Politiche mancate dell’accoglienza

Pizzi Cannella, Mappa del mondo, 2016, olio su tela, cm 137 x 184

G. B. Zorzoli

È stata la diffusione dell’ideologia sovranista a determinare le crescenti preoccupazioni dei cittadini per l’immigrazione o, al contrario, le seconde hanno funzionato da catalizzatore del sovranismo?

Non si tratta di un interrogativo ozioso. È infatti evidente che la questione “migranti” ha contribuito non poco alla popolarità del sovranismo come soluzione dei problemi posti dalla crisi in cui versano i paesi democratici. E dalla situazione attuale non se ne esce, facendo appello a considerazioni che pure poggiano su dati di fatto inoppugnabili.

Ricordare che l’immigrazione è essenziale per compensare i vuoti tendenziali dovuti alla bassa natalità, riesce soltanto ad aumentare il numero degli «incavolati neri e offesi, mortificati, incapaci di esprimere apertamente la propria rabbia ma anche di dimenticare e di perdonare, in una parola rancorosi». Così il Censis definisce la risposta al blocco della mobilità sociale e alla polarizzazione dell’occupazione in una fascia ristretta ad alto reddito e in una, più larga, di lavori insufficienti come numero, mal retribuiti e in larga misura precari, per i quali gli immigrati rappresentano una pericolosa e spesso vincente concorrenza.

Né ha maggiore efficacia ricordare che l’anno scorso il numero degli stranieri è cresciuto in Italia di appena 9.000 unità, pari allo 0,01% della popolazione residente, e che rispetto al maggio del 2017 nel mese scorso gli sbarchi sono diminuiti di più del 70%. Per una parte consistente della popolazione, decisiva nelle urne, l’unico effetto considerato convincente sarebbe il calo in misura sensibile degli immigrati che già vivono in Italia.

Quasi sempre reazioni che appaiono irrazionali, contengono un nocciolo di razionalità che, in questo caso, ha dimensioni consistenti: la propaganda salviniana trova un terreno reso fertile dalla pluriennale assenza di una politica dell’accoglienza.

Come hanno affrontato per anni la crescita dei flussi migratori i governi in carica dopo la dissoluzione in Libia del regime di Gheddafi? Hanno portato avanti con lentezza la registrazione dei nuovi arrivati, lasciandoli liberi di spostarsi verso i confini settentrionali del paese e di attraversare senza problemi le frontiere, grazie alla convenzione di Schengen. Una volta in Francia, in Austria, in Germania, non risultando registrati in Italia, hanno potuto chiedervi asilo.

Una mossa furbesca, che ovviamente alla lunga non ha pagato. Le chiusure delle frontiere con l’Italia sono state un atto disonorevole e disumano, per il quale l’unico ad avere meno diritto di protestare è il mondo politico del nostro paese, nella quasi totalità responsabile o tacito complice di tale mossa (altrettanto singolare è il quasi completo silenzio su questa furbata da parte dei media).

Se si fosse attuata una tempestiva politica dell’accoglienza, sarebbe stato possibile coinvolgere, con pieno diritto di farlo, gli altri paesi UE nella gestione congiunta della questione, quando maggiore era la disponibilità a collaborare (tre anni fa la Germania accolse due milioni di siriani). Inoltre, in assenza di tale politica, la ricollocazione in Italia dei profughi è avvenuta in modo improvvisato e caotico, creando inevitabilmente disagi e proteste in diversi centri abitati. Con un peggioramento progressivo, talvolta anche là dove all’inizio non c’erano stati problemi, dato che politiche attive di integrazione hanno continuato a latitare.

Completano il panorama gli scandali di alcuni centri di accoglienza, appaltati dalle prefetture a terzi senza adeguati controlli ex-ante ed ex-post, e le indagini avviate dalla magistratura su alcune Onlus; notizie che, artatamente amplificate, hanno fatto presa sulla popolazione.

Tranne coloro che sono fuggiti dalla guerra o dalla fame, quasi nessuno può dunque proclamarsi innocente, ma il rancore, che a volte esonda, trasformandosi in odio, non intende ascoltare ragioni. Non volendo affrontare alla radice il problema, con un effettivo sostegno alla crescita non solo economica dei paesi africani, anzi, con decisioni di segno opposto (dal 2007 a oggi l’aiuto finanziario italiano all’Africa è drasticamente diminuito), la delega data a Salvini sta portando al blocco completo degli arrivi, senza preoccuparsi della sorte dei disgraziati alla deriva nel Mediterraneo.

