Alfagiochi / ///pesi.borsone.sabbie

Antonella Sbrilli

What3words è un’applicazione che permette di comunicare la propria posizione sul pianeta utilizzando - al posto della latitudine e longitudine - delle terne di parole che individuano in modo univoco piccole aree di tre per tre metri quadrati.

Partendo dall’idea che una consistente percentuale di popolazione non ha un sistema affidabile di indirizzi e che ci sono situazioni in cui la comprensione dei dati forniti dai localizzatori satellitari è ostica e poco memorizzabile, i creatori di What3words hanno sviluppato un’alternativa basata sul linguaggio naturale.

La superficie della Terra è stata suddivisa in una griglia di 57.000 miliardi di quadrati di 3 metri x 3 metri, ciascuno dei quali è individuato dalla combinazione di tre parole, scelte da lessici in 14 lingue diverse, ripuliti da termini offensivi e da omofonie.

Fondata nel 2013 dai britannici Chris Sheldrick, Jack Waley-Cohen e Mohan Ganesalingam, what3words è cresciuta anno dopo anno, sviluppando sia l’aspetto commerciale sia quello sociale, con iniziative che coprono situazioni di emergenza ambientale e collaborazioni con aziende della distribuzione e della localizzazione, inclusa TomTom. Fra recensioni lusinghiere e qualche critica al carattere commerciale, l’eco di what3words è notevole, aiutata dal sito, dalla newsletter e dalla possibilità di esplorare la mappa anche tramite il browser.

Basta andare su www.what3words.com, scegliere la lingua, scrivere un indirizzo nella barra di ricerca o spostarsi direttamente sulla mappa per vedere comparire i tre slash /// seguiti dalle tre parole che corrispondo al punto selezionato.

La curiosità di sapere a che parole è collegato il luogo dove ci si trova è innegabile: in questi anni ci sono stati giochi radiofonici e social che invitavano a registrare combinazioni di luoghi e parole significative o sorprendenti e c’è anche chi ha usato le tre parole per dare il nome a una galleria d’arte e a una birra.

Le tre parole che danno il titolo alla rubrica corrispondono a un punto di piazza dei Cinquecento, zona Stazione Termini di Roma: ///pesi.borsone.sabbie

https://map.what3words.com/pesi.borsone.sabbie

Il caso combinatorio ha portato questi tre termini a trovarsi accostati in una piccola area di nove metri quadrati in cui in questi giorni tante borsone pesanti vengono trascinate in arrivi e partenze per le vacanze.

E allora il gioco - da qui a domenica 2 settembre 2018 - è quello di trascrivere le terne di parole che descrivono - sulla mappa di what3words - i posti visitati in queste settimane di spostamenti.

Come sempre, si partecipa scrivendo a redazione@alfabeta2.it; su Instagram e Twitter seguendo l’account @alfabetadue e l’hashtag #alfagiochi.

Risposte ai giochi delle scorse rubriche

L’artista nascosta nell’anagramma del titolo della scorsa rubrica “Via, ip, oplà"

era l’italiana Paola Pivi, presente con una sua opera giocabile al Festival Play nella cittadina belga di Kortrjik. L’ha individuata Sandra Muzzolini, che ha esplorato il sito del Festival in cerca anche di altri nomi d’artista, i cui anagrammi riflettessero i temi del gioco. Un gioco che prosegue, per chi ne abbia voglia, così come prosegue Estate Merulana

... grazie a Luigi Scebba, Viola Fiore, Marisa per i contributi su Twitter e buona pausa di agosto!

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