Lorenzo Esposito, enrico ghezzi

Altissimo e dinoccolato, Jacques Tati fa dei film che sembrano una corsa a ostacoli fra le macerie del tempo. Quando parla di questo suo particolare stile di corsa dice: non faccio altro che dileguarmi cedendo le gags al mondo circostante. Sparendo si deposita sul mondo, il quale risponde letteralmente scoperchiandosi e urtandosi in un unico grande attrito o dramma. Forse il mondo sa di non aver tempo, e per questo Tati lo invita a cercare (e più spesso a strisciare nello) spazio. Come tutti i grandi comici portatori di tempo Tati è un tragico dello spazio, costretto a ostentare indifferenza alle sue stesse azioni perché realmente preoccupato del panico che scorge nella ripetizione, responsabile dell’irresponsabilità di tutti e perciò disperato.

Prosegue oggi, e durerà per tutta la pausa estiva della programmazione di alfabeta2 , l’anticipazione a puntate di un testo sul cinema di Lorenzo Esposito ed enrico ghezzi, che verrà pubblicato – col titolo kafkiano Il film più vicino – il prossimo autunno: nel quarto volume, dedicato al Tempo pieno , dell’” enciclopedia delle arti della modernità” diretta per Electa da Achille Bonito Oliva . Nel volume le trentadue “variazioni” saranno precedute da un dialoghetto fra i due autori, dal titolo À rebours . Ringraziamo gli autori e l’editore per il permesso accordato a questa anticipazione.

A.C.

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