Shigeko Kubota, Culture Gate

Nel sommario:

Stefano Scipioni, Sciami.com
Maia Giacobbe Borelli, Ormete: raccogliere la memoria orale

La prima parte dello Speciale La memoria del teatro si trova qui

Sciami.com

Stefano Scipioni

L'esigenza del teatro di esistere oltre lo spettacolo e oltre il testo letterario dopo gli anni Novanta è stata presa in carico dal web che ha assorbito tutte le funzioni che in precedenza erano attribuite a media diversi.

Questo grande flusso documentale e informativo (le numerose riviste on-line dedicate al teatro, sia di critica sia a carattere scientifico, i siti web delle compagnie, dei teatri, dei festival che utilizzano video-sharing, gallery fotografiche, animazioni, archivi dove è possibile effettuare ricerche attraverso keywords...) per poter essere accessibile e identificabile, ha bisogno di creare regole condivise che permettano: localizzazione, ovvero rintracciare una particolare occorrenza del documento; selezione, realizzabile analizzando, valutando e filtrando una serie di documenti; interoperabilità semantica, che consiste nel permettere l'uso dei documenti in ambiti disciplinari diversi grazie a una serie di equivalenze fra descrittori (web-semantico); corollario imprescindibile lo schema di meta-datazione. Al contrario di un normale 'archivio', sul web non esiste un vero e proprio elenco ragionato e aggiornato degli archivi on-line (dovuto anche alla loro rapida obsolescenza), ma l'unico modo per trovarli è di passare attraverso gli algoritmi di ricerca dei contenuti di un motore di ricerca (Google). Nel sito web, costruito come un ipertesto, non sequenziale, le cui ramificazioni permettono al fruitore di scegliere fra i vari percorsi che il sito offre, i documenti sono di diversa natura (file video, audio, immagini fisse, testi scritti, disegni) per cui si danno diverse modalità di lettura e di uso. L'ingresso all'interno dello spazio comunicativo del web di una mole di informazioni che deve confrontarsi con problematiche come l'information retrivial, la sostenibilità economica, il copyright, la ridondanza dei dati, l'identificabilità dei documenti e il continuo aggiornamento, utilizzando strategie diverse dalla comunicazione tipica della rete basata sulla velocità del consumo dell'informazione, ha portato a un forte cambiamento nell'esperienza e nella ricerca teatrale. Attraverso la fluidità e la rapidità del web, si generano dinamiche di scambio e di partecipazione che portano a strategie germinative di conoscenza condivisa e diffusa: l'interattività, la partecipazione, la condivisione, il superamento dei limiti biologici, la liveness, la narrazione non lineare e l'incontro-scontro tra varie discipline, medium e testi (meglio ipertesti).

Al contempo si sviluppano gli archivi web tematici su particolari percorsi di ricerca, come Sciami, testata editoriale, edita da Zu Creative Lab, che, a partire dall’aprile 2017 integra tre percorsi di ricerca preesistenti all’interno di un unico contenitore, network editoriale on-line che raccoglie, pubblica e mette a disposizione degli utenti:

Nuovo teatro made in Italy: pensato come parte integrante del volume di Valentina Valentini, Nuovo Teatro made in Italy 1963-2013, un percorso ragionato di documenti e riflessioni su alcuni dei protagonisti e degli spettacoli più significativi del periodo che va dal 1963 ai giorni nostri. Il sito (il cui comitato scientifico è composto da Cristina Grazioli, Donatella Orecchia e Valentina Valentini) è organizzato in focus dedicati ad un artista o una compagnia, ciascuno dei quali curato da uno studioso che ha raccolto, selezionato e organizzato materiali video, recensioni, saggi critici, interviste, fotografie, locandine, bozzetti.

Gruppo acusma: è dedicato alle drammaturgie sonore, la musica, le voci e i rumori che costruiscono lo spazio teatrale come spazio acustico e anche l’insieme delle tracce ottiche/sonore che compongono il mixage audiovisivo nelle opere video e nelle installazioni multimedia.

Il comitato scientifico è composto da Piersandra Di Matteo, Carlo Serra, Valentina Valentini.

Video d’autore: pubblica i documenti relativi alle attività realizzate nell’ambito della rassegna di Taormina Arte video d’autore. A questo percorso, si affiancherà, una seconda sezione del sito che raccoglie documenti di mostre, pubblicazioni che si sono realizzate negli anni intorno al video d’autore; e una terza, dedicata agli archivi di video arte in Italia, una ricognizione in corso su archivi e fondi audiovisivi pubblici e privati, gallerie d’arte, collezionisti e artisti che rilevi: la consistenza dei fondi archivistici; le modalità di catalogazione delle opere o dei documenti video; le tipologie di supporto e formato; lo stato dei materiali, etc. Una ricognizione “finalizzata all’elaborazione di progetti di ricerca nazionali e di partenariato in programmi europei.

