Corpi celestiali e altre ossessioni

Michele Emmer

Grande mostra e grande successo di pubblico al Metropolitan Museum di New York. La mostra si intitola Heavenly Bodies. Fashion and the Catholic Imagination (Corpi celestiali) ed è una esposizione, volendo molto riassumere, di moda. Ispirata alla chiesa cattolica romana e all’arte sacra italiana. È divisa in due sezioni che sono anche fisicamente separate, distanti tra loro e questa è stata una richiesta esplicita di una delle istituzioni che partecipano alla mostra: la chiesa cattolica, probabilmente del Papa in persona.

Per spiegare il senso della esposizione sono citate all’inizio le frasi di un sociologo:

I cattolici vivono in un mondo incantato, un mondo di statue e acqua santa, vetrate e candele votive, santi e medaglie religiose, rosari e immagini sacre. Ma questi armamentari cattolici sono semplici accenni a una più profonda e pervasiva sensibilità religiosa che spinge i cattolici a vedere il Santo in agguato nella creazione”.

E i curatori aggiungono:

Heavenly Bodies presenta il lavoro di designer che per la maggior parte sono cresciuti nella tradizione cattolica romana. La gran parte di loro, pur nei diversi rapporti che hanno avuto con il cattolicesimo, riconosce la influenza permanente della chiesa cattolica sulla loro immaginazione. In superficie, questa influenza si esprime attraverso l'esplicito immaginario cattolico e il simbolismo, nonché i riferimenti a indumenti specifici indossati dal clero e dagli ordini religiosi. A un livello più profondo, si manifesta come una dipendenza dallo storytelling, e in particolare dalla metafora. Dall’immaginario cattolico".

Con una non poca parte di malizia il curatore della mostra Andrew Bolton aggiunge:

Il Papa indossa Prada. La rivista Newsweek ha proclamato nel novembre 2005 in un articolo che descrive le inclinazioni sartoriali di Benedetto XVI. Papa Benedetto XVI è a dir poco un'icona della moda religiosa, che cavalca la Papamobile con mocassini rossi di Prada sotto la tonaca e le tonalità Gucci". Nel giro di due anni, però, il pontefice ha aggiunto una lista di abiti migliori quando le sue scarpe rosse sono state nominate da Esquire il miglior accessorio dell’anno 2007. In effetti, le scarpe rosse di Benedetto, realizzate da Adriano Stefanelli a Novara, che realizzò altre versioni per Giovanni Paolo II, appartengono a una tradizione papale che risale a secoli fa. Il loro colore significa il sangue della Passione di Cristo e dei martiri cattolici, così come il fuoco dello Spirito Santo a Pentecoste, che segna la nascita della chiesa.”

La prima sezione è dedicata alla moda pontificia, sono in mostra paramenti sacri, indumenti indossati dal clero e dai Papi, diademi, veri e propri gioielli. Tutte queste cose sono esposte nel sottosuolo all’interno della sezione Egizia del museo. Al piano di sopra nel grande corridoio di fronte all’entrata che porta all’antico chiostro medioevale trasferito interamente all’interno del Metropolitan ci sono modelli di vestiti di anni diversi dei più grandi stilisti di ieri e di oggi, tra gli altri Alaïa, Balenciaga, Capucci, Chanel, Ann Demeulemeester, Sorelle Fontana, Dolce & Gabbana, John Galliano, Gattinoni, Jean Paul Gaultier, Craig Green, Valentino, Versace.

È in mostra anche una sequenza del film di Fellini Roma con la famosa sfilata di modelli ispirati ai vestiti di monache ed ecclesiastici. Tutti i manichini che indossano i vestiti ritraggono donne, tranne due, e hanno gli occhi rigorosamente chiusi. Vengono anche ricostruiti dipinti rinascimentali e tutti i manichini dei personaggi raffigurati hanno indosso vestiti ispirati ai dipinti.

Un enorme successo della mostra, folla di visitatori, già superato il milione di visitatori. Sperano di arrivare al milione e mezzo prima della chiusura l’8 ottobre 2018.

