Franco Berardi Bifo

Provate a immaginare che qualcuno vi dia un pugno in un occhio e come se non bastasse vi rubi il portafoglio. Provate a immaginare che alle vostre rimostranze costui vi rida in faccia e vi dica che siete dei vecchi scemi, così scemi e così vecchi da credere che ci vuole il gettone per telefonare. Perché odiarmi? dice il rapinatore.

Sulla prima pagina di Repubblica (dove se no?) Massimo Recalcati cerca oggi (17 luglio) di spiegarci perché quelli della sinistra non sanno far altro che odiare il bravo Matteo Renzi. La ragione per cui quelli della sinistra lo odiano è che lui ha mostrato che la sinistra è un cadavere. Ecco allora che quelli della sinistra (chi saranno poi questi della sinistra non s’è capito) si imbufaliscono come certe tribù dell’Africa nera (il paragone è di Recalcati).

Io non so se sono uno della sinistra, non so bene cosa voglia dire, e Recalcati non perde il suo tempo a spiegarmelo. Io preferisco definirmi come un lavoratore truffato dalle politiche del neoliberismo che hanno decurtato il mio salario di insegnante, hanno distrutto la scuola in cui insegnavo e mi hanno costretto ad andare in pensione diversi anni più tardi di quanto prevedeva il mio contratto.

Poi ecco un tipo che mi dice che per telefonare non occorre più il gettone. Sarà per questo che odio Matteo Renzi?

Si tranquillizzi lo psicoanalista Recalcati. Io non perdo il mio tempo a odiare Matteo Renzi, per la semplice ragione che c’è una sproporzione assurda tra il valore dei miei sentimenti (anche il sentimento di odio) e quell’arrogante piccoletto. Se proprio devo odiare qualcuno preferisco rivolgermi a quelli un po’ più grandicelli. Per esempio un tizio che si chiama Tony Blair.

Questo tizio si presentò una ventina di anni fa sulla scena d’Inghilterra, ve lo ricordate? Era brillante, giovane e certamente un po’ più intelligente del suo seguace di Rignano. Parlò di Cool Britannia, e inaugurò il New Labour. Margaret Thatcher, la donna che per prima ha detto che non esiste nulla che possa definirsi società, esistono soltanto individui in competizione per il profitto, disse di Toni Blair che il giovanotto non le dispiaceva perché stava continuando le sue politiche.

In cosa consistono le politiche di Thatcher e del suo allievo Blair? E’ presto detto: ridurre il salario, privatizzare i servizi sociali, sottomettere la scuola agli interessi delle grandi corporation, distruggere le organizzazioni dei lavoratori, prolungare il tempo di lavoro, rinviare i pensionamenti, di conseguenza sprofondare i giovani nella disoccupazione, e costringerli ad accettare lavoro senza garanzie e senza contratto.

Poi viene Recalcati e chiede: ma perché mai dovete odiarlo?

Matteo Renzi si presentò sulla scena dichiarando il suo amore per Blair, e dichiarando che la sua intenzione era ripeterne le imprese, seppure con venti anni di ritardo. Non c’è un solo milligrammo di novità nelle proposte di questo Renzi, la sola cosa nuova è l’arroganza. Tutto quello che lui propone è già stato sperimentato, realizzato, e quel che più conta è già fallito. Il 4 dicembre del 2016 la grande maggioranza dei giovani, non quelli della sinistra, non quelli che quando vogliono telefonare cercano un gettone, non quelli con la sveglia al collo che odiano perché sono dei cadaveri, ma la maggioranza dei giovani gli ha detto: vai a casa, non ti vogliamo più vedere.

In Inghilterra il signor Blair è oggi considerato un criminale di guerra. E’ lui che ha aiutato un texano non molto brillante a scatenare una guerra infinita tra le cui conseguenze (come sanno tutti) c’è la nascita di Daesh, la distruzione dell’Iraq e della Siria. Questo non impedisce al signor Blair di farsi oggi pagare, (pensionato di lusso) per occuparsi di un ufficio che come oggetto, per estrema ironia, ha proprio il Medio Oriente.

Recalcati mi scuserà se non mi sono soffermato a lungo sul suo beniamino toscano. Le imitazioni tardive non mi interessano molto. Io preferisco odiare l’originale.

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26 Risposte a L’odio per Matteo Renzi. In risposta a Massimo Recalcati

  1. Federico La Sala ha detto:

    RIPRENDERE IL FILO (FREUD) E NON MENARE LACAN PER L’AIA!!! L’eco dell’URLO (Allen Ginsberg) si sente ancora. Il messaggio è: allargate l’area della coscienza….

