Andrea Comincini

Massimo Filippi, autore di numerosi contributi sulla “questione animale”, rinnova e chiarisce in un libro breve ma estremamente incisivo gli obiettivi formulati in altri scritti a proposito dell’antispecismo, movimento fondato per contrastare una gigantesca rimozione, le cui dimensioni appaiono tanto sconcertanti quanto più l’occultamento è evidente: l’homo sapiens ha creato la propria immagine di essere superiore e padrone del creato attraverso la distruzione, la cancellazione e lo sfruttamento del suo altero ego, l’animale. Che non si tratti di un semplice statement rivolto a una élite ma di un progetto emancipante per la comunità intera è elemento centrale della battaglia culturale proposta dallo studioso: nella polis l’uomo racconta a sé stesso una biografia tale da mondare le sue mani dal sangue degli animali, per giustificare le pratiche di abominio sui corpi intorno a lui, liberandosi dai sensi di colpa e rimuovendo una distinzione tra lui e l’altro che non sussiste.

Ognuno di noi, sebbene le responsabilità maggiori appartengano al Capitale, ha accolto passivamente questa pseudo classificazione, accettando una tassonomia razzista. Distanziando uomo da animale infatti si autorizza uno smembramento di vite per i fini più abietti. È così che intorno a noi ci troviamo a registrare una continua operazione di macelleria: animali allevati e fatti a pezzi per la nutrizione, per il divertimento (bioparchi e simili), per esperimenti di laboratorio ma anche cosmetici, addestrati a subire le peggiori angherie possibili, trasformati in oggetti di arredamento o sfruttati per scommesse sportive e azioni persino militari. Filippi snocciola alcuni dati davvero impressionanti: si tratta di decine di miliardi di morti all’anno, dovuti a quella scelta politica di cui sopra, la divisione uomo/animale, che consente, una volta stabilita l’inferiorità innata del secondo, di usufruirne a piacimento senza remore di coscienza. “La barriera uomo animale è politica, non biologica”.

L’assunto fa riflettere su come la questione animale non sia estranea a quella umana, ma ne sia il centro segreto e sottratto alla vista. È la storia dell’uomo a essere fondata sulla violenza. Dal cittadino ateniese fino a oggi, il potere e il privilegio – ancora una volta – si basano sulla esclusione di qualcosa o qualcuno dal privilegio stesso. Nel corso dei tempi schiavi, donne, barbari sono stati sempre soggiogati per ottenere una rendita: è un capitalismo (da caput, capo bestiame: ancora gli animali usati come merce) che vuole sembrare naturale, inevitabile, ma in realtà è determinato da scelte classiste e oppressive le quali, quando si profilano troppo cruente persino per noi soggetti passivi e addomesticati, vengono ostentatamente nascoste. Filippi è molto caustico quando descrive l’occultamento quotidiano di tale violenza. Se alcune scelleratezze arrivano agli occhi del cittadino consumatore dal cuore sensibile, ecco che il biopotere dell’uomo bianco comincia ad adottare delle contromisure.

La violenza subita dagli animali viene addomesticata con un vocabolario capace di non urtare i più suscettibili, oppure trasformando i rivali in persone squinternate e addirittura pericolose. È il caso del movimento vegano, ormai classificato a mera operazione modaiola, priva di incidenza politica, trend radical-chic ma condannato non appena diventa eccessivamente invadente. Le persone vengono trasformate in “seguaci”, in setta composta da individui pericolosi e frivoli e, come sempre, discriminati e isolati. I genitori che scelgono la dieta vegana per i loro figli sono descritti in tv e telegiornali come persone squilibrate e esaltate, prive di giudizio. Attraverso il potenziamento della favola giustificazionista, trasformando la pratica sanguinaria di smembramento in una necessità naturale, l’uomo ha segnato il suo destino e quello delle altre specie. I suoi strumenti, oltre la violenza nuda e cruda, sono stati almeno altri tre: il monoteismo, che ha innalzato l’uomo a creatura favorita dal signore, autorizzato a dominare il mondo; l’umanesimo rinascimentale, che lo ha posto a misura del cosmo; la tecnica, grazie alla quale oggi gli animali sono a disposizione di ogni tipo di esperimento e tortura.

L’antispecismo è chiaramente un movimento che ha le sue fondamenta nella cultura emancipante della sinistra, e sebbene abbia quindi degli alleati, risulta esposto a un pericolo estremo. Filippi nota che il potere rigenerante e assimilante del capitale è tale da poter compromettere la battaglia animalista: essere assorbiti e trasformati in una moda freak, come spesso è accaduto ad altri soggetti emancipanti, non è un’ipotesi da scartare ma una realtà da evitare. Si tratta di una lunga battaglia che vedrà innanzitutto fra i suoi obiettivi quello di abbattere il muro della divisione tra uomo e animale, per collocare entrambi su un piano egualitario. La liberazione dell’uno porterà anche alla liberazione dell’altro, e ciò significherà una società strutturata in maniera totalmente differente da ora. Come afferma Derrida: “Pensare la guerra in cui siamo non è solo un dovere, una responsabilità, un obbligo, è anche una necessità, una costrizione a cui, volente o nolente, direttamente o indirettamente, nessuno potrebbe sottrarsi. Ora più che mai”.

Il rischio di diventare invisibili, continua lo studioso, o di sparire dalla scena politica, è una possibilità che il movimento antispecista dovrà affrontare, considerati i suoi nemici e i dispositivi di controllo delle attuali società poliziesche, ma è una sfida che diventa ogni giorno più necessaria che mai: la libertà dell’animale, poiché frantumazione della violenza originaria dell’uomo sulla natura, avrà come risultato non solo il rispetto dei nostri simili, ma anche la redenzione dell’oppressore dalla sua tragica storia di sfruttamento e massacri.

Massimo Filippi

Questioni di specie

Elèuthera, 2017

pp. 120, euro 13

È possibile acquistare questo libro in tutte le librerie e su ibs.it.

Tagged with →  
Share →

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il tuo commento dovrà essere approvato prima di apparire.

Iscriviti alle notizie da alfabeta2 e alfapiù

* = campo richiesto!

Archivi