Da oggi per gli iscritti al Cantiere di Alfabeta è visibile un nuovo video del programma Alfabeta, andato in onda nel 2015 su Rai 5: si tratta della puntata Giocare, a cui hanno preso parte, tra gli altri, Umberto Eco, Giulia Niccolai, Marco Dotti, Peppino Ortoleva. Hanno accesso al Cantiere i soci dell'associazione Alfabeta, luogo di incontro, virtuale e non, dei lettori e strumento di sostegno per la rivista.

Ed ecco il sommario dell'Alfadomenica di oggi:

  • Carlo Branzaglia, Video dunque sono. La brand identity al servizio della tv: L’evoluzione del mercato televisivo sembra l’ennesima dimostrazione che i nuovi media (o le nuove piattaforme tecnologiche) non uccidono quelli vecchi ma li contengono e, ove possibile, li rivitalizzano. Condite in digitale su diverse piattaforme, sparpagliate fra televisioni, computer, tablet e telefonini, le reti televisive devono rimodellare la loro presenza sugli schermi, qualsiasi essi siano. Al tempo stesso, abituate a usare il video come supporto prioritario, non lesinano sue applicazioni off air, ovvero durante eventi, convention e simili; ma, soprattutto, on air, fra girato e post produzione, in un mix fra scenografie televisive, augmented reality, infografiche (magari in diretta). Dunque, se i social media hanno favorito l’avvento del video, in primis emozionale ma anche informativo, questa esplosione ha, in termini di linguaggio, molto tratto dal design per canali televisivi (la motion graphics) per decollare compiutamente - Leggi:>
  • Aldo Bonomi, Il margine che si fa centro. Marco Cavallo va nel mondo:  Caro Benedetto, scrivo in forma confidenziale, in quell’amicizia a priori che, come mi ha insegnato Eugenio Borgna, ci prende nell’incontro di percorsi di vita e, perché no, di professione, che si riconoscono pur nella diversità dei punti di osservazione e delle esperienze. Amicizia a priori e affinità elettive rafforzate dalla lettura delle tue dieci considerazioni sulla povertà della psichiatria. Manterrei questo stile da lettera a un amico e la lettera può diventare una mia postfazione adeguata al tuo passionale, radicale e scientifico libro in cui hai raccolto letteratura, tesi puntuali e interroganti di un sapere e di una disciplina che hai attraversato, praticato e anche diretto con ruolo di responsabilità alta nell’ambito dell’Organizzazione mondiale della salute. - Leggi:>
  • Alberto Capatti, Alfagola / Panini: L’attenzione al panino si acuisce, in Italia, negli anni ’70 quando, lasciato alle spalle il boom economico con il caro petrolio, comincia una nuova stagione di consumi e di ricettari, senza carne, senza grassi. Elena Spagnol, occhiuta autrice, pubblica nel 1976 Panini insegnando a prepararseli a casa, e classificandoli: freddi e semifreddi, reali, caldi, dolci ecc. E’ un'arte che ha i suoi luoghi di culto da Peck a Milano, nell’Harry’s Bar di Venezia, da Procacci a Firenze, e si diffonde a macchia d’olio, con stili nutritivi diversi, per chi è goloso e per chi è a dieta. L’America veglia ed insegna da lontano e da vicino : Burghy aprirà a Milano nel 1981 mentre Mac’Donald’s arriverà vent’anni dopo. Gli autodidatti della panineria si moltiplicano ed Elena Spagnol vigila, prescrive, dà idee.  - Leggi:>
  • Semaforo: Comunisti - Donne - Trapianti - Leggi:>
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