    SCRIVI:

    “Provate a immaginare che qualcuno vi dia un pugno in un occhio e come se non bastasse vi rubi il portafoglio. Provate a immaginare che alle vostre rimostranze costui vi rida in faccia e vi dica che siete dei vecchi scemi, così scemi e così vecchi da credere che ci vuole il gettone per telefonare. Perché odiarmi? dice il rapinatore” (Franco Berardi Bifo, “L’odio per Matteo Renzi. In risposta a Massimo Recalcati”, Alfabeta-2, 18.07.2017)

    BENE! Ma per non perdere la bussola e cercare di orientarci meglio non solo vale La pena ricordare le tre “B” (insieme a Blair,Bush e Berlusconi) ma anche controllare se in tasca hai ancora la carta d’identità originale o quella alla moda (“post-verità”, “fake news”)!

    PER NON PERDERE IL FILO, UNA “VECCHIA” SOLLECITAZIONE. Dalla Cina, la lezione di Huang Jianxiang. A Lui, in omaggio perenne ((CFR.: http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=1044).

    LEGGI:

    ===”Restituitemi il mio urlo”
    Huang Jianxiang, il telecronista cinese, vuole far causa alle aziende di telefonini che propongono come suoneria la sua cronaca del rigore di Grosso contro l’Australia negli ottavi mondiali

    di Francesco Liello (www.gazzetta.it, 18.07.2006)

    PECHINO (Cina), 17 luglio 2006 – Tornato in patria dopo i “vocalizzi” mondiali, non finisce l’attenzione per il telecronista della televisione Nazionale cinese (Cctv) Huang Jianxiang che si era reso protagonista di un commento molto estroso e favorevole all’Italia, al momento del rigore assegnato a Fabio Grosso contro l’Australia, negli ottavi. Adesso gli tocca difendersi dall’eccesso di popolarità che ha trasformato la sua telecronaca addirittura nella suoneria dei telefonini. Cosa che a lui non è piaciuta, al punto da voler fare causa alle società che l’hanno messa in commercio. “Credo ne vada della mia immagine, della mia professionalità, dei miei diritti. Ho sbagliato, ma non vedo come qualcuno possa trarne un vantaggio economico”.

    Subito dopo la fine dell’incontro, la polemica aveva assunto toni persino più alti delle sue urla di gioia alla trasformazione. La prima reazione era stata quella ufficiale dell’Australia (il cui premier John Howard proprio il giorno dopo arrivava per una visita alle città di Shenzhen e Canton, ndr) poi erano arrivate le accuse dei telespettatori cinesi, urtati non tanto per il tifo eccessivo, ma per l’utilizzo del termine “Yidali Wan Sui” (Lunga Vita all’Italia) usato rigorosamente solo vicino al nome del presidente Mao, della Repubblica Popolare Cinese e del partito Comunista. Si era parlato persino di un possibile licenziamento. Al suo ritorno in Patria era stato rincuorato dal sapere che non c’è mai stata intenzione di allontanarlo: “Gli sono state chieste delle spiegazioni – ha detto un dirigente di Cctv – e lui si è scusato per essersi fatto trascinare dall’emozione di quella partita.

    Ma il suo contratto e la sua posizione all’interno della televisione non è mai stata messa in discussione”. Qualche giorno dopo aver fatto ritorno dalla Germania, Huang ha presentato in una libreria di Pechino, il suo ultimo lavoro editoriale intitolato: Combattere da veri uomini. Potrebbe far pensare ad un’altra apologia del calcio italiano, ma è stato scritto prima dei Mondiali. “Questo libro non c’entra niente, ma questa dei mondiali è stata un’esperienza di vita interessantissima – ha commentato Huang Jianxiang -: ho materiale a sufficenza per scrivere un nuovo libro solo su questo mese in Germania. Ma per ora preferirei non parlarne”.

    Ora si concederà un periodo di vacanza, non prima di essersi scusato un’ultima volta con “i colleghi presenti in Germania e quelli in Cina che ci hanno rimesso per colpa mia”. Sarà, ma è probabile che tra qualche settimana, con l’inizio della serie A e delle telecronache notturne in diretta, ci sia qualche telespettatore in più solo per sentire di nuovo la sua voce. ===

    CARO BIFO, MA COME RAGIONIAMO, MA DI CHE RAGIONIAMO!?
    MA COME RAGIONANO GLI ITALIANI E LE ITALIANE?! (E GLI EUROPEI?!
    E TUTTI E TUTTE QUESTI “TERRONI” E QUESTE “TERRONE” DEL PIANETA TERRA?!).

    UNA NOTA:

    L’Italia e’ diventata la ’casa’ della menzogna… e della vergogna?!

    di Federico La Sala *

    Elementare!, Watson: Se, nel tempo della massima diffusione mediatica della propaganda loggika, l’ITALIA è ancora definita una repubblica democratica e “Forza Italia” (NB: ’coincidenza’ e sovrapposizione indebita con il Nome di tutti i cittadini e di tutte le cittadine d’ITALIA) è il nome di un partito della repubblica, e il presidente del partito “Forza Italia” è nello stesso tempo il presidente del consiglio dello Stato chiamato ITALIA (conflitto d’interesse), per FORZA (abuso di potere, logico e politico!) il presidente del partito, il presidente del consiglio, e il presidente dello Stato devono diventare la stessa persona. E’ elementare: queste non sono ’le regole del gioco’ di una sana e viva democrazia, ma di un vero e proprio colpo di Stato! (Shemi EK O’KHOLMES).

