Annuncio dedicato ai lettori milanesi o a chi si troverà a Milano sabato 18 novembre: alle 17.30 presso la Fondazione Mudima (via Tadino 26) presenteremo l'Almanacco di Alfabeta 2018. Tema, La rivoluzione turistica. Partecipano all'incontro, che rientra nel calendario di Bookcity: Marco d'Eramo, Marco Dotti, Lucia Tozzi, Manuela Gandini, Francesca Pasini, Marco Scotini.

Ed ecco il sommario di Alfadomenica:

  • Federico Zappino, La transessualità, modo di produzione del comune: Con Elementi di critica omosessuale, nel 1977, Mario Mieli mise a fuoco in modo insuperato quanto di più importante qualunque frocia, lesbica, trans*, o donna intenda spendersi, oggi, per un’emancipazione radicalmente rivoluzionaria (se ci piace il lessico freudomarxista) o trasformativa (se invece preferiamo quello transfemminista queer) dalla propria subalternità culturale e materiale, dovrebbe fissare saldamente nella testa: il sistema sociale, culturale ed economico capitalista in cui siamo immersi si nutre delle “differenze” che esso stesso dichiara invece, illusoriamente, di liberare. Peraltro, le sfrutta. E, tutto ciò, accade senza che vengano minimamente intaccate le strutture sociali da cui dipendono le diseguaglianze, le violenze, come anche le forme di inclusione condizionale. Con fulminante precisione e lungimiranza, Mieli comprese quarant’anni fa che non vi fosse nulla di rivoluzionario, né di trasformativo nell’eguaglianza formale, nella celebrazione e nell’inclusione delle differenze che oggi ci prospettano le grandi multinazionali, il capitalismo delle piattaforme digitali, né chiaramente le varie concessioni statali – tra cui anche le docenze accademiche a contratto di studi sulla sessualità, in regime di semigratuità e precarietà selvaggia. E se non c’è nulla di rivoluzionario o di trasformativo in tutto ciò, è perché tutto ciò è funzionale solo ed esclusivamente a ratificare la necessità e il primato culturale e materiale di quella che Mieli definisce Norma eterosessuale. - Leggi:>
  • Teresa Numerico: La Pizia algoritmica. Verity, Mindstrong e altri dispositivi intelligenti in medicinaGli algoritmi di machine learning promettono di rivoluzionare diversi campi del sapere e fra questi anche l’ambito delle ricerche in medicina. La tesi è che gli strumenti intelligenti possano portare benefici duraturi, risparmi notevoli e cambiamenti profondi nel campo della diagnostica complessa (per esempio nell’oncologia) e in quello del riconoscimento di modelli (pattern recognition) come nel caso della radiologia. Tuttavia non tutte le promesse sono senza rischi. Un articolo dal titolo Unintended consequences of machine learning in medicine, uscito il 20 luglio scorso su «Jama», la rivista dell’American Medical Association a firma di Federico Cabitza, Raffaele Rasolini e Gian Franco Gensini, mette in discussione alcuni dei vantaggi promessi dalle applicazioni di machine learning e deep learning a supporto della presa di decisione medica. - Leggi:>
  • Antonella Sbrilli, Alfagiochi / "E so; c'è l'arte: vive e vive tra le cose"  : In questa rubrica di giochi, la 57. edizione della Biennale di Venezia - che si avvia a concludersi il 26 novembre - l’abbiamo presa molto in parola. Abbiamo anagrammato con pazienza decine di nomi e cognomi di artisti presenti, fino a giocare anche con quello della curatrice, la francese Christine MacelEra il suo nome infatti a essere rimescolato nell’anagramma: “Mischi le trance”, che dava il titolo alla scorsa rubrica. L’hanno subito individuato e rimesso in ordine Viola Fiore e Angela Plutino, mentre la lettrice Carlotta Barillà ha suggerito un altro anagramma: “Smentirà cliché”. - Leggi:>
  • Alberto Capatti, Alfagola / Basta ricette, se no mi arrabbio!C’erano e ci sono I quattro salti in  padella Findus. Sette minuti e sono pronti : sulla busta si legge la lista degli ingredienti e non occorre altro che spadellare (o passare al microonde). La ricetta è a monte tutta calda, poi imprigionata nel gelo e infine riportata in vita mesi dopo. Un lento-rapido processo calorico, altro che quattro salti. Non è il solo modo di abbreviare i tempi e gli acquisti, mettendo la ricetta stessa in sordina, tutta nel titolo, per esempio, bucatini all’amatriciana. Ne analizziamo un altro, meno conosciuto. Kochef, gusto italiano, di Primar Food,  propone scatole che contengono tre porzioni di pasta da bollire, il sale, il condimento in vasetto del sugo e una bustina con olio da aggiungere.  - Leggi:>
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