Alfagola / La ricetta scrivetela voi!

Alberto Capatti

            Vorrei riscattarmi ma non riesco. Presentando a Roma, in via Tomacelli, Mangiapensieri edito da Alfabeta e da DeriveApprodi, Antonella Sbrilli mi ha allungato un foglietto con l’anagramma del mio nome, patì l’erba cotta. Mi è balzato sotto gli occhi un vecchio cruccio, e dissapore, l’erba cotta, che mi ha fatto scrivere, come antidoto, una storia dei vegetariani in Italia (Vegetit. Le avanguardie vegetariane in Italia, Cinque sensi editore). Benché lombardo, sono sempre stato confortato da Artusi: “I Romagnuoli, per ragione del clima che richiede un vitto di molta sostanza e un poco fors’anche per lunga consuetudine, hanno generalmente gli ortaggi cotti in quella grazia che si avrebbe il fumo negl’occhi, talché spesse volte ho udito nelle trattorie: — Cameriere, una porzione di lesso; ma bada, senza spinaci. — Oppure: — Di questi (indicando gli spinaci) ti puoi fare un impiastro nel sedere”. Ma non mi bastava la sua autorità, ed ho sempre approfondito l’argomento, senza che gli umori mi sbollissero. Vengo ora non ai raviuoli all’uso di Romagna de La scienza in cucina, ma ad un compendio dei consumi freschi e cotti, redatto con passione da Fabio Fiori nell’Erba buona. Ricettario di un girovago (I libri di Gaia, 2018):

            “Crude o cotte che siano, per dare il meglio spesso hanno bisogno solo di un filo d’olio extravergine di oliva e di un pizzico di sale. Poco e buono, di entrambi. Per chi invece vuole aggiungere un po’ di aceto varrà un’antica regola italiana: “insalata ben salata, poco aceto e ben oliata”, secondo la rima cinquecentesca. Misticanze e minestroni, frisceu d’erbe caulada vegetariana, prebuggiun ed erbazzone, casòn sagli érbi e maccu di primavera, rabatòn e ‘ncapriata, erbuzzu e paparine ‘nfuocate, erbolati e cento altri piatti d’erbaioli, dalle montagne alpine a quelle iblee, dalle rive adriatiche a quelle tirreniche …”

E la ricetta? Fabio Fiori porta un cognome trasparente, e non ha bisogno di Antonella Sbrilli (che pure in Fabio leggerebbe la foiba, e in Fabio Fiori: bio affiori), il mio invece non posso alterarlo né cancellarlo, il codice anagrammatico mi impone di tacere. E dunque ho fatto, da lesto compilatore, di ogni erba un fascio, senza concluder nulla. Scrivetela allora voi:

 

Titolo .. erba .. acqua .. sale .. cottura .. condimenti ecc. ecc.

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