    E’ tutto finito? La lezione di Antonino Caponnetto: “Nessuno di noi, e io meno di chiunque altro, puo’ dire che ormai tutto e’ finito” (Una preghiera laica ma fervente)!!!

    Su quanti continuano a menare “Lacan per l’aia”, e su questi temi, se non l’hai letta, LEGGI di questa

    “ULTIMA NOTIZIA. Una riunione di grandi intellettuali (uomini e donne) delle Accademie e delle Università della Penisola…”, a questo link:
    http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=3356.

    e alcune note sul:
    PSICOANALISI: LACAN INTERPRETA “KANT CON SADE” E SI AUTO-INTERPRETA CON “L’ORIGINE DEL MONDO” DI COURBET (cfr.: PSICOANALISI: LACAN INTERPRETA “KANT CON SADE” E SI AUTO-INTERPRETA CON “L’ORIGINE DEL MONDO” DI COURBET. Due note).

    P. S. – PER EVITARE CONFUSIONI, e ben-distinguere, RICORDA CHE NON “La Corazzata Potëmkin”, MA – COME DICE “FANTOCCI”(cfr.: “Il secondo tragico Fantozzi”, film di Luciano Salce, 1976) – “”La corazzata Kotiomkin è una cagata pazzesca”!!!

    LUNGA VITA ALL’ITALIA …..

    Federico La Sala

  2. Paolo Fabbri ha detto:

    E bravo Bifo! Recalcati difende il suo brand, il complesso di Telemaco, figlio perbene del nomade, edipico Ulisse. (Telemaco non era proprio un rottamatore: usciva di casa solo per cercare un padre che risolvesse i suoi problemi!). L’ha già fatto alla Leopolda con rumorosi consensi. Poi sono accadute le cose che Recalcati ha rimosso. Intendiamoci: gli psicanalisti hanno la verità e l’efficacia privata del loro strumento di lavoro: il lettino e il linguaggio. Fuori di lì non hanno il potere di distribuire passioni collettive – come l’odio; sono cittadini qualsiasi, col difendibile diritto di aver torto. Giusto che qualcuno lo dia.

  3. Paolo Fabbri ha detto:

    ho scritto stamattica un commento positivo sull’intervento di bifo. E’apparsa la dicitura: in attesa di approvazione.
    Resto in attesa della pubblicazione. paolo fabbri

  4. Paolo Fabbri ha detto:

    In che cosa andava moderato il mio breve intervento? E’ un algoritmo che prende la decisone? Sono curioso. Paolo Fabbri

    • maria teresa carbone ha detto:

      Per evitare che lo spazio dei commenti sia invaso da messaggi “meccanici”, che si autogenerano, per qualsiasi commento – anche questo mio – ci vuole un intervento manuale per la pubblicazione. Altro che algoritmo! E se anche le persone più intelligenti e illuminate pensano subito al complotto, siamo fritti!

      • Paolo ha detto:

        Nessun sospetto di complotti. Sorpresa di non sapere che tutti i messaggi, compresi quelli dei collaboratori abituali di alfapiù sono da moderare.Ora lo so e garantisco che non intendo aggravare il lavoro editoriale con insulti espliciti. Paolo

  5. Giovanni Abbagnato ha detto:

    Tutto semplicemente e maledettamente vero quanto argomentato da Bifo. Ma a peggiorare la situazione c’è il fatto che il resto del maggiore Partito della Sinistra italiana – naturalmente si fa per dire, con riferimento alla Sinistra – ossia quelli che adesso si ribellano – invero in modo insensato fin dall’esordio della loro fronda- al bulletto rottamatore, sono stati anche loro al tempo affascinati dalle teorie Blairiane e, quindi,come giustamente evidenziato, peggio che Teacheriane (i successori conservatori della Tacher hanno mitigato alcune misure sulle politiche sociali di Blair, considerandole troppo dure.Pensa un pò). E fatta qualche inevitabile differenza, anche loro mostravano lo stesso atteggiamento supponente di chi guarda dall’alto dei trogloditi, chi non credeva che Blair rappresentasse una nuova Sinistra, ma benì un supporto formidabile per la vecchia Destra. “Così è se vi pare”e, quindi, uscirne è dura.

  6. luciana ha detto:

    BRAVISSIMO BIFO: nulla nulla di più da aggiungere. Mi hai perfettamente interpretato.

