Mariuccia Ciotta

Regina n.2 per Stephen Frears che dopo la Elisabetta di The Queen (2006) ci riprova con Vittoria in Victoria & Abdul (fuori concorso) destinato a divertire i sudditi di sua maestà con lo svelamento irriverente della donna dietro la corona e la commedia del servitore indiano Abdul Karim (Ali Fazal) che le fu amico. Una “storia vera” estratta dal diario segreto del “maggiordomo”, e sopravvissuto al rogo di ogni oggetto e ricordo legato all'amicizia inappropriata con la sovrana, o almeno così scrive Shrabani Basu nell'omonimo romanzo da cui è tratto il film.

La regina ottantenne (Julie Dench) si sente sola, è annoiata dal cerimoniale, affogata in un mare di cibo, sovrappeso, piena di reumatismi, attorniata da una folla di ipocriti cortigiani, compreso il figlio che le succederà al trono, ed ecco arrivare lo Jerry Lewis esotico, il supersuddito maldestro, tenero e così devoto da baciare la scarpa dell'Imperatrice d'India in violazione dell'etichetta, gesto che farà breccia nel cuore di Victoria (ma non ne aveva abbastanza di salamelecchi?)

L'indiano alto e prestante è stato scelto per consegnare una moneta preziosa alla sovrana, accompagnata da un piccoletto brontolone, che fa la parte dell'orgoglioso patriota, “questi inglesi sono barbari”, oppressori del suo popolo. Personaggio caricaturale utile per bilanciare il servilismo immenso di Abdul, il quale dichiara di preferire la regina a sua moglie, e non c'è da dubitarne visto che la consorte apparirà tra i fasti della reggia ricoperta da un niqab funerario suscitando ilarità. Già, perché Abdul non è un indù, è musulmano, ma Victoria lo perdona, anche se, la informano (non lo sa?) che gli islamici ribelli in India hanno massacrato duemila soldati britannici (quanti indiani prima dell'indipendenza del '47 non è dato sapere). La sovrana non può fare a meno delle lezioni di urdu che le impartisce Abdul e delle strofe di antiche poesie che le recita, così che lo nomina munshi, maestro, tra l'ostilità crescente della corte.

Frears spalma lo schermo di colori, battute e scenette al sapore di un humour stantio, tutto mossette e affondi melensi, la “strana coppia” è un tesoro di aristocrazia e casta inferiore, colonizzatore e colonizzato... ah, se non si fosse messo di mezzo Gandhi. Una telenovela lussuosa (produce la Bbc) e indigeribile con Judy Dench come al solito impeccabile nelle pesanti vesti della regina che diede il nome, austero e repressivo, a un'epoca durata 63 anni. E alla quale Abdul, inconsolabile, continuò a baciare il piede anche dopo la sua morte, 1901. Quello della statua eretta in suo onore. Una enorme, nera Victoria nell'India liberata.

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