Catalogo diviso rigidamente in due parti, in uno dei due volumi la mostra del Vaticano, nell’altro la mostra degli stilisti. La copertina è rigidamente bianca e i due volumi separati sono uniti sul dorso dal titolo della mostra che è tagliato esattamente a metà in modo tale che inserendo i due cataloghi in un cofanetto il dorso delle due parti unite compone il titolo della mostra. Diabolicamente sublime. I testi sono oltre che del curatore della mostra di Barbara Drake Boehm, Marzia Cataldi Gallo, C. Griffith Mann, David Morgan, Gianfranco Cardinal Ravasi, and David Tracy. Peraltro il catalogo ha avuto pessime recensioni per la scarsa attenzione alle immagini.

Una delle sezioni più interessanti della Biennale di Architettura di Venezia del 2018 è quella del Vaticano, nel piccolo bosco dell’isola di san Giorgio. È stato chiesto a 10 famosi architetti di realizzare una cappella ma senza legame alcuno con la tradizione, con le regole degli edifici religiosi. Ne è venuta fuori una grande varietà di realizzazioni di forme, materiali, una grande creatività che il tema ha evidentemente stimolato. Con un catalogo del tutto esaustivo e di grande interesse.

La esposizione delle cappelle ispirate dal Vaticano è stata praticamente affiancata, per il primo periodo della Biennale almeno, a una mostra intitolata CRUOR: sangue sparso di donna, di Renata Rampazzi. Analogamente la mostra del Vaticano al Metropolitan non solo era contigua a quella degli stilisti alcuni ovviamente provocatori, ma anche con una altra mostra, opportunamente ospitata nella sezione distaccata del Metropolitan, il Metropolitan Brauer, a qualche isolato di distanza, dove erano esposti i disegni erotici, alcuni quanto mai espliciti ed provocatori, di Klimt, Schiele e Picasso. Il titolo Obsessions, si riferisce non solo alle ossessioni sessuali dei tre artisti, in particolare per il sesso femminile, ma anche del collezionista, Scofield Thayer, un ricco mecenate Usa che aveva acquistato quei disegni negli anni venti tra Parigi e Vienna, dove era stato in cura da Freud, che lo aveva liquidato considerandolo incurabile dalle sue ossessioni.

Insomma il Vaticano non ha esitato, volutamente o meno, a confrontarsi con la laicità, con il sesso, quello femminile in particolare, mettendosi in gioco, in qualche misura. Chissà come l’hanno presa quei prelati Usa che stanno tramando per disfarsi del papa.

Obsessions. Nudes by Klimt, Schiele and Picasso from the Scofield Thayer Collection

S. Rewald & J. Demsey, eds

The Metropolitan Museum, New Yor, 2018

sino al 7 ottobre.

Heavenly Bodies: Fashion and the Catholic Imagination

A. Bolton, ed.

The Metropolitan Museum, New York, 2018

sino al 8 ottobre

2 risposte a “Corpi celestiali e altre ossessioni”

  1. ARTE, ANTROPOLOGIA, E CREATIVITA’. Una sollecitazione a svegliarsi dal sonno dogmatico…

    “[…] il Vaticano non ha esitato, volutamente o meno, a confrontarsi con la laicità, con il sesso, quello femminile in particolare, mettendosi in gioco, in qualche misura. […].

    MICHELANGELO E LA SISTINA. I PROFETI INSIEME ALLE SIBILLE PER LA CHIESA UN GROSSO PROBLEMA. DOPO 500 ANNI, LA PRESENZA DELLE SIBILLE NELLA SISTINA E’ ANCORA L’ELEMENTO PIU’ CURIOSO …. http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=5548

    Federico La Sala

  2. Interessante.
    E c’è l’appassionante serie di vesti degli ordini religiosi – ci fu una mostra a Castel Sant’Angelo. Per non parlare dei vestiti degli angeli in Marco Bussagli e in Michel Serres.

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