  7. Paolo Fabbri ha detto:

    Insisto per vedere pubblicato il mio commento all’intervento di bifo, commento che è stato inspiegabilmente trattenuto per approvazione. paolo fabbri

    • Andrea Inglese ha detto:

      Caro Fabbri,
      non c’era nessun complotto contro i tuoi commenti, puoi stare tranquillo. Solo un processo di moderazione automatica, che il sito aveva messo in opera…

      • Paolo ha detto:

        La “moderazione automatica ” è quel che chiamo un algoritmo.Il quale è automaticamente cospirazionista:non distingue tra l’ossesso digitale e il collaboratore abituale di Alfabeta.Tutti potenzialmente offensivi e verificabili. Poi ci vuole il lavoraccio dell’approvazione, quindi è meglio essere brevi . E’la vita in rete.
        Rinuncio a intervenire dunque, per non aggravare il lavoro redazionale. Paolo Fabbri

  8. paolo fabbri ha detto:

    E bravo Bifo! Recalcati difende il suo brand, il complesso di Telemaco, figlio perbene del nomade, edipico Ulisse. (Telemaco non era proprio un rottamatore: usciva di casa solo per cercare un padre che risolvesse i suoi problemi!). L’ha già fatto alla Leopolda con rumorosi consensi. Poi sono accadute le cose che Recalcati ha rimosso. Intendiamoci: gli psicanalisti hanno la verità e l’efficacia privata del loro strumento di lavoro: il lettino e il linguaggio. Fuori di lì non hanno il potere di distribuire passioni collettive – come l’odio; sono cittadini qualsiasi, col difendibile diritto di aver torto. Giusto che qualcuno lo dia.

  9. Sciltian Gastaldi ha detto:

    Scusi, esattamente come ha fatto Renzi a decurtarle il salario da insegnante? Perché la 107 ha assunto a tempo indeterminato in tre anni 180.000 precari storici che erano ad ammuffire nelle GAE, anche da 30 anni, in alcuni casi. Poi con i famosi 80 euro al mese, da 3 anni circa 11.700.000 italiani prendono con un reddito fino a 26.000 euro prendono 80 euro in più al mese. Infine, ogni anno i docenti di ruolo – immagino dunque anche lei – hanno il bonus cultura per comprare libri, da 500 euro/anno, più possono concorrere al bonus di merito, che va dai 200 ai 1800 euro all’anno. Infine, c’è un accordo fra sindacati della scuola e ministro Madia per un aumento di 85 euro a partire dal prossimo settembre, dopo che si aspettava la chiusura del nuovo contratto non ricordo più da quanto. Poi vorrei ricordare che la 107 contempla un piano straordinario per l’edilizia scolastica di quasi 5 miliardi di euro, come non accadeva da 40 anni. Pensi che io, da docente con un C2 d’inglese, posso arrotondare insegnando anche delle ore extra all’interno di un progetto CLIL, con grande soddisfazione dei miei studenti. Insomma, può spiegare come mai solo a lei Renzi avrebbe decurtato lo stipendio? Grazie.

    • Giuseppe Campanella ha detto:

      Sicuramente lei è da anni al vertice della progressione contrattuale della retribuzione. Altrimenti si sarebbe accorto, en passant, che il blocco dei gradoni reiterato da Renzi fino alla fine del 2018, sottrae mediamente 3000 euro l’anno dalla “stratosferica” retribuzione dei docenti.

  10. Federico La Sala ha detto:

    E BRAVO PAOLO FABBRI! A ONORE DI BIFO E SUO, mi sia permesso, riprendo qui una mia “vecchia” nota sul clima e sulla situazione del 2003:

    EDIPICHE AVANCES DI “UNA VECCHIA SIRENA” E L’ITALIA DEVASTATA DA “PESTE E COR_NA”

    (Un omaggio a René Girard e) Una presa di posizione per l’Unità

    di Federico La Sala *

    L’UNITA’ (il quotidiano diretto da Furio Colombo, fondato da Antonio Gramsci, e – non si sottovaluti la cosa – l’UNITA’ stessa) della nostra DEMOCRAZIA sta subendo in questi giorni un durissimo attacco. Cosa c’è al fondo e dietro? C’è la forza, l’astuzia, la volontà di potenza e la menzogna di chi non vuole rispettare le REGOLE DEL GIOCO democratico e costituzionale e pretende di imporre la SUA legge e il SUO dominio. Di qui il boicottaggio e la rabbia contro chi ha il coraggio di servirsi della propria intelligenza senza essere guidati da un altro. Ripartiamo (dalla caverna e) dalle figure!

    La vignetta di DM, sull’Unità del 3.10.2003 in prima pagina – in riferimento alla votazione alla Camera sulla legge Gasparri e ai 36 “franchi tiratori” – registra un fatto fondamentale. VALE UNA LEZIONE di Filosofia e di Politica per tutti i cittadini e per tutte le cittadine, oltre che per i tutti i cittadini e per tutte le cittadine Parlamentari:

    “Signore A: QUALCUNO HA VOTATO SECONDO COSCIENZA…; Signor B: DOVEVATE PERQUISIRLI… AVEVO DETTO DI NON PORTARLA IN AULA”.

