Alfagiochi / Alfarobot

Antonella Sbrilli

L’idea della rubrica di questa settimana viene dalla mostra La Trottola e il Robot. Tra Balla, Casorati e Capogrossi, allestita al Palazzo Pretorio di Pontedera e in chiusura proprio oggi, 22 aprile 2018.

Oltre a un consistente percorso fra quadri e oggetti collegati ai giochi, ai giocattoli, all’infanzia e al tempo libero nella cultura italiana del Novecento, la mostra - curata da Daniela Fonti e Filippo Bacci di Capaci - offriva una sezione dedicata agli automi. Creature al confine fra il giocattolo e il congegno meccanico, gli automi si affacciano nei manichini dipinti da de Chirico e in certe composizioni di Sironi, ma soprattutto, in area futurista, nelle figure disegnate da Ivo Pannaggi e nei “complessi plastici” di Fortunato Depero e poi - avvicinandosi nel tempo - negli assemblaggi di pezzi del Meccano di Enrico Baj: l’artista è autore proprio a Pontedera del progetto per le decorazioni del muro di viale Risorgimento, di cui in mostra erano visibili i bozzetti.

Più vicini ancora, in mostra, c’erano dei veri e propri robot: Aibo, il primo cane robot prodotto dalla Sony e l’antropomorfo Nao. Entrambi prestati dall’Istituto di BioRobotica Polo Sant’Anna Valdera - che ha collaborato alla mostra - i due congegni chiudevano il percorso espositivo e lo aprivano a quello di interazione con il pubblico, invitato a partecipare a laboratori di robotica in cui il gioco e l’apprendimento vanno insieme.

        

Nei laboratori curati da Great Robotics, dei piccoli robot erano affidati ai partecipanti senza alcuna istruzione, neanche quella per accenderli. Dalla ricerca del “tasto” di avvio, ai tentativi di capire il comportamento dei congegni, l’acquisizione delle informazioni si accompagnava con elementi di competizione, di soddisfazione, di divertimento e di creatività.

E mentre la Piaggio, sempre per restare a Pontedera, sta per rilasciare il robot Gita, una sorta di sherpa urbano, che porta i bagagli della persona a cui è collegato, il gioco di questa settimana è quello di guardarsi intorno per le strade, in casa, sul web, in cerca di robot veri o approssimativi, dipinti, assemblati, allusi, raccontati.

Le proposte con foto possono essere inviate via mail all’indirizzo redazione@alfabeta2.it e su Twitter e Instagram con l’hashtag #alfagiochi.

Le foto dei robottini sono di Serena Cozzi (laboratorio di robotica condotto da Pericle Salvini, Palazzo Pretorio, Pontedera, 8 aprile 2018).

Il gioco della scorsa rubrica

La video-chiamata per i Pensieri in ascensore, lanciata nella scorsa rubrica, prosegue: vedi qui le istruzioni per partecipare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il tuo commento dovrà essere approvato prima di apparire.