Nell’epoca del contratto asociale

Si intitola Il nuovo potere. Macron, il neoprotestantesimo e la mediologia il breve saggio di Régis Debray in uscita in questi giorni per Franco Angeli. Ne anticipiamo qui uno stralcio dal primo capitolo, ringraziando l’editore per averne concesso la pubblicazione.

Régis Debray

Sappiamo per esperienza, alla luce della storia, che ogni cambiamento nella materia organizzata corrisponde a un cambiamento nelle organizzazioni materializzate. Da cui sgorga, nella società liquida, il Movimento, fluido e ondeggiante, come sostituto del Partito, rigida piramide delletà industriale, che i suoi ultimi sopravvissuti chiamano modestamente famiglia, un termine meno compromettente (i social network, come Facebook, sostituiscono i mass media, come la TV di Stato). Al posto del verticale lorizzontale, al posto del territorio la rete, al posto dellaffiliazione la connessione e al posto alletichetta (ideologica) il marchio (commerciale). Listituito e listituente si sono scambiati dolcemente. Lex-amatore diventa il professionista e vice-Versailles. Se alla nascita de l’Etat Providence, che prevedeva, proteggeva e produceva, e nel quale dapprima si governava per poi giungere ad agire (gli alti funzionari restavano ad oziare fino ai cinquantanni), oggi al contrario si tende prima ad agire e soltanto dopo a governare. Nel quadro di una start up nation, il talento passa dal privato al pubblico, il che non è privo di abnegazione. In questo universo mentale, lo Stato è sporco, burocratico e banale. La società civile il campo non mente, come la terra nel 1940 è pulita, dinamica e prestigiosa. I nostri alti dirigenti, che sinsediano nei ministeri, meritano, in cambio della loro verginità, la legione donore. O le prossime promozioni.

Per sfogliare la galleria del rinnovamento, gli entourage, gli uffici e i deputati sono finiti accanto ad alcune glorie mediatiche e a qualche bravo specialista, in una sorta di ritratto meccanico: il fondatore dimpresa (che ha creato Infogames e Robopolis); il giovane protettore al servizio del tempo millimetrico (distributore di componenti elettronici); il promotore di una società di consulting (che dà alla sua vita un valore aggiunto aggiungendo un nuovo lavoro al precedente); lallenatore di successo (che ha deciso di investire nel legislativo).

Stiamo assistendo allarrivo al timone del management, che si è dato il compito di ripulire il campo dei suoi residui, rendite, status, corporazioni, che si tratti di notai o di operai. Un mondo sbrigativo e crudo, in cui linglese è la lingua del lavoro; New York e Las Vegas leldorado, ricordi giovanili o vie di fuga in caso di disgrazia; dove le scorciatoie espresse del marketing di prossimità sostituiscono largomentazione punto per punto. La relazione con il cliente ha la sua retorica. È nelle business school che sinsegna ai futuri CEO a iniziare ogni riunione del personale con un vi amo. Il Manifesto intitolato La sociecivile al potere, chiedendo un nuovo sistema di governance contro “i pensatori partigiani e i giochetti egoistici (JDD, del 28 maggio 2017) è firmato Amandine Lepoutre, imprenditrice e fondatrice di Thinkers & Doers, seguita da otto start upper. Ed ecco che ciò ci ricorda il significato primario della società civile, una categoria inventata da Hegel per designare la sfera inferiore dei bisogni e degli interessi privati, subordinata, secondo lui, alla sfera della ragione e dellinteresse generale, vale a dire allo Stato. Bencsia stata rinnovata dalle attività associative, umanitarie e non profit, la società civile non ha a cuore il Resto del cuore, ma il business. In francese: il mondo degli affari.

Business France non è il Cousin Pons né sar Birotteau. La creatività intraprendente ignora i piccoli agricoltori. Il volume degli impieghi ha cambiato scala, mentre lego del venture capitalist ha cambiato lingua. La nuova guardia vuole liberarsi dei sindacati pesanti, dei ricordi collettivi e della lealtà di appartenenza. Il flusso si prende lo stock, latomo le molecole e il padrone gli accordi di settore.

Più in generale, il contratto è destinato a contrastare la legge. Laccordo negoziato liberamente, in sintonia, dal basso verso lalto della scala sociale, qualunque sia lineguaglianza delle forze coinvolte, costituisce lidea regolatrice di questa visione delle cose. Da qui lobiettivo di una Repubblica più contrattuale e più europea(Macron). Federaleviene dal latino foedus, foedera, le convenzioni stabilite tra i vicini. UnEuropa federale sarebbe la Terra Promessa degli apostoli del contratto a-sociale, uneconomia di scala che deride laffectio societatis, a partire dagli anni Quaranta e dai lasciti storici. Come Atena è emersa dal cranio di Giove, così gli Stati Uniti dAmerica sono nati, in un giorno del 1620, da un patto solenne e volontario, stretto da centoundici uomini sbarcati a Cape Cod, per regalare un nuovo inizio alla storia dellumanità, senza tutto ciò che pesa o costringe. Unadesione senza aderenza: cosa cè di più promettente?Quel mondo non ha dovuto rifarsi nuovo. Contrariamente al nostro, è nato già nuovo. Questo vantaggio non sarà mai nostro, della vecchia Europa, dove non è dato a nessuno di poter cambiare la propria occupazione, la casa, lauto, il coniuge o la confessione religiosa dalloggi al domani con naturalezza.

Evitiamo i cliché sui trucchi del grande capitale e su quei bastardi dei banchieri: per quanto sia noiosa come le gelide acque del calcolo egoista, la generazione dei wonder boys and girls, non è preda del disincanto del mondo. Anchessa si è data (luomo non vive di solo guadagno) il suo Du Guesclin e il suo Bayard, il suo Pasteur e il suo Victor Hugo, il suo Guevara e il suo Mandela. Questi Perceval, questi cavalieri vermigli si chiamano Bill Gates, Steve Jobs, il fondatore di Apple, Mark Zuckerberg, quello di Facebook, e i loro colleghi. Non vedere questi messia high tech come nuovi mercanti nel Tempio, sarebbe sciocco, anche se consolatorio (ciò va spesso di pari passo). Questi filantropi dorati non fanno altro che assumere la futura salvezza dellumanità, concepita secondo gli standard del presente.

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