Antonella Sbrilli

Nella scorsa rubrica abbiamo introdotto il gioco Guess the Artist. The Art Quiz Game, uscito da poco più di un mese presso l’editore inglese Laurence King PublishingScritto da Robert Shore (che ha condotto le ricerche storico-artistiche), il gioco ha il suo punto di forza negli inconfondibili disegni del duo Craig Redman e Karl Maier che hanno dedicato a 60 artisti - alcuni molto popolari, altri meno - altrettante carte, coloratissime: su ogni carta sono disegnati tre indizi visivi riferiti in vario modo all’artista, il cui nome va individuato dai giocatori. La piccola scatola non contiene né foglietti con regole né segnapunti, lasciando dunque liberi di allestire con le carte sfide competitive o personali, verifiche delle proprie conoscenze dell’arte mondiale e del proprio intuito nel collegare le immagini a qualche ricordo o nozione o informazione utile a decifrare la terna visiva.

Ogni carta riporta nel verso la spiegazione delle tre figure scelte come indizi, i dati anagrafici dell’artista in questione e un “extra fun fact” aneddoto curioso tratto dalle sue vicende biografiche, contenuto nel box “Did you know?”.

Per presentare Guess the Artist, abbiamo usato questa carta

e diversi lettori e lettrici hanno riconosciuto l’artista tedesco Joseph Beuys. Lo rivelano - per chi abbia intravisto il suo volto emaciato in qualche foto o sentito le sue storie di guerra - il cappello di feltro e l’aereo militare. Il terzo indizio si capisce meglio girando la carta: è una lepre distesa, con l’occhio a crocetta. Il riferimento è alla performance Come spiegare i quadri a una lepre morta, condotta da Beuys nel 1965 in una galleria di Düsseldorf. Il bonus aneddotico riguarda infine il fatto che Beuys è stato fra i fondatori del Partito dei Verdi in Germania.

Ogni carta funziona così come uninterfaccia visiva che fa entrare in modo molto consistente nella sfera dellartista da indovinare.

Alcuni indizi sono vere e proprie icone, incorporate all’artista stesso: il muro di mattoni e la felpa col cappuccio per Banksy; la mela, la bombetta, la scritta concettuale This is not a clue per Magritte.

In alcuni casi invece il disegno può portare fuori strada: una fabbrica con la ciminiera non va intesa come soggetto, ma presa in parola: è una factory e quindi si collega allo studio omonimo di Andy Warhol. Altre volte bisogna uscire dal campo recintato della storia dell’arte e ricordare i nomi delle tartarughe Ninja perché il numero 37 e l’immagine di un Papa riportino senza dubbio a Raffaello.

  
Tiriamo fuori ancora una volta dalla scatola di Guess the Artist due carte: una allude a un artista del passato e l’altra a un’artista del Novecento. Di chi si tratta?

Le risposte possono essere inviate via mail a redazione@alfabeta2.it, o su Twitter e Instagram con l’hashtag #alfagiochi

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