[Presento un testo d’occasione di Liliane Giraudon, marsigliese, autrice di molteplici libri di poesia, e qui coinvolta nell’esperienza forte di un uso pubblico della poesia, di cui dà testimonianza il video di Marc-Antoine Serra. Tutti vorremmo che la poesia avesse (ritrovasse) un valore d’uso, e che questo valore d’uso fosse riconosciuto non dalla cerchia degli abituali lettori di poesia. Questi ultimi non hanno certo nessuna colpa ad esserlo (dei lettori di tal fatta), ma posseggono una familiarità con l’oggetto che rende meno sorprendente l’uso che ne fanno. Nel film di Serra, invece, una poesia è passata attraverso mani e voci più inattese. A. I.]

di Liliane Giraudon

traduzione di Andrea Inglese

Nel luglio del 2013, Les Catalans, una spiaggia popolare
di Marsiglia è chiusa al pubblico a causa del tasso eccessivo di un
batterio che si trova negli escrementi umani. Ora, succede che questa
spiaggia è sovrastata (geograficamente) dal “Club dei nuotatori”, un club
privato molto elegante (piscina olimpionica, ristorante, ecc.). Malgrado il
diniego del direttore, si è appurato (in seguito a un’inchiesta) che a
causa di un guasto alla pompa, i gabinetti del suddetto club scaricavano
direttamente nella piccola spiaggia dei Catalans.

Così, nel 2013, anno di Marsiglia Capitale della Cultura, si poteva dire:
“Qui, i ricchi possono cagare sui poveri”…

Questa poesia è un testo di circostanza, dispersa sui muri della città è
divenuta una poesia balistica e il film di Marc-Antoine Serra ne prolunga qui
l’uso.

Se Marsiglia è uno stronzo è anche il vostro.

Se il vostro non è il mio è anche il suo.

Se mi ritrovo più spesso qui che altrove è perché qui sono altrove.

Se quando sono altrove ritorno è per meglio partire di nuovo.

Se lo spavento qui è più freddo è perché il cuore ci vive.

Se la città è imprendibile vuol dire che non appartiene a nessuno.

Se non è di nessun vuol dire che tutti la vogliono.

Se la voce della città è insopportabile è perché l’abbiamo nelle orecchie.

Se bassezza e brutalità vi covano è perché tutti le vedono.

Se una borghesia senza scrupoli vuole impadronirsene è perché è ancora più
marcia di lei.

Se tutti ce l’hanno con lei è che l’epoca è orribile.

Se la delusione è immensa, vuol dire che l’amore che abbiamo per lei è
ancora più grande.

Se ci sono, è per questo che sono quello che sono e che me ne vado.

Se me ne vado, sempre finisco per ritornarci perché la città senza nome è la città di nessuno.

Nessuno oserà dire “è mia” e come me puzza.

Puzza e i gabbiani vi cagano topi.

I topi vi ballano prima di essere mangiati.

Mangiare per molti diventa difficile come diventa difficile semplicemente
viverci.

Difficile.

E pertanto ci si vive, ci si lavora e spesso è bello.

Guardate.

Questa sera siamo qui. Siamo a Marsiglia.

Assieme. Teatro della Joliette.

È qui che Josette ci ha riuniti.

Anche noi balliamo, ognuno alla nostra maniera.

Son passati trent’anni?

Sì, per alcuni di noi, sono passati trent’anni, e a Marsiglia.

Con e contro.

Qui e altrove.

Ovunque altrove.

Con i gabbiani, a volte i topi, a volte da soli.

Balliamo, ognuno alla propria maniera.

Perché l’OBIETTIVO è restare vivi, non è vero?! Vivi e in piedi, a
Marsiglia, ossia ovunque nel mondo.

Un video di Marc Antoine Serra

.

(Il video potrà essere visto sul sito di Alfabeta2 per un mese.)

Nata nel 1946, Liliane Giraudon vive a Marsiglia. Il suo lavoro di scrittura, situato tra la prosa e il verso, si caratterizza per un attraversamento continuo dei generi. Ha pubblicato una trentina di libri, la maggior parte dei quali per l’editore P.O.L: La Réserve (1984),“La Nuit” (1985), Divagation des chiens (1988),Pallaksch, Pallaksch (1990), FUR (1992), Les animaux font toujours l’amour de la même manière (1995),Parking des filles (1998), Sker (2002),La Fiancée de Makhno (2004), Greffe de spectres (2005),La Poétesse (2009), L’Omelette rouge (2011) eLes Pénétrables (2012). Il suo ultimo libro L’amour est plus froid que le lac è uscito nel 2016. Alla scrittura affianca una pratica della lettura in pubblico e di ciò che chiama lo “scriveredisegnare” (volantini, libri d’artista, mostre di collage e disegni, atelier di traduzione, video, trasposizioni teatrali, pezzi per radio, azioni minime…). Ma l’autrice è anche un’instancabile e militante animatrice di riviste letterarie. È stata membro del comitato di redazione di “Action Poétique” e ha diretto con Jean-Jacques Viton le
rivista “Banana Split” (1980-1990), “La Nouvelle B.S.” (1990-2000) e “If”.
Con Nanni Balestrini, Jill Bennett e Jean-Jacques Viton ha fatto parte del Quartetto Manicle.

Tra le poche, se non uniche, traduzioni della Giraudon già apparse in Italia, ne segnalo tre a cura di Andrea Raos, apparse su Nazione Indiana: Il mio Beckett, Poesie pentite e Il diario del siamese. A queste si aggiungono alcune mie traduzioni da L’Omelette rouge realizzate nel dossier apparso sul n° 50 (2012) de “il verri” e intitolato Quattro poeti donne: Collobert, Giraudon, Pittolo, Poitrasson.

Marc-Antoine Serra (1971) vive e lavora tra Marsiglia, Parigi e Londra. Nel 1990, mentre lavora come grafico in un’agenzia di pubblicità a Parigi, diventa l’assistente di Olivier Cadiot. Tra il 2000 e il 2004 è il direttore artistico di Max Magazine, dal 2004 a 2010 della rivista Têtu. Ha collaborato con diversi artisti e scrittori. Attento alla letteratura contemporanea e appassionato di tutte le funzioni dell’immagine, le integra nei suoi lavori.

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Interférences: pezzi mensili di taglio e tema variabilissimi, ma accomunati da interazioni (anche inattuali) con fenomeni francofoni e francesi di società, arti e scritture.

 

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