Per parte sua, l’Europa non è da meno. Per chi è già arrivato e non è in regola, il vertice di Bruxelles ha proposto la costituzione volontaria di centri “sorvegliati”, da cui gli internati potranno uscire solo quando la loro posizione sarà definita. Se verrà riconosciuto il diritto di asilo, potranno recarsi in uno dei paesi disposti ad accettarlo; in caso contrario, l’Unione europea si incaricherà del suo rimpatrio. E se, com’è probabile, nessun paese vorrà prenderli oppure il paese di origine respingerà la richiesta di rimpatrio? L’accordo raggiunto su questo non si pronuncia. Rischiano allora il carcere a vita?

Se l’Europa spera di chiudere la questione con queste dighe, dimentica che, senza sfoghi, non c’è diga che prima o poi non venga travolta dalla massa d’acqua che si è andata accumulando al suo interno.

2 risposte a “Politiche mancate dell’accoglienza”

  1. caro zorzoli
    la tua tesi sull'”assenza di una politica dell’accoglienza” è quantomeno ingenua. La ricerca (non embedded) sull’immigrazione straniera in Italia che comincia negli anni ’70 e soprattutto dopo il 1990 (cioè dopo le prime leggi sull’immigrazione) mostra che c’è stato un chiaro intento di riprodurre precarietà (permessi per pochi mesi o maxi un anno) e quindi irregolarità (impossibilità di accedere al permesso o al rinnovo di questo per mancanza di lavoro e di alloggio con contratto regolare ). In altre parole il proibizionismo delle migrazioni ha messo la barra dell’accesso alla regolarità molto in alto non a caso ma per disporre di una massa rilevante di manodopera SCHIAVIZZABILE vedi caso proprio nei feudi leghisti e delle destre e non solo al Sud. La gestione effettiva dell’immigrazione regolare e irregolare è stata assicurata con patteggiamenti taciti e occasionali fra forze di polizia, pafroncini e caporali, strutture della chiesa cattolica, mafie locali e qualche volta anche i sindacati oltre che i notabili locali. “Questi me li metta in regola” oppure “Questi mi faccia la cortesia di non guardarli” … così hanno detto e dicono questi diversi attori sociali ai dirigenti locali delle forze di polizia e negli stessi ranghi di questa non mancano quelli che schiavizzano immigrati “clandestini”.
    La negazione dell’accesso a pari diritti è quindi la garanzia di riproduzione dell’irregilarità-schiavitù e questo lo sanno bene i leghisti. La demagogia dello sbirro improvvisato Salvini per la sua guerra all’immigrazione e ai rom è una esaperata distrazione di massa per nascondere gli scheletri nell’armadio suoi, della lega e di buona parte degli elettori leghisti che insieme a parte degli elettori dell’ex-sinistra sono i responsabili dell’irregolarità e schiavitù, cioè delle economie sommerse nonchè dei disastri sanitari e ambientali che provano sempre più morti per malattie da contaminazioni tossiche
    vedi articoli pubblicati da effimera
    e in francese https://www.mediapart.fr/search?search_word=palidda&sort=date&order=desc
    ed anche
    http://www.agenziax.it/wp-content/uploads/2013/03/razzismo- democratico.pdf

    https://www.academia.edu/36830631/Estratto_da_Mobilita_umane
    https://www.academia.edu/33844971/Migrations_as_a_Total_Political_Fact_in_the_Neo-_Liberal_Frame.pdf
    http://revistes.ub.edu/index.php/CriticaPenalPoder/article/view/20385
    http://www.scielo.br/pdf/remhu/v23n45/1980-8585-REMHU-23-45-093.pdf

  2. caro palidda ,penso che quello che lei sostiene non è in contraddizione con le argomentazioni di zorzoli.temo che nella politica italiana ci sia stata molta improvvisazione all’inizio.poi, “cammin facendo” molti mafiosi ,padroncini ,notabili ,sindacati incapaci abbiano “semplicemente”approfittato e volto a proprio vantaggio questa “disattenzione”generale.penso che zorzoli abbia voluto ricordarci l’origine di questo disastro.e l’italia , per la sua vicinanza geografica, è doppiamente colpevole.altro che vittima!! ringrazio entrambi per il contributo

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