Alfagola / Frittate a Corte

Alberto Capatti

Cristoforo Messisbugo è stato spenditore e sovrintendeva le cucine della corte di Ferrara nella prima metà del cinquecento. Ci ha lasciato il Libro novo. Banchetti sontuosi, servizi con decine di piatti, ripetuti con intervalli musicali e teatrali. Il lusso era la vartietà dei cibi e delle spezie, zucchero in primis, poi la cannella, ammanite generosamente. Per spirito di contraddizione, vorrei mostrare che dietro la cucina ricchissima ce n’era una modesta, povera, e che piatti semplici non sfiguravano sulla tavola del granduca o di un cardinale. Ecco una ricetta, trascritta, con cui potrete misurarvi, variando a piacere. Le dosi sono principesche e a vostra discrezione.

Frittata semplice verde, piena, e rognosa

Piglierai uova dieci, perché questo è il suo ordinario, e le sbatterai molto bene, con poco sale, e come sono ben battute, vi porrai dentro un poco d’acqua, poi avrai una padella con once sei di burro fresco, e disfatto che sarà, getterai dentro le uova, e cuocerai la tua frittata, la quale vuol essere morbida, poi le porrai sopra cannella pesta, come sarà imbandita. E volendola verde, le porrai menta, prezzemolo, & altre erbe oleose dentro pestate ben minute con i coltelli, osservando l’ordine di cui s’è detto nel cuocerla. E volendola piena le porrai formaggio grasso grattato, o panna densa, e uva passa dentro, e pinoli, e cipolla tagliata minuta, e finocchi freschi, e quando una cosa e quando un’altra, e volendola rognosa, osserverai l’ordine della prima, aggiungendo prosciutto tagliato minuto, o mortadella, osservando nel cuocerla l’ordine dell’altra, e sopra il tutto conviene molta cannella pesta.

È di prossima apertura un sito della Ascom di Lugo consacrato alla cucina estense e romagnola, da Messisbugo ad oggi. Quindi altre frittate principesche ….

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