Cristina Grazioli

A chi non si occupi di marionette o di genealogie dei Gonzaga, oppure non conosca la biografia di Arthur Rimbaud, forse il nome di Charleville-Mézières potrà non dire molto. In realtà la piccola città delle Ardenne riserva molte sorprese e si conferma come un bell’esempio di valorizzazione e progettualità dinamica del patrimonio immateriale delle arti.

Una delle mie prime visite a Charleville fu nel 1996, grazie a Brunella Eruli, in occasione della Rencontre Internationale des Enseignements Artistiques: giornate che all’epoca mi aprirono differenti prospettive dell’universo artistico e in particolare attirarono la mia attenzione su importanti quesiti riguardanti la formazione nelle arti.

Sebbene fossi già stata rapita da tempo dallo studio dell’universo delle Marionette, quel viaggio fu la conferma delle possibilità di esistenza di un mondo così specifico e al tempo stesso così disponibile a divenire incrocio tra le arti, tra le pratiche e la riflessione, tra gli artisti e gli studiosi, a creare territori fertili di incontro tra maestri e allievi. Vidi molti spettacoli allestiti da scuole e accademie di arti della marionetta e non solo, arrivate da tutto il mondo (dalla stessa scuola di Charleville, alla Folkwang Tanz-Schule di Essen, all’Accademia di Belle Arti di Milano, alle numerose scuole di Performing Arts dall’Est dell’Europa, ma anche da Israele), visitai una mostra su Tadeusz Kantor che lì aveva insegnato qualche anno prima, ascoltai una conferenza di Joseph Svoboda; vi si svolgevano laboratori di Kathakali e di Bunraku, un seminario di Pascal Dusapin…

Già allora l’Institut International de la Marionnette, fondato nel 1981 grazie a Jacques Felix e Margareta Niculescu, costituiva un riferimento internazionale grazie alla sua dimensione peculiare; grembo di progetti espositivi, attività editoriale, seminari di artisti delle più varie discipline. L’ESNAM (Ecole Supérieure Nationale des Arts de la Marionnette) nasce nel 1987, in seno all’IIM.

Raccogliendo l’eredità della concezione della marionetta appartenuta alle avanguardie di inizio Novecento che vi avevano colto il potenziale di trasfigurazione e ibridazione dei diversi linguaggi artistici, e coniugandolo al patrimonio interculturale delle tradizioni di quest’arte, la scuola sin dall’origine appare come un’officina nella quale intorno al baricentro della Marionetta si tessono le interazioni con le altre arti. In questo senso, e guardando al panorama della scena contemporanea della Marionetta, questo tipo di formazione appare il più consono alle pratiche di ibridazione proprie dei nostri giorni.

Allo scoccare dei 30 anni di vita, la Scuola può esibire risultati che sono l’esito di un progetto di lungo corso: lo scorso 16 settembre è stato inaugurato il nuovo edificio che la ospita. Oltre 3000 metri quadrati dedicati specificatamente alla formazione nelle arti della marionetta, nel segno della pluralità delle prospettive, delle competenze e dei percorsi.

La realizzazione sella Scuola è la concretizzazione delle finalità da sempre perseguite. L’area (ricavata nell’area precedentemente occupata da un negozio di abbigliamento) è limitata da una facciata (l’antica “vetrina” che si alza su tre piani) che vuole essere schermo di comunicazione con le strade della città. All’ingresso spazioso e luminoso ci accolgono grandi immagini e riproduzione di testi che illustrano la storia dell’Institut, i suoi protagonisti, i nomi dei circa 150 allievi diplomati dal 1987.

L’edificio si articola in un meandro di lunghi corridoi e di aule: prevede spazi di lavoro personali (come nelle accademie di belle arti), atelier specifici per la lavorazione di ferro, gesso, legno, resina, per la realizzazione di maquettes. È dotato di spazi espositivi, libreria, sala per musica, sartoria, tre sale prove, sale multimediali, di un bel teatro dallo spazio flessibile.

L’attuale direttore Eloi Recoing (successore di Lucile Bodson, alla cui ‘reggenza’ risalgono i primi passi verso la realizzazione di questo grande progetto) ribadisce la concezione dell’ESNAM come luogo di formazione, di ricerca e di creazione: la stretta interazione dei percorsi pedagogici e di creazione con il polo di ricerca è uno dei punti di forza dell’impresa. L’Istituto vanta infatti un importante centro di documentazione (diretto dall’instancabile Raphaèle Fleury), in continua crescita grazie all’impegno di valorizzazione di fondi archivistici specifici (recente la donazione del Fondo Brunella Eruli, che si aggiunge ai fondi Recoing, Chesnais, Joly, tra gli altri), alle residenze di ricerca, all’organizzazione di convegni, all’attività editoriale. Storica la rivista «Puck. La Marionnette et les autres Arts», ma molte altre le iniziative, tra le quali la partecipazione all’enciclopedia Wepa (World Encyclopedia of Puppetry Art), edita nel 2009 e ora in corso di “titanica” metamorfosi web. Dal 2013 il centro è Polo associato della Bibliothèque Nationale de France, in particolare in virtù del Portail des Arts de la Marionnette (Pam). E ancora: dal 2016 l’Istituto è sede della Chaire ICiMa (Chaire d’innovation Cirque et Marionnette).

Questo il paesaggio di ricerca artistica e scientifica di cui si nutre la scuola, che anche dal punto di vista degli sbocchi professionali (Diploma nazionale di formazione superiore dell’attore marionettista) testimonia esiti più che lusinghieri.

La scelta vincente di questo ‘microcosmo’ che attraverso il concentrato della marionetta consente un dispiegamento su vasta scala degli strumenti legati alla creazione artistica, è stata una progettualità all’insegna del dinamismo e delle interrogazioni. Il direttore sottolinea la volontà di “accompagnare” i giovani nella ricerca di una loro autonomia, nel difficile equilibrio tra libertà creativa e rigore pedagogico, al fine di lasciar “fiorire” la biodiversità… «Un apprendimento non lineare dei fondamentali della nostra arte unito ad una pedagogia-evento fondata sull’impatto dell’incontro con gli artisti».

La scuola è stata inaugurata nel contesto del Festival International de la Marionnette (http://www.festival-marionnette.com/fr/festival-2017), al quale ha contribuito con diverse partecipazioni: tra le altre, spettacoli degli allievi (con regie di Berangère Vantusso e Romuald Collinet) e Octopus’s garden (installazione video che trasforma la facciata in acquario “animato’ dai giovani marionettisti).

Per i giovani che si volessero candidare, il prossimo bando per accedere al triennio di formazione scadrà il 31 gennaio 2018 http://www.marionnette.com/fr/News/161

IIM: http://www.marionnette.com

Pam: http://www.artsdelamarionnette.eu

Chaire ICiMa: icima.hypotheses.org

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