Lorenzo Esposito, enrico ghezzi

Il sipario strappato richiama automaticamente la situazione wellesiana Don Chisciotte/cinema e quella mostrata dall’intensità con cui Mario Schifano in Umano non umano (1972) giubila lo schermo lacerato da un ragazzino. Lo schermo lacerato, fatalmente segnato dal titolo Torn Curtain (Il sipario strappato, 1966) convoglia la paura desiderante dello spettatore nell’exploit dello sguardo di Paul Newman che dice quanto pericoloso e allarmante possa essere tutta la bava di eternità ovvero il set la scena e la parola, dopo averci già fatto indossare lo scontro “titanicomico” tra lo scienziato geniale che comincia a cancellare la sua formula segreta e gli occhi di Newman, che finge di ricordare di non saper altro che di non sapere. Hitchcock si manifesta qui il più ambiguo dei filosofi; il cinema forse è il cinema o il cinema è sempre e il cinema, congiunzione dell’immagine con la memoria dell’esserci stati.

Prosegue oggi, e durerà per tutta la pausa estiva della programmazione di alfabeta2 , l’anticipazione a puntate di un testo sul cinema di Lorenzo Esposito ed enrico ghezzi, che verrà pubblicato – col titolo kafkiano Il film più vicino – il prossimo autunno: nel quarto volume, dedicato al Tempo pieno , dell’” enciclopedia delle arti della modernità” diretta per Electa da Achille Bonito Oliva . Nel volume le trentadue “variazioni” saranno precedute da un dialoghetto fra i due autori, dal titolo À rebours . Ringraziamo gli autori e l’editore per il permesso accordato a questa anticipazione.

A.C.

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