Alfadomenica #1 febbraio – 2019

Un articolo di Anselm Jappe sulla breve ma importante esperienza di Ludd alla fine degli anni Sessanta e un’analisi di Valentina Parisi sulla recente ritraduzione dell’opera di Osip Mandel’štam a opera di Gario Zappi: con questi due testi introduciamo, in questo primo Alfadomenica di febbraio, un ampio nucleo di riflessioni/recensioni, a cui fanno seguito una conversazione di Nazim Comunale con il musicista jazz James Brandon Lewis in occasione dell’uscita del suo ultimo disco, An UnRuly Manifesto, e in chiusura il quindicinale appuntamento con l’Alfagola di Alberto Capatti. Insomma, ancora una volta un numero molto ricco, che vi accompagnerà per tutta la settimana. Inutile dire che ancora una volta ringraziamo chi ha aderito o aderirà all’associazione Alfabeta (le istruzioni per iscriversi si trovano in questa pagina, mentre chi non ricevesse ancora la nostra newsletter è invitato a seguire questo link).

Buona lettura!

Il sommario

Anselm Jappe, Ludd, o il Sessantotto trascendente

Valentina Parisi, Mandel’štam ritradotto, forme di disobbedienza verbale

Natascia Tosel, Santi Romano, ovvero come farci istituzione per reimmaginare il sociale

Franca Bellucci, Le donne protagoniste della storia: il periodo 1865-1925 come fondativo della contemporaneità

Clotilde Bertoni, Il mostro in prima pagina

Franca Rovigatti, Bartolazzi, sguardi imperturbabili sull’insensatezza del mondo

Nazim Comunale, Poesia è suonare sempre come se fosse l’ultima volta. Intervista a James Brandon Lewis

Alberto Capatti, Alfagola / Cucina pop

 

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