A questi si aggiunge Sciami|ricerche: una webzine semestrale, codice ISSN 2532-3830, pubblicata in italiano, inglese e francese. La rivista prende in esame i tre ambiti di studio presenti sul sito, nella loro interdipendenza e specificità: la vocalità e il suono come dispositivo drammaturgico dello spettacolo teatrale, della performance Art, della videoarte e delle installazioni video e multimedia; le arti elettroniche e digitali, le performing arts.

Sciami|digitallibrary: questa sezione in fase di costruzione e pubblicata solo in modalità test, è il nuovo progetto lanciato dal network: la creazione di una biblioteca tematica che, seguendo le linee guida dei più grandi e importanti progetti europei, digitalizzi e metta a disposizione, gratuitamente, documenti particolarmente rari e specifici in modo che possano essere reperiti e consultati facilmente, mostrati e diffusi, tradotti e collegati, condivisi e inseriti nei più importanti progetti di Linked Open Data for Cultural Heritage.

Sciami è un network autoprodotto, che si nutre dell’apporto di studiosi e artisti in campo internazionale che non necessariamente abitano la medesima area accademica-disciplinare. Mette in opera una buona pratica che rende produttivi il lavoro didattico universitario con la ricerca mettendolo a disposizione della comunità scientifica nazionale e internazionale. La traduzione in lingua inglese di alcune parti del network dedicato al Nuovo teatromadeinitaly, è stata resa possibile dal denaro raccolto attraverso un’asta di opere d’arte donate per realizzare questo progetto da artisti italiani: Luigi Battisti, Domenico Bianchi, Gianni Dessì, Andrea Fogli, Pietro Fortuna, Matteo Montani, Giulio Paolini, Jannis Kounellis, Massimo Bartolini, Alfredo Pirri, Gilad Efrat, Giuseppe Gallo, Marco Raparelli, Bernhard Rüdiger, Donatella Spaziani, MarcoTirelli, Gianfranco Baruchello.

Sciami traccia dei percorsi di indagine specifici e non generalisti, sostenuti dalle ricerche di gruppi e singoli studiosi –come le drammaturgie sonore- dei campi urgenti e liminali di intervento – gli archivi video in Italia; documenta esperienze significative per l’impatto che hanno prodotto ( la rassegna internazionale del Video d’autore), condivide ricerche di eccellenza (le macchine sonore del teatro barocco e le teorie acustiche del periodo).

Sciami trasforma il modo di conoscere le arti performative, il video, le installazioni, in una esperienza sensibile, viva anche per chi non l’ha vissuta in prima persona in quanto costruisce dei percorsi ottico-sonori che stimolano percettivamente il fruitore, soprattutto le nuove generazioni.

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Ormete: raccogliere la memoria orale

Maia Giacobbe Borelli

Per conservare la memoria orale dei testimoni e dei protagonisti delle scene italiane nella seconda metà del Novecento, in particolare quelle meno storicizzate e lasciate ai margini della storiografia ufficiale, e così lavorare sulla memoria del teatro, nasce nel 2012 il progetto di ricerca Ormete, Oralità, Memoria, Teatro, ideato e curato da Donatella Orecchia e Livia Cavaglieri, docenti dell’Università di Roma Tor Vergata e di Genova, in convenzione con due partner istituzionali (Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi di Roma e Museo Biblioteca dell’Attore di Genova). Utilizzando i metodi e gli strumenti della storia orale e adattandoli al diverso contesto, Ormete crea, raccoglie, preserva, manda in rete e studia racconti e memorie di attori e attrici, registi, scenografi, organizzatori del teatro, spettatori, etc.

L’attività pone al centro di ogni indagine vari “luoghi della memoria” significativi per tracciare la storia del teatro italiano, attraverso alcune articolazioni progettuali, di cui ricordo qui alcune di quelle oggi in corso: Beat 72 a Roma, Napoli sotterranea, Voci e memorie dalla Borsa di Arlecchino a Genova, I Centri Teatrali Universitari nel secondo Novecento, Il teatro, la città, la memoria: Torino; Dal Piccolo Teatro della Città di Genova allo Stabile. Interrogare la memoria dei testimoni (1951-1965). In altri casi l’indagine mette al centro determinate fenomenologie teatrali, radicate in contesti specifici che sono messi a confronto, come Donne di teatro a Roma ai tempi della mobilitazione femminista (1965-1985) oppure In-between, dedicato alle ultime generazioni di teatranti italiani.