    Evidenzia il legame circolare che esiste tra la libertà della coscienza e la sovranità democratica e ci sollecita ulteriormente e ancor di più a SVEGLIARCI e a ricordare che la COSTITUZIONE è la nostra carta d’identità e il nostro passaporto (su questo, cfr. il commento di Furio Colombo sull’Unità del 2.06.2002) di cittadini e cittadine libere – sovrani e sovrane, come insegnava don Lorenzo Milani. E ancor di più e meglio – al di fuori del sonnambulismo mediatico e mediasetico -mette in risalto il l-e-g-a-m-e tra l’art. 1 ([…] LA SOVRANITA’ appartiene al POPOLO, che la esercita nelle forme e i limiti della COSTITUZIONE) e l’art. 67 (OGNI MEMBRO del PARLAMENTO rappresenta la NAZIONE ed esercita le sue funzioni SENZA VINCOLO DI MANDATO); e quanto PREZIOSO – se non vogliamo non cadere o nella confusione e il caos o nella dittatura AZZURRA!!! – sia questo L-E-G-A-M-E.

    In democrazia e per la democrazia, bisogna averlo caro. Preoccupiamocene…. Abbiamone cura: I CARE, come scriveva don Milani nella sua Scuola di Barbiana. Ricordiamoci di ricordarlo. La nostra stessa sana e robusta costituzione dipende da QUESTO LEGAME, perderlo significa essere pronti ad ogni avventura – senza più bussola e altro strumento d’orientamento – e passare da un presidente-padre di tutti gli italiani e di tutte le italiane a un presidente padrone di tutto e di tutti e di tutte: da cittadini-re e cittadine-regine con in testa la CORONA a sudditi e a suddite di una società sempre più segnata dalla “rivalità mimetica”(René Girard) e piena di PESTE e di COR_NA, non più figli e figlie di una relazione democratica ma figli e figlie di una relazione astuta, autoritaria, menzognerae violenta. Significa ritornare indietro alla dialettica padrone-servo!

    Al contrario, democraticamente, e come profondamente aveva capito Holderlin (e, sulla sua strada, non Hegel, non Marx e nemmeno Heidegger, ma Feuerbach … e il maestro del nostro presidente Ciampi, Guido Calogero), noi siamo un dialogo! Negare questo, significa porsi fuori da questo orizzonte e auto-accecarsi. Il risultato è la rabbia, contrassegno di ogni idealismo e di ogni autoritarismo, che porta alla negazione dell’altro ..e “a Siracusa” (Platone-Heidegger) o, in ultimo, solo alla pace perpetua (e non nel senso e nella direzione indicata da Kant!).

    Contro tutte le menzogne, si tratta di NON NEGARE e non spezzare IL LEGAME: ne va di ognuno e di ognuna di noi stessi e stesse, in prima persona, e tutti e tutte insieme. Chi vuole la morte dell’Unità (della libertà di stampa, del quotidiano diretto da Furio Colombo e fondato da Antonio Gramsci, e del nostro stesso legame politico-sociale… e personale!) che ci lega e ci fonda, CANTA solo vecchie canzoni e dice solo vecchie menzogne, non sopporta la differenza e vuole fare L’ALTRO a immagine e somiglianza di se stesso. Una semplice diavoleria – nient’altro!

    ***

    “Berlusconi MI E’ SEMBRATO- così Bruno Vespa ha commentato (La Stampa, 29 settembre 2003) il messaggio del Presidente del Consiglio a reti unificate, all’indomani del blackout nazionale – davvero in forma, è tornata la VECCHIA SIRENA, il SOLITO comunicatore dei tempi migliori. SEMBRAVA un un padre di famiglia che torna a casa e racconta alla moglie e i figli come è andata”. QUESTA è la verità, nient’altro che la verità!

    Se si fa attenzione, Vespa ha PARAGONATO il signor B. a una VECCHIA SIRENA e, in quanto tale, ad ULISSE. Il messaggio è più sottile e dice e non dice: accenna, come l’oracolo di Apollo a Delfi. Il signor B. non è il padre di tutti gli italiani e di tutte le italiane e non è lo sposo di Penelope-ITALIA e il re di ITACA-ITALIA. Il signor B. si è presentato da VECCHIA SIRENA e da signor B., presidente di FORZA Italia, si è CAMUFFATO da Ulisse, sposo della Regina e re (del partito-azienda) di FORZA Italia, all’ITALIA agli italiani e alle italiane. Che gli italiani e le italiane vogliano diventare tutti figli e tutte figlie dell’edipico e falso Ulisse e essere tutti e tutte parte del partito “forza italia” … questo è un problema dei cittadini e delle cittadine d’ITALIA e del Presidente della Repubblica d’ITALIA …. non di Vespa – ovviamente!

