Alfadomenica #2 – aprile 2018

Ci libereremo mai dell'eredità degli anni Sessanta e Settanta? Ma soprattutto: vogliamo liberarci di questa eredità, ancora così ricca e felicemente contraddittoria? Sono le domande sottintese allo speciale sul teatro che vi proponiamo in apertura questa settimana e che comprende - insieme a due interventi di Rodolfo Sacchettini e Enrico Pitozzi - una intervista di Marilena Borriello al gruppo londinese Punchdrunk sul concetto di teatro immersivo: un tema molto contemporaneo, e tuttavia in qualche modo anch'esso "figlio" degli ultimi decenni del ventesimo secolo, dal momento che gioca intorno all'evoluzione del ruolo dello spettatore. Accanto al teatro, la fotografia (due recensioni di libri e di mostre firmate da Elisabetta Marangon e da Eleonora Roaro) e il cinema (Roberto Silvestri sul Giovane Marx di Raoul Peck), e in finale la rubrica Alfagiochi curata da Antonella Sbrilli.

Prima di chiudere, un invito - per chi non lo ha ancora fatto - a iscriversi o reiscriversi all'Associazione Alfabeta. Per informazioni, l'email a cui rivolgersi è associazioneculturale@alfabeta2.it. Per osservazioni o suggerimenti sui nostri materiali, invece, scrivere a redazione@alfabeta2.it.

E adesso, buona lettura!

Il sommario:

Rodolfo Sacchettini, Il teatro di oggi, la memoria dei Settanta

Enrico Pitozzi, Incommon: un contributo per ripensare il teatro italiano del secondo Novecento

Marilena Borriello, Il Teatro Immersivo dei Punchdrunk: lo spettatore tra partecipazione produttiva e narcisismo

Elisabetta Marangon, Uno spazio per il dissenso visivo. Due storie della fotografia

Eleonora Roaro, Fantasie di un quotidiano impossibile. Carlo Mollino a Camera

Roberto Silvestri, Da Raoul Peck lezioni di politica e di Jenny-marxismo

Antonella Sbrilli, Alfagiochi / Pensieri da ascensore: video chiamata

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