Lorenzo Esposito, enrico ghezzi

Troppo occupato dal fare cinema, Edgar G. Ulmer non ebbe bisogno di essere ossessionato dalla variabile tempo (sceneggiature prove set filmaggio…). Sarebbe sufficiente vedere godere indossare il suo Detour (Deviazione per l’inferno, 1945), lì nelle spire dell’eterno ritorno, per capire (se poi ci sia mai qualcosa da capire al cinema) che il cinema tutto (lo capisce Rossellini che il film non è altro che sfogliare e spogliare tutto il visibile ovvero il già filmato da qualunque più piccolo albero all’astronave più grande), è già dato, e che tutto il mondo è da correre nella fuga apolide da un set o da un continente all’altro. Così Berlino è già dissolta nella visione del finto documentario Menschen am Sonntag (Uomini di domenica, 1929), un cinema verità diretto con Ulmer dai vari Billy Wilder, Robert e Curt Siodmak, Eugene Schüftan, Fred Zinnemann che di lì a poco si ritroveranno tutti a lavorare a Hollywood. Se Detour è forse il più bel noir della storia del cinema, lo è perché tra vampiri gatti neri e uomini invisibili Ulmer si insinua, si inserisce e incarna tutte le diaspore (autore anche di una serie di folgoranti film yiddisch), appunto dalla Germania pre-bellica a tutti i generi e sottogeneri del cinema hollywoodiano. Il trionfo di rivisto e rivissuto si esplicita nello strozzarsi della comunicazione. Qualcuno ha scritto: i grandi film sono quelli che insegnano a vivere, i grandi b-movies sono quelli che insegnano a morire. Il brano musicale in un juke-box da bar riparte sempre uguale, spaventoso è accorgersene. Il cinema è un detournement della vita quotidiana.

Prosegue oggi, e durerà per tutta la pausa estiva della programmazione di alfabeta2 , l’anticipazione a puntate di un testo sul cinema di Lorenzo Esposito ed enrico ghezzi, che verrà pubblicato – col titolo kafkiano Il film più vicino – il prossimo autunno: nel quarto volume, dedicato al Tempo pieno , dell’” enciclopedia delle arti della modernità” diretta per Electa da Achille Bonito Oliva . Nel volume le trentadue “variazioni” saranno precedute da un dialoghetto fra i due autori, dal titolo À rebours . Ringraziamo gli autori e l’editore per il permesso accordato a questa anticipazione.

A.C.

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