Alfagiochi / Giallo, blu, rosso

Antonella Sbrilli

Come una composizione di Mondrian uscita dalla tela e trasferitasi sullo stivale, come il titolo del dipinto di Kandinskij Giallo blu e rosso (1925), la cartina dItalia emersa dalle elezioni del 4 marzo è colorata nettamente dei tre colori base della pittura.

Anche se - come ha spiegato Riccardo Falcinelli in Cromorama (Einaudi 2017) - i colori primari sono convenzionali e relativi, è la triade di tinte delle matite dell’infanzia che domina nella visualizzazione dei dati elettorali: il rosso della sinistra, il blu della coalizione di centro destra e il giallo dei Cinque stelle.

Se rimarranno così, compatti e saturi, o se alleanze e patti produrranno accordi cromatici ancora non percepibili, si vedrà nei prossimi mesi.

Intanto, il gioco di questa settimana è quello di immaginare a quali partiti e movimenti inventati o plausibili corrisponderebbe un’Italia colorata - invece che di giallo, blu e rosso - di beige, lilla e oro; o di melanzana, grigio argento e bianco avorio, o di altre terne di colori a piacere dei giocatori e delle giocatrici, ricordando, sempre con Falcinelli, che “il pensiero critico può iniziare da fatti piccolissimi. Anche dal colore”.

Le risposte possono essere inviate come al solito via mail a redazione@alfabeta2.com o su Twitter e Instagram con l’hashtag #alfagiochi.

Risposte ai giochi precedenti

Il gioco proposto nelle scorse rubriche prendeva spunto dal libro-gioco The Meaning of Liff di Douglas Adams e John Lloyd e invitava ad abbinare dei significati ai cognomi degli artisti.
Sono arrivate risposte da Daniela M. Parmegiani, che si fa ispirare foneticamente da

Chagall e da Utrillo: “una chagall è una fase sciagurata della vita che d'improvviso prende una piega migliore. E, tutto felice, vorresti urlarlo al mondo con un utrillo”.
Alessandra C. sceglie due maestri per descrivere delle situazioni fisiche: Magritte indica per lei “la sensazione generata dall'essere rimasto involontariamente contratto al freddo (spalle alzate e mento abbassato)”, mentre un Giorgione èil salto istintivo, dopo una scivolata, nel tentativo di recuperare l’equilibrio”.

Il lettore o la lettrice che si firma Memi opta per il nome d’una famiglia di ceramisti, Rubboli, che potrebbe indicare “una vincita quando si gioca in gruppo (nel senso è tutto mio)”.

Per Valerio E. un guttuso è “quel groppo in gola che ti prende quando stai per ingoiare un boccone succulento (tipo le cose che si trovano al mercato della Vucciria)  e ti viene un improvviso colpo di tosse”.

E poi, per i casi della vita (life), una risposta è arrivata da Liff (la cittadina scozzese) o almeno dalle sue vicinanze: Laura Leuzzi ricercatrice a Dundee manda su Twitter una ulteriore definizione del cognome dell’artista Luca Maria Patella: oltre a indicare un genere di mollusco, patella può essere anche “la nostalgia per una giornata di sole al mare, in compagnia di amici cari, in cui non ceri”.

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