Lorenzo Esposito, enrico ghezzi

Sono molti e essenziali i casi di cineasti che vedono il cinema come un’unica grande ripetizione su cui punteggiare scarti e scandire sussulti. C’è chi come Hitchcock li enumera puntigliosamente mascherandoli nella sublime tensione all’artificio. Chi come Lang sogna di contenerli tutti in ogni singola inquadratura. Chi come Claude Chabrol ne propone l’imperitura ossessione. Nel 1959 poteva scrivere sui Cahiers du cinéma: “A mio parere non ci sono grandi o piccoli soggetti, perché più il soggetto è piccolo più lo si può trattare con grandezza. In verità non c’è altro che la verità”. Un anno dopo gira Les Bonnes femmes ( Donne facili, 1960), dove mentre scherza da sociologo al contempo costruisce una rete abissale di parole appena accennate, di frasi smozzicate, di sguardi ironici e guardinghi che hanno invece la cura dell’entomologo. Da qui nasce e si dipana un progetto unico e forse irripetibile che ha l’ambizione, film dopo film, di abbracciare tutto l’universo nell’istante stesso in cui inesorabilmente si manca. Essere portatore di tempo significa prima di tutto gettare la rete: “Per quanto riguarda l’eventualità di far capire il mio sistema, mi sono detto che alla lunga qualcuno avrebbe visto tutti gli intrecci e le connessioni che attraversano il mio cinema. La mia ambizione è tentare di fare la storia del mondo dall’origine a oggi” (Qualcosa del genere si trova in Roberto Rossellini quando invita i cineasti a gettare dei semi che, ne è sicuro, un giorno germoglieranno).

Prosegue oggi, e durerà per tutta la pausa estiva della programmazione di alfabeta2 , l’anticipazione a puntate di un testo sul cinema di Lorenzo Esposito ed enrico ghezzi, che verrà pubblicato – col titolo kafkiano Il film più vicino – il prossimo autunno: nel quarto volume, dedicato al Tempo pieno , dell’” enciclopedia delle arti della modernità” diretta per Electa da Achille Bonito Oliva . Nel volume le trentadue “variazioni” saranno precedute da un dialoghetto fra i due autori, dal titolo À rebours . Ringraziamo gli autori e l’editore per il permesso accordato a questa anticipazione.

A.C.

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Una Risposta a Il film più vicino # 3: Alice o l’ultima fuga (Claude Chabrol)

  1. Anampoll ha detto:

    Mi domando….
    È ancora possibile ‘capire con il cinema’ ?

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