Alfagiochi / Via, ip, oplà: opere giocabili

Antonella Sbrilli

C’è tempo fino all’11 novembre 2018 per visitare la prima edizione del festival Play, che si svolge nella città belga di Kortrijk (Courtrai).
Curato da Hilde Teerlinck (Han Nefkens Foundation, Barcellona) e da Patrick Ronse (Be-Part, Platform for contemporary Art, Waregem), il festival è dislocato in diciassette punti della cittadina, dove i visitatori incontrano le opere degli artisti invitati.

Intercettando l’onda lunga del gioco, che si insinua negli allestimenti di mostre e musei e nella forma stessa di tante opere d’arte attuali, le opere presenti a Kortrijk sono tutte opere giocabili.

L’anno scorso, a Roma, al Chiostro del Bramante, migliaia di visitatori hanno visitato la mostra Enjoy, esplorando come fossero i padiglioni di un parco giochi gli ambienti creati dagli artisti: uno di loro, Martin Creed è presente anche a Kortrijk con uno spazio pieno di palloncini verdi (Work No. 262: Half the air in a given space), che provocano in chi lo percorre un mix di memorie infantili e leggera claustrofobia.

Giochi classici - di competizione, d’azzardo, di disorientamento, di simulazione - sono riletti in chiave paradossale, ironica, politica, con l’idea che il gioco mette a disposizione dell’arte contemporanea un repertorio di pratiche relazionali ben stratificate nella cultura e pronte a essere riattivate in tante varianti.

Scivoli erbosi su cui rotolare, letti e divani giganti, campi da calcio pieni di dislivelli, giostre ipnotiche, anche una gabbia in cui rinchiudersi per del tempo (a pagamento), bandiere da riassemblare come puzzle: sul sito del festival si può scorrere l’elenco delle opere, quello dei luoghi in cui si trovano, e quello degli autori e delle autrici (quaranta in tutto), fra cui Pipilotti Rist, Carsten Höller, Priscilla Monge, Carlos Amorales.

Una scelta internazionale di tutto rispetto - una specie di Giochi senza frontiere senza competizione a squadre, ma diffusa nel territorio - con tanti nomi di artisti legati alle forme del gioco. Fra di loro, anche l’artista il cui nome, anagrammato, dà il titolo a questa rubrica.

Chi vuole giocare a individuare il nome e a proporre altri anagrammi dei partecipanti a Play, può scrivere a redazione@alfabeta2.it; su Instagram e Twitter account @alfabetadue e hashtag #alfagiochi.

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