Alfagiochi / Andate e ritorni

Antonella Sbrilli

Insieme con i lettori e le lettrici che hanno partecipato al gioco proposto alla fine di luglio questa estate ci siamo spostati virtualmente per l’Europa.
Partiti da ///pesi.borsone.sabbie, siamo scesi a sud, a ///profumo.gelare.sorso, e poi ancora più giù fino a ///vertice.coniuge.talenti, per poi invertire la rotta verso il nord, arrivando a ///orizzonte.olmi.svolgere.

Invece di usare le cifre di latitudine e longitudine, abbiamo usato il sistema inventato dall’azienda inglese what3words

Si tratta di un sistema di localizzazione che, dopo aver suddiviso la superficie del pianeta in una rete di piccole aree di tre metri per tre metri, ha assegnato a ciascuna di esse una terna di parole di senso compiuto. I nostri spostamenti sulla mappa sono descritti così da sequenze di tre parole - precedute da tre slash - che cambiano a mano a mano che ci muoviamo nella rete dei riquadri. Sono parole scelte da lessici in 14 lingue, emendati da termini offensivi e da omofonie, che compongono frasi nonsensiche, arbitrarie, talvolta evocative, in qualche caso addirittura adatte al luogo.

///pesi.borsone.sabbie è un punto di piazza dei Cinquecento, la piazza dove affaccia la stazione Termini di Roma

///profumo.gelare.sorso è una strada di Catania, attraversata da Luigi Scebba in una giornata estiva

///vertice.coniugi.talenti corrisponde a un bed & breakfast di Valletta, Malta, inviato da Nicolette e Carola
///orizzonti.olmi.svolgere è un’area sulle rive del lago Heinola in Finlandia, registrata da Stella Bottai.

Mappe che si arricchiscono di parole, innescando combinazioni, derive, coincidenze, come accade a una galleria d’arte contemporanea a Montargis (Francia), che ha voluto chiamarsi con le tre parole che nella mappa what3words descrivono la zona dell’ingresso: ables.empty.workshops. Sulle tracce artistiche di what3words e dei locative media, si può leggere un recente articolo di Paolo Berti.

E ora? Archiviate le terne di parole che hanno descritto gli spostamenti estivi, torniamo a scuola. Con un progetto di scandaglio e di memoria che riguarda la figura del professore o della professoressa di Storia dell’arte: cerchiamo citazioni di opere finzionali (non solo narrativa, ma anche film, video, clip) in cui compare l’insegnante di arte. Facile cominciare con Katherine Ann Watson (Julia Roberts) di Mona Lisa Smile (2003), più curioso vedere affacciarsi la docente in un racconto di Chiara Valerio o un prof in un romanzo di Jonathan Coe. La ricerca è aperta.

Come sempre, si partecipa scrivendo a redazione@alfabeta2.it; su Instagram e Twitter seguendo l’account @alfabetadue e l’hashtag #alfagiochi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il tuo commento dovrà essere approvato prima di apparire.