Alfagola / Un rompiscatole in cucina

Alberto Capatti

È difficile trovare un titolo tanto intrigante per un ricettario; l’autore, il cuoco, è Marco Squizzato, veneto, in combutta con il digitatore democratico Andrea Schiesaro. Scatole, scatolette e un sottotitolo borioso : Lo chef che trasforma i cibi in scatola in piatti da gourmet. Inutile giocare con marche e marchi, perché tutta l’attenzione di Squizzato è rivolta ai costi, alla lista degli ingredienti, ai tempi abbreviati, e al menu che ovviamente è e non è una rottura di …

Ecco un primo:

Pasta e ceci di Lù

Dosi per 2 persone

gr di tagliatelle da brodo

1 filetto di alice sott’olio

1 scatoletta di ceci

1 spicchio d’aglio

1 rametto di rosmarino

1 dado

Olio extravergine di oliva

Fate rosolare in un tegame, con un po’ d’olio, lo spicchio d’aglio tritato, il rosmarino e un’alice spezzettata. Aggiungete mezzo litro di acqua e metà dei ceci in scatola.

Con un mixer a immersione riducete in crema l’altra metà dei ceci e aggiungetela nel tegame. Mescolate bene il tutto per 8-9 minuti e sobbollite per qualche minuto.

Aggiungete le tagliatelle e il dado e continuate la cottura per 8-9 minuti. Servite la minestra bollente

Tempo di preparazione 20 minuti

Costo circa 5 euro.

Ed ora come li preparo io, dopo essere andato all’Esselunga. Non è certo per rompere le scatole ai rompiscatole che subito urleranno “Niente tempi e dosi!”, ma per rivolgermi a tutti i perdigiorno che leggono Alfabeta.

Compro i ceci secchi e li metto a bagno per dodici ore. Li lavo e li metto a cuocere in acqua con carota, sedano, cipolla e alloro, Una volta cotti, con il mestolo forato tolgo le verdure, l’alloro ed un terzo dei ceci. Frullo quelli nell’acqua. Aggiungo le mafalde (Garofalo) e i ceci interi e cuocio dieci minuti. Il costo è più o meno, il tempo quello di un letterato.

Una risposta a “Alfagola / Un rompiscatole in cucina”

  1. Non per essere anch’io una rompiscatole, ma la lettura di queste semplici ricette mi ha ricordato Seneca che amava la cucina poco elaborata, alla buona, semplice ma genuina. Scrive così nel “De tranquillitate animi”:
    «Mi piace il cibo che non debbano elaborare e sorvegliare stuoli di servi, non ordinato molti giorni prima né servito dalle mani di molti, ma facile a reperirsi e semplice, un cibo che non ha nulla di ricercato o di prezioso, che non verrà a mancare da nessuna parte si vada, non oneroso per il patrimonio né per il corpo, tale da non uscire poi per la stessa via dalla quale è entrato».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il tuo commento dovrà essere approvato prima di apparire.