessanta anni fa, nel 1759, usciva il primo volume del romanzo di Laurence Sterne, La vita e le opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo, labirinto narrativo, capolavoro di parodie, paradossi e umorismo, repertorio di invenzioni tipografiche e di inserti verbo-visivi. Fra questi spiccano file di asterischi, trattini di lunghezza variabile, linee sagomate; una intera pagina nera che esprime il lutto per la morte del personaggio Yorick; una pagina bianca su cui i lettori sono invitati a disegnare, secondo la loro idea di bellezza, la figura di un altro personaggio, la vedova Wadman; e - soprattutto - una pagina marmorizzata.

Realizzata manualmente cospargendo il foglio con gocce di diversi colori variamente manipolate in modo da ottenere bolle, venature e altri effetti che ricordano una superficie marmorea, la pagina compare - diversa per ogni edizione antica del libro - nel terzo volume.
Emblema variegato della mia opera” (“Motly emblem of my work”) come la introduce lo scrittore, la pagina è un ipnotico inserto visivo, che in certi punti - per gli andamenti sinuosi - trasporta nella tradizione decorativa orientale; per le zone espanse e simmetriche fa pensare a una macchia di Rorschach; per l’effetto gocciolamento al dripping di Pollock; per l’intenzione di rappresentare la digressione ingarbugliata del racconto, fa venire in mente alcune tecniche attuali di visualizzazione grafica dei contenuti.

Per l’anniversario del Tristram Shandy, il sito Brainpickings (una risorsa sorprendente di “cose interessanti” creata dalla blogger Maria Popova e inclusa dal 2012 nel web archive permanente della Library of Congress), dedica un articolo alla pagina marmorizzata.

Nel pezzo, viene presentato anche il progetto Emblem of my work che nel 2011 ha raccolto 169 interpretazioni della pagina, a opera di altrettanti artisti contemporanei, che hanno espresso “l’emblema” della propria opera, con mezzi e tecniche diverse.
Vale la pena di scorrere l’antologia, ricca e variegata. E viene voglia di raccogliere (o addirittura produrre) altri esempi.

Nellimmagine che accompagna questa rubrica, a sinistra è riprodotta la pagina marmorizzata di una edizione settecentesca del Tristram Shandy. Al centro, quella pubblicata nella traduzione italiana del 1922, uscita presso l’illuminato (e sfortunato) editore Formiggini. La terza è uno degli esempi attuali tratto proprio dal progetto Emblem of my work.
Insieme, formano una specie di parete marmorizzata, un pannello di macchie e percorsi irripetibili, ciascuno con un suo carattere e una consistenza cromatica e spaziale.
L’invito di questa settimana è a comporre un proprio “emblema”, scegliendo pagine marmorizzate sul web o nei risguardi di vecchi libri e carte regalo.

Chi vuole condividere le pagine, può farlo con lhashtag #alfagiochi su Twitter e Instagram o via mail allindirizzo redazione@alfabeta2.com

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