    E io non credo affatto che gli italiani e le italiane abbiano già ’ucciso’ dentro di loro il loro padre-presidente, né che vogliano perdere la loro corona di cittadini-sovrani e cittadine-sovrane!

    * http://www.ildialogo.org.filosofia, Mercoledì, 15 ottobre 2003

  11. Paolo z ha detto:

    Brutta prosa,pensiero modesto,( più narciso che pancia)per esprimere il sentimento più social condivisibile:la banalità dell’ odio.senza un filo di ironia,senza un filo di classe.Il segreto che fa sopravvivere Renzi nonostante tutto? Subire attacchi simili a questo.

    • Giuseppe Campanella ha detto:

      quoto:Il segreto che fa sopravvivere Renzi nonostante tutto? Subire attacchi simili a questo.
      Ma è così sicuro che Renzi sia ancora vivo e non piuttosto già in compagnia dei cadaveri di sinistra di cui parla lo psichiatra?

  12. Federico La Sala ha detto:

    2017-1917: PER NON PERDERE IL FILO …

    “VIVA CAPORETTO!”: UN’UTILE RILETTURA. Curzio Malaparte, un secolo dalla disfatta (cfr.: Gabriele Sabatini, “doppiozero”, 19.07.2017: http://www.doppiozero.com/materiali/curzio-malaparte-un-secolo-dalla-disfatta).

    Federico La Sala

  13. maria teresa carbone ha detto:

    A proposito di commenti, preghiamo i lettori di non superare le 2000 battute, spazi inclusi, pena la non pubblicazione del testo.

  14. Federico La Sala ha detto:

    ITALIA, 2017-1917: “CAPORETTO”. PER NON PERDERE IL FILO – E LA MEMORIA….

    “KAPUTT” (C. Malaparte, 1941-1943). « Lei conosce l’origine della parola *kaputt*? È una parola che proviene dall’ebraico *koppâroth*, che vuol dire *vittima*.»(Curzio Malaparte). Come è noto, *kaputt* in tedesco corrisponde a *rotto, fuori combattimento, guasto* (vedi: https://it.wikipedia.org/wiki/Kaputt).

    EVIDENTEMENTE SERGIO BENVENUTO VUOLE FARE L’*AMERICANO* (vedi “Fake knowledge”, “doppiozero”, 20.07.2017: http://www.doppiozero.com/materiali/fake-knowledge), e ovviamente NON HA LETTO L’ART. DI GABRIELE SABATINI (vedi “Curzio Malaparte, un secolo dalla disfatta”, “doppiozero”, 19.07.2017: http://www.doppiozero.com/materiali/curzio-malaparte-un-secolo-dalla-disfatta) e non si è ricordato del lavoro di C. Malaparte, intitolato *KaputT*, una “feroce pagina della storia europea” (G. Sabatini).

    CONFERMARE I PROPRI DESIDERI…. Sergio Benvenuto : “Ho sostenuto altrove (Dicerie e pettegolezzi, Il Mulino, 2000) che tutte le leggende metropolitane, o bufale che dir si voglia, puntando sulla consonanza narrativa, svolgono una stessa funzione: *confermare i propri desideri* (vedi “Storytelling versus verità”, “doppiozero”, 12 Gennaio 2017: http://www.doppiozero.com/materiali/storytelling-versus-verita).

    AL DI LA’ DELLA POST-VERITA’. La verità dagli Inhuit (“Ho parlato con amici eschimesi, e mi hanno detto che in realtà esiste una parola per *neve* nelle tre principali lingue inhuit: si dice *aput* tra gli eschimesi della Groenlandia…”), la verità di “Fantocci”: “La corazzata Kotiomkin è una cagata pazzesca” (cit. da.: “Il secondo tragico Fantozzi”, film di Luciano Salce, 1976), e la verità di “Fantozzi” secondo S. Benvenuto: “La Corazzata Potëmkin è una boiata pazzesca!”(vedi “Fantozzi e Kafka. Vittime”, “doppiozero”, 15.07.2017: http://www.doppiozero.com/materiali/fantozzi-e-kafka-vittime).

    19 LUGLIO 1992- 19 LUGLIO 2017: PER L’ITALIA E PER LA COSTITUZIONE! Se è vero, come è vero, che – come scrive Benvenuto a conclusione della sua riflessione sul *falso sapere* – “abbiamo poco scampo al fake knowledge”, personalmente, credo che proprio in questo “poco” c’è grande *benjaminiana* possibilità…

    LUNGA VITA ALL’ITALIA!!!

