Care lettrici, cari lettori, con un alfadomenica particolarmente ricco (qui sotto il sommario) interrompiamo per tutto il mese di agosto la programmazione abituale di alfa+ per lasciare spazio da domani a una iniziativa che segue quelle del 2015, sull'arte, e del 2016, sul teatro: questa volta è il turno del cinema, e quella che vi proponiamo è l’anticipazione a puntate di un testo di Lorenzo Esposito ed enrico ghezzi, che verrà pubblicato – col titolo kafkiano Il film più vicino – il prossimo autunno: nel quarto volume, dedicato al Tempo pieno, dell’enciclopedia delle arti della modernità” diretta per Electa da Achille Bonito Oliva. Ringraziando gli autori e l’editore per il permesso accordato a questa anticipazione, vi auguriamo buona lettura, invitando tutti coloro che ancora non lo hanno fatto a iscriversi all'associazione Alfabeta: è il modo più semplice per sostenere il lavoro della rivista, partecipando in modo attivo alla sua realizzazione.

Oggi su Alfadomenica:

  • Serena Carbone, Marinella Senatore, il teatro della rivolta: Azione: corpi in movimento per piazze, strade e musei. È una comunità dinamica e in divenire quella che Marinella Senatore mette in scena attraverso le sue opere. Opere performative che si costruiscono attraverso la partecipazione di uno e mille individui: professionisti e amatori, studenti e illetterati, e poi scrittori, attori, ballerini, cantanti. Una comunità festante che prende forma in un “luogo di rappresentazione” che si costruisce grazie a performers e spettatori che agiscono in interdipendenza gli uni dagli altri.  - Leggi:>
  • Antonello Tolve, Germano Celant, il presente dell'arte e la sua storia:La ripubblicazione della Precronistoria di Germano Celant è un momento di gioia per quanti hanno ricercato questo ormai introvabile volume: e non solo perché dopo la sua prima edizione, nel 1976, non ci sono state ristampe, ma anche perché offre, a distanza di tempo, un percorso puntuale su un periodo fondamentale dell’arte e della sua storia recente.- Leggi:>
  • Massimiliano Manganelli, Marco Giovenale, il linguaggio delle cose: Se c’è uno stigma che si addossa spesso alla cosiddetta scrittura di ricerca è quello della sua difficoltà, della mancanza di un carattere, se così si può dire, reader-friendly, se non addirittura dell’incomprensibilità. Si ignora così, o si finge di ignorare, che questa scrittura – nelle varie tipologie formali in cui si incarna – interpella il lettore con grande forza, lo chiama in causa nel processo di fruizione del testo, attribuendogli un ruolo più che mai attivo. Di qui la difficoltà, certo, perché il lettore-fruitore, per condurre il gioco interpretativo, deve passare attraverso le strettoie di una architettura testuale spesso intricata (tutti i giochi, del resto, hanno delle regole).  - Leggi:>
  • Alessandro Sarti, Bifo & Geraci, o la governance del sensibile:  Morte ai vecchi di Bifo-Geraci è un romanzo sul controllo. Sul controllo sociale, ovviamente, ma prima ancora sul controllo del sensibile. O meglio sul controllo sociale attraverso il controllo del sensibile. Il romanzo racconta la storia di gruppi di ragazzi che si trovano ad avere sottopelle un chip con il quale si scambiano messaggi. I messaggi controllano i loro comportamenti seguendo le dinamiche di un sistema complesso e gli fanno commettere le azioni più efferate. - Leggi:>
  • Dario De Marco, I labirinti invisibili di Eshkol Nevo: “Capisci, Sigmund Freud era un uomo molto intelligente ma (...) un errore l’ha fatto. I tre piani dell’anima non esistono dentro di noi. Niente affatto! Esistono nello spazio tra noi e l’altro, nella distanza tra la nostra bocca e l’orecchio di chi ascolta la nostra storia. E se non c’è nessuno ad ascoltare, allora non c’è nemmeno la storia. Se non c’è uno così, a cui svelare segreti, con cui sciorinare ricordi e consolarsi, allora si parla con il segretario elettronico, Michael”. In questa frase, tratta dalla sua uscita più recente (Tre piani, 2017, Neri Pozza) si potrebbe racchiudere tutta l'opera di Eshkol Nevo, come in un manifesto di poetica. - Leggi:>
  • Alberto Capatti, Alfagola / Fredda e non ghiacciata: “Fredda e non ghiacciata”, così Gualtiero Marchesi raccomandava la pasta in Oltre il fornello nel 1986.- Leggi:>
  • Semaforo: Brexit e Mick Jagger - Maschi, femmine e Beatles - Marshall McLuhan - Leggi:>
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