Per la presentazione dei progetti, rimando a www.ormete.net.

Finanziata dal Fondo Unico per lo Spettacolo 2014 (MIBACT) e riconosciuta dal Catalogo delle Buone pratiche in ambito culturale della Regione Lazio, la ricerca sta cercando la sua dimensione internazionale, con l’obiettivo di lasciare ai posteri materiali che possano servire all’elaborazione di futuri studi storiografici nel campo dello spettacolo.

La problematica presentata con Ormete, il contrasto tra l’autorevolezza del documento depositato negli archivi tradizionali e l’effimero della memoria del testimone, fragile come il corpo di chi la porta, captata dalle registrazioni audio o video, segna in modo profondo la cultura del nostro tempo, attraverso la messa in discussione del canone culturale di tipo più tradizionale, consentendo di attingere a nuove risorse che possono contribuire a riattivare le memorie e l'immaginario del teatro. La metodologia della storia orale, utilizzando strumenti di ricerca di tipo etnografico, può contribuire in modo innovativo a fornire stimoli e ad approfondire l'analisi di quell’intreccio complesso tra sperimentazione visiva, vocale e drammaturgica che spesso caratterizza la ricerca teatrale contemporanea.

Vero è che, già dalla fine degli anni Cinquanta, i Cultural Studies, stabilirono che le culture non possano essere considerate come raccolte immutabili d’idee e pensieri quanto come una serie di pratiche e processi interdipendenti. Ne consegue che anche la storia del teatro non possa più definirsi all’interno di una categoria stabile e monolitica. Per questo motivo Ormete, che non intende sostituire la memoria personale all’indagine basata sul classico documento archivistico, si occupa tuttavia di esplorare anche zone trascurate o rimosse dalla storiografia.

Oltre alla raccolta delle fonti orali e alla loro conservazione presso le istituzioni partner dove sono liberamente consultabili, Ormete ha predisposto un sito di archiviazione, Patrimonio Orale, che raccoglie il catalogo completo di tutti i materiali audio realizzati e consente la fruizione interrelata di diversi documenti: a partire dalla tavola dei contenuti in cui l’intervista è indicizzata minuto per minuto, è possibile visualizzare la scheda biografica del testimone, l’elenco dei luoghi, delle persone citate, accedere a percorsi bibliografici mirati e visualizzare altro materiale connesso. L’obiettivo è quello di restituire la polifonia della fonte e dei suoi possibili usi.

Conservare e condividere la memoria del teatro significa per Ormete concentrarsi principalmente su due cose: l’accessibilità delle fonti raccolte e la costruzione di una rete autorevole sul web. Vuol dire costruire documenti in modo più consono alle sensibilità di chi cura il progetto, attraverso l'incontro con la memoria dell'altro, e così offrire nuove fonti, che sono già in sé la costruzione, seppur frammentata, di una memoria a più dimensioni che è interessante condividere. E vuole anche dire metterle in comune sul portale di Patrimonio orale, a confronto con modalità ormai sperimentate e consolidate di analoghe ricerche disponibili sul web. E questo relativamente a tutte le importanti problematiche che si pongono oggi perché la ricerca in rete sia efficace: gestire gli IPR (Intellectual Property Rights, i problemi relativi ai diritti d’autore), predisporre i dispositivi per la consultazione semantica dell’archivio, fornire adeguati linked data (relazioni con gli altri oggetti presenti in rete), permettere la ricerca a faccette, classificando il vocabolario utilizzato, creando appropriate tassonomie e compilando i thesaurus. Insomma lavorare sulla qualità dei metadata e dei dispositivi offerti per la descrizione dei contenuti e per una loro facile reperibilità.

Ormete ha inoltre in cantiere delle pubblicazioni che sono di approfondimento e analisi a quanto sarà via via accessibile online o consultabile presso le sedi istituzionali dell’ICBSA e del Museo dell’Attore, attraverso la collana digitale di libri-sonori “Il teatro della memoria”, edita dall’Accademia University Press. Nuove opportunità di diffusione di contenuti culturali si possono aprire, infatti, con lo sviluppo di formati diversi per il libro, configurabili come libri da ascoltare, sorta di “memorie in movimento”, fruibili grazie alle nuove tecnologie.

È in uscita il primo volume, dedicato a due progetti: Livia Cavaglieri e Donatella Orecchia, Memorie sotterranee. Storia e racconti delle Borsa di Arlecchino e del Beat 72.

Il secondo numero sarà dedicato al progetto Donne di teatro a Roma ai tempi della mobilitazione femminista (1965-1985) di Francesca Fava, Maia Borelli e Roberta Gandolfi.

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