    Federico la Sala

  15. iskratov ha detto:

    hanno trascinato il paese in un referendum per conto dell’ oligardhia; ci hanno costretti a votare per difendere quello che resta, sulla carta, dei nostri diritti; hanno fallito lo scopo; il paese ha detto NO; loro giuravano che dall’ esito di quel referendum sarebbe dipeso il loro futuro politico…E invece sono ancora lì che vanno avanti e indietro da tutti i media di regime. E continueranno il loro famigerato piano per cancellare del tutto lo stato sociale (roba da comunisti, che diamine!) e comprimere la democrazia. Non è fascismo, è il neoliberismo e meriterebbe come il fascismo una resistenza senza sconti. Purtroppo hanno occupato il parlamento, dicono anche di essere di sinistra, con una malvagità sorprendente; e come alternativa lasciano solo un blando fascismo. Morta la sinistra , che non può coesistere con il neolibersimo, (anzi, finché sussiste il neoliberismo in economia, ogni idea di sinistra è bandita, nel vero senso della parola, messa al bando), restano solo questi manager freddi che rubano diritti in nome dell’ oligarchia o i fascisti soft che forse non sono peggio di loro, anzi…POi se qualcuno ha da ridire nelle piazze, giù manganellate…

  16. iskratov ha detto:

    Aggiungo, Renzi rappresenta la faccia del neoliberismo che avanza anche qui da noi in Italia e che ovunque scardina le vecchie democrazie egualitarie. E’ vero, prima c’ era Monti, e Berlusconi e tutta la legione dei servi del capitale finanziario che erode alla base i diritti dei cittadini da più di vent’anni. E’ il neoliberlismo, bellezza…le multinazionali che danno scacco alle democrazie. I giornali, i partiti e i Parlamenti controllati da cricche di super-ricchi che hanno in mente solo il proprio profitto, i propri interessi, centuplicare i guadagni, sulla pelle delle democrazie e di un pianeta che va incontro alla sesta estinzione di massa. Siamo nel Capitalocene l’ era del capitalismo selvaggio, senza freni. Poche multinazionali che controllano tutto, sulla pelle delle democrazie. Hanno pure votato per il CETa questi miserabili servi che si dicono di centro-sinistra. Allora perchè dovremmo voler bene a Renzi, lo odiamo, perché ci ricorda che stiamo tornando schiavi, senza più diritti, e a vederlo ci vengono in mente quelli che l’ hanno messo lì. Gente potente, che trama per sovvertire la Costituzione nata dalla Resistenza, quella che di dichiara che siamo tutti uguali. Lo odiamo, noi di sinistra, un odio politico, certo, ma non lo odiamo abbastanza, a quanto pare.

  17. Federico La Sala ha detto:

    CORSI E RICORSI DELLA STORIA: UN OMAGGIO A GIAMBATTISTA VICO E
    ALLA REDAZIONE DI ALFABETA-2: UNA PAGINA DAL LAVORO DI CARLO LEVI, “CRISTO SI E’ FERMATO A EBOLI” … *

    =====(…) rileggere il ricco e complesso lavoro sociologico-politico (altro che “romanzo”!) di Carlo Levi, “Cristo si è fermato ad Eboli”=====

    ALIANO (MATERA). “Dopo la piazza, la strada risaliva, superava un costone, e ridiscendeva in un’altra minuscola piazzetta, circondata di case basse. In mezzo alla piazza si ergeva uno strano monumento, alto quasi quanto le case, e, nell’angustia del luogo, solenne ed enorme. Era un pisciatoio: il più moderno, sontuoso, monumentale pisciatoio che si potesse immaginare; uno di quelli di cemento armato, a quattro posti, con il tetto robusto e sporgente, che si sono costruiti soltanto in questi ultimi anni nelle grandi città. Sulla sua parete spiccava come una epigrafe un nome familiare al cuore dei cittadini: “Ditta Renzi – Torino”.
    – Quale bizzarra circostanza, o quale incantatore o quale fata poteva aver portato per l’aria, dai lontani paesi del nord, quel meraviglioso oggetto, e averlo lasciato cadere, come un meteorite, nel bel mezzo della piazza di questo villaggio, in una terra dove non c’è acqua né impianti igienici di nessuna specie, per centinaia di chilometri tutto attorno?
    Era l’opera del regime, del podestà Magalone. Doveva essere costato, a giudicare dalla sua mole, le entrate di parecchi anni del comune di Gagliano.
    Mi affacciai al suo interno: da un lato un maiale stava bevendo l’acqua ferma nel fondo del vaso, dall’altro due ragazzi ci buttavano barche di carta.
    Nel corso di tutto l’anno non lo vidi mai adibito ad altra funzione, né abitato da altri che non fossero maiali, cani, galline, o bambini; se non la sera della festa della Madonna di settembre, in cui alcuni contadini si arrampicarono sul suo tetto per meglio godere, da quell’altezza, lo spettacolo dei fuochi artificiali.
    Una sola persona lo usò spesso per l’uso per cui era stato costruito; e quella persona ero io: e non l’usavo, debbo confessarlo, spinto dal bisogno, ma mosso dalla nostalgia […]”.

