Alberto Capatti

La salade Lorette è presente nel Guide culinaire di Escoffier (seconda edizione 1906) e nel suo Livre des menus (1912), in un menu di dicembre dopo un faisan à la bohémienne, fagiano farcito di foie gras e steccato di tartufo. L’insalata è semplicissima ma il suo nome curioso perché Nôtre Dame de Lorette è in italiano Nostra Signora di Loreto, il santuario, e una lorette era in quegli anni una giovane elegante, facile, disponibile. La spiegazione la dà Georges Delesalle nel suo Dictionnaire argot-français et français-argot (1896): “nome dato alle femmes galantes verso il 1840; il quartiere di Notre-Dame-de-Lorette ne ospitava molte” Numerose sono nelle carte dei grandi ristoranti del primo novecento le allusioni alla galanteria. Nella Guida alla grande cucina di Auguste Escoffier (Muzzio, 1990), il traduttore lascia perdere i sottintesi ed abbiamo l’insalata Loretta

In parti eguali: sedano, valerianella; barbabietole, tagliati in julienne. Salare e pepare e condire con olio e aceto.

 

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