Alberto Capatti

La miglior ricetta non è la pesca Melba di Auguste Escoffier, architettura con timballo d’argento, ghiaccio, gelato di vaniglia, zucchero filato, purea di lamponi e pesche pelate (Souvenirs inédits, Laffitte, 1985). Riccardo Morbelli, già coautore dei Quattro moschettieri Perugina, ne’ Il boccafina (Casini 1967), ci ricorda alcuni detti popolari che valgono una ricetta.

“All’amico pela il fico
Pela il persico al nemico”

Il secondo consiglio è :

“Va mangiata maturissima. In caso contrario, attenzione :
Chi mangia le pesche dure,
Non mangerà le mature:”

Le pesche ripiene – di tutto : marmellata di albicocche, amaretti, ricotta, cioccolata, mandorle ecc. – lasciamole agli storici della cucina ai cultori di Pellegrino Artusi che vi metteva mandorle dolci, mandorle di pesca, cedro, arancio candito e savoiardi: La vera ricetta è oggi la pesca matura con la pelle. Chi frequenta mercati e supermercati sa quanto è difficile da realizzare e quanta cura domanda la maturazione domestica, e forse per questo, stizzito, la taglia e la bagna col vino quando addirittura non la farcisce e la cuoce.

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