Alfagiochi / Duchamp e Calvesi: “Al certamen del sé”

Antonella Sbrilli

Il gioco della scorsa rubrica, con il quadrato di sedici lettere di Afro Somenzari, ha ispirato ricomposizioni anagrammatiche anche consistenti: se ne possono leggere alcune pubblicate nei commenti alla rubrica, fra le quali quelle di Valerio e di Giacomo dove ritorna il verbo “resisto”.

Intanto - per restare nella zona del gioco con le parole - il 22 maggio 2018 è stata presentata a Roma, al Palazzo delle Esposizioni, la nuova edizione di uno storico libro di Maurizio Calvesi, Duchamp invisibile. Pubblicato per la prima volta dalla casa editrice Officina nel lontano 1975, e da anni introvabile in quella edizione, il libro viene ristampato ora in una versione ampliata dall’editore Maretti.

“Tesi del libro è che l’opera di Duchamp, un tempo considerata un divertente nonsense, può spiegarsi invece in chiave di sottili assunzioni dell’alchimia”, scrive nell’attuale premessa Calvesi, tirando le fila delle ricerche di una vita condotte su fonti enigmatiche, seguendo intuizioni sofisticate e collegamenti fra discipline che l’hanno portato anche a dirigere nel 1986 la Biennale su Arte e Scienza.

Lo studioso ora novantenne spiega che l’alchimia - grazie anche ai suoi studi che hanno aperto una strada - è da intendersi creativamente e forse anche politicamente come una “mitologia laica”, che può “confortare e colorire con i suoi dinamici riferimenti le metamorfosi di un’arte sempre più in trasformazione, ma sempre uguale a se stessa, nell’utopia di un riscatto, operato dalla fantasia, sulla nerezza della quotidianità”.

Il libro mette in copertina un ritratto di Marcel Duchamp che fuma la pipa, stretto nell’angolo acuto ideato dal fotografo Irving Penn, e nasconde invece nella bandella i dati consueti, l’autore, il titolo e il sottotitolo Un’estetica del simbolo tra arte e alchimia.

Attraverso le 550 pagine, illustrate da 126 immagini di grande formato, sembra come di entrare nello studiolo di Calvesi, di vedere il suo tavolo di lavoro con i libri aperti, ma anche il labirinto delle interpretazioni caleidoscopiche della figura e delle opere di Duchamp.

I ready-made, il Grande Vetro, l’installazione Etant donnés, la perizia nelle sperimentazioni tecniche, anche la sua condotta esistenziale e la pratica del gioco, tutto in Duchamp è generato da una trasformazione di cose, di segni, di contesti, che tendono a sorprendere e a sfidare, immettendo chi li incontri in una dimensione ambigua e impegnativa.

Impegno e ambiguità sono del resto caratteristiche dei giochi di parole - anagrammi, rebus, sciarade, acronimi, contrepèterie - che costituiscono una parte consistente dell’attività creativa e ri-creativa di Duchamp.

“Non voglio ancora affermare che in ogni gioco di parole” scrive ancora Calvesi “si nasconda un preciso e recondito significato, ma certo che, dietro a questa ‘ginnastica del linguaggio’, c’è un’ipoteca cabalistica, il proposito di illuminare il senso bizzarro della vita, a livello appunto di contemplazione del linguaggio”.

Anche il nome dell’artista francese è andato incontro a diverse metamorfosi – dagli pseudonimi femminili all’anagramma omofonico (in cui si mescolano i suoni) Marchand du Sel – tradotto in italiano come Mercante del sale.

La rubrica di oggi è un invito a scuotere e mescolare il “Mercante del sale” nelle diverse possibili combinazioni letterali.

L’indirizzo a cui scrivere è sempre redazione@alfabeta2.it; su Instagram e Twitter account @alfabetadue e hashtag #alfagiochi.

4 risposte a “Alfagiochi / Duchamp e Calvesi: “Al certamen del sé””

  1. bello, voglio proprio leggerlo, sono certo che mi aiuterà
    NELL’ESAME D’ARTE C.
    laddove C. sta per “contemporanea”… lo so questa
    SCELTA RENDE MALE
    ma era l’unica per trovare questi anagrammi… un’altra via naturale potrebbe essere seguire il vento dell’ispirazione che soffia verso di me:
    C’È MAESTRALE DEL N
    ma non mi soddisfa ancora quel Nord che si nasconde dietro la N…
    per trovare quest’anagramma,faró una scelta innaturale, forse anche dannosa, un compromesso alchemico di creatività e distruttività:
    LSD E MENTE LACERA

    LSD E MENTE LACERA

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