    * Cfr. L’INGENS SYLVA E LA PAURA DELLA LIBERTA’: CARLO LEVI, NELL’ORIZZONTE DI VICO, BENJAMIN, ED ENZO PACI. Un invito alla ri-lettura di “Cristo si è fermato ad Eboli” – http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=5778

    Federico La Sala

  18. FEDERICO LA SALA ha detto:

    *AVANGUARDIA* (IDEOLOGIA E LINGUAGGIO) e, OGGI. NOTA SU UNA INTERVISTA-LEZIONE DI EDOARDO SANGUINETI – A MEMORIA SUA (E DI PRIMO MORONI)…

    PER EVITARE PERSONALISMI DA STRAPAZZO E, INSIEME, ULTERIORI OPERAZIONI COME QUELLE DEL “podestà Magalone” (cfr. LA LEZIONE DI CARLO LEVI – OGGI: LA “DITTA RENZI” (DI TORINO) AD ALIANO (MATERA). Un invito alla ri-lettura di “Cristo si è fermato ad Eboli”: http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=5779),

    E per più puntuali riflessioni, forse, è cosa buona rileggere ***Approfondimenti a: Edoardo Sanguineti, “Avanguardia”*** (https://www.alfabeta2.it/2010/07/10/approfondimenti-edoardo-sanguineti-avanguardia/) e, in particolare, rivedere l’intervista nel “Video di Uliano Paolozzi Balestrini”!

    E, infine, se mi è consentito, su un’altra importante riflessione di Sanguineti (del 1998) sul “Manifesto” di Marx ed Engels) e, in generale, sul nostro storico presente (sul nostro *presente storico*!), si cfr.: la “Lettera da ‘Johannesburg’ a Primo Moroni (in memoriam)” – http://xoomer.virgilio.it/gsarubbi/filosofia/chisiamonoi21062003.pdf).

    Federico La Sala

  19. Riccardo Mattei ha detto:

    Mi spiace essere in sereno ma totale disaccordo con Berardi Bifo. Sono un architetto libero professionista che ha sempre lavorato nel privato e sono pure di sinistra. Non sono e non sono mai stato un proletario , bensì un borghese (Marx l’ho letto e qualcosa ricordo); illuminato e progressista ma borghese da un punto di vista del materialismo. Ho inteso questa mia appartenenza (sono ancora azionista del Manifesto) in modo semplice: non accettare tangenti da nessuno e pagare quel che si deve di tasse. Le mie tasse come quelle di molti altri onesti cittadini hanno finanziato in parte dei servizi onesti e giusti ed in parte (temo ampia) l’inefficenza e l’ipertrofismo degli apparati pubblici del nostro paese (opere pubbliche inutili comprese). Quando le fu possibile e data l’occasione, la nostra sinistra evocata da Bifo ha dilapidato il consenso sui temi della giustizia e dell’uguaglianza, accomodandosi al tavolo di un burocratismo consociativo che insieme all’arroganza provinciale del capitalismo italiano, sempre negatore del libero mercato a favore del favoritismo pubblico verso il privato compiacente e potente, ha creato il nostro mostruoso debito pubblico, vero macigno che impedisce ogni libera attività e discussione. Burocratismo consociativo ed un pò demagogico che ancora resiste nelle varie fazioni nostalgico rifondarole. Vada pure a vedere in altri paesi straziati dal neoliberismo come funziona lo stato sociale (assai bene) che la nostra società pelosamente caritatevole e puntutamente antagonista (a parole) non sa o non vuole praticare.
    Lasci stare quindi Bifo lo studentello arrogante di Rignano ed il suo maestro britannico e pensi che è stata anche la tavola apparecchiata da quel consociativismo (molto demagogico) che ha spinto la sinistra (tutta) ad una morte precoce nell’esaltazione dei diritti e nella contemporanea omissione dei doveri. La scuola di cui Berardi Bifo sente tanta nostalgia è quella in cui con la complicità sinergica di governi e sindacati si andava in pensione con i mitici 19 anni sei mesi ed un giorno (e lo paghiamo tutti mnoi adessso) ? No grazie. A quella sinistra preferisco l’arroganza del rignanese che perlomeno voleva intraprendere la strada delle riforme. Questa sarebbe la vera novità, toccare i privilegi che si sono nascosti per troppo tempo dietro il paravento dei diritti (la sua sinistra molto, ma molto complice di questo disastro). Lo sa Berardi Bifo quanti liberi professionisti e piccoli imprenditori si sono siucidati in questi anni di crisi (e quanti dipendenti pubblici hanno dovuto compiere un gesto così tragicamente estremo)? Si informi e poi, se crede e vuole, torni a parlare dell’arroganza altrui. Magari odiandolo.
    Io preferisco ragionare.

    Distintamente

    Riccardo Mattei

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