Alfagiochi / La-pros-pet-ti-va

Antonella Sbrilli

L’anniversario della scomparsa di Federico Fellini avvenuta venticinque anni fa, il 31 ottobre del 1993, ha dato occasione in questi giorni di vedere e rivedere alcuni suoi film e ha innescato il meccanismo dei ricordi di scene indimenticabili.
Una di queste viene da Amarcord e va ad arricchire il catalogo del nostro gioco “L’ora di arte”.
Su Youtube se ne trova un frammento di pochi secondi. La buffa professoressa che scandisce con la classe “la-pros-pet-ti-va” mentre inzuppa un biscotto nel bicchiere del termos, è Fides Stagni, che fu attrice - principalmente nei film di Fellini - ma soprattutto pittrice.
Nata a Milano nel 1902, Fides Stagni era di origine romagnola e aveva studiato all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Come pittrice fece parte della corrente del secondo Futurismo, con quadri che rappresentano aerei e paesaggi dall’alto. Sposata due volte, prima col pittore Carlo Testi e poi con il critico d’arte Giuseppe Pensabene, partecipò a diverse Biennali negli anni Trenta, espose alla Casa d’Arte Bragaglia e lavorò molto come decoratrice.
Nell’anno rievocato dal film di Fellini (il 1932-33), Fides Stagni era una pittrice ben inserita nel flusso dell’aeropittura; nell’anno in cui il film fu girato (il 1973) era una signora alle soglie dei settanta anni, ecletticamente attiva.
Negli Archivi della Quadriennale di Roma (la Stagni aveva partecipato alla VI edizione), compare una sua bella foto da giovane, che marca la distanza dalla figura caricata della professoressa in Amarcord.

La-pros-pet-ti-va" è un tormentone dell’ora di arte, come il “quadro-dal-vero” o “l’en-plein-air”. Ora diremmo che era un tag, una stringa che riassume un mondo.
Per questa volta, continuiamo a raccogliere figure di professori incontrati nella finzione narrativa, ma anche tag di ricordi personali.

L’invio può essere fatto scrivendo all’indirizzo redazione@alfabeta2.com o usando Twitter o Instagram con l’hashtag #alfagiochi.

Le risposte al gioco della scorsa rubrica

Art, la pièce teatrale di Yasmina Reza (tradotta da poco da Adelphi), ha dato l’esca - la volta scorsa - per giocare con un artista inventato. Il suo nome è Antrios e nella vicenda è l’autore di un quadro bianco striato di bianco, che scatena un conflitto fra tre amici di lunga data.
La sua è arte, sì o no? e da dove viene l’artista o almeno da dove viene il suo nome, che si presta in italiano a diversi anagrammi: insorta, sartino, no stria (questo proposto da Marisa @beccodigru). Le proposte di ipotesi sull’origine di questa figura sono benvenute.

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