Con l'Alfadomenica di oggi prende il via Alfadisco una nuova rubrica bimestrale di segnalazioni discografiche recenti, a cura di Paolo Carradori. Intanto, la redazione di Alfabeta è al lavoro su uno speciale che proporremo nel mese di agosto, ed è in preparazione il programma per l'autunno. Tra le diverse iniziative, un seminario sul turismo come industria cardine della nostra contemporaneità, il tema che, partendo dal libro di Marco d'Eramo Il selfie del mondo, stiamo analizzando nel gruppo di lettura online avviato all'interno del Cantiere di Alfabeta. Ai lettori che non lo hanno ancora fatto, raccomandiamo ancora una volta di iscriversi all'Associazione Alfabeta: non è solo il modo per sostenere la rivista, ma anche (o soprattutto) per avere la possibilità di collaborare in modo attivo al nostro progetto.

Ed ecco il sommario completo di Alfadomenica:

  • Paola Dècina Lombardi, In volo sulla pelle di zigrino. Incontro con Mathias Énard: «Nei primi romanzi ho riciclato il materiale delle mie ricerche universitarie sull’orrenda violenza che si era consumata nella cosiddetta Guerra del Golfo tra Iran e Irak, e nella guerra civile libanese», ha detto Mathias Énard nell’incontro col pubblico al Salone del libro di Torino nel maggio scorso, presentando Bussola insieme ad Andrea Bajani. «È stata un’esperienza decisiva», ha aggiunto. «Da allora ho sentito che dovevo fare qualcosa, che dovevo diventare anch’io un combattente, ma non pensavo che avrei affrontato la violenza in forma di romanzo». - Leggi:>
  • Paolo Carradori, Alfadisco # 1 - giugno 2017: Questo è un lavoro che riesce a centrare il magico equilibrio tra rigore estetico e libertà espressive. Thinking of Alexander Skrjabin cita il sottotitolo, infatti il compositore russo è il grande ispiratore, o più semplicemente il pretesto per un percorso immaginifico, delicato, quasi sottovoce, colmo di colori, sfumature e guizzi ritmici. Trovesi e Petrin si portano dietro storie e percorsi musicali importanti  - Leggi:>
  • Alberto Capatti, Alfagola / La macedonia: Riprendo il quaderno del 1927, già citato, per cercare di sciogliere un mistero: la macedonia. Non è un enigma etimologico: la parola deriva dal francese macédoine ed evoca una regione balcanica dove tutt’ora convivono popoli e culture diverse. Fra le prime attestazioni è quella de Le cuisinier gascon (Macédoine à la paysanne, Amsterdam 1740, 139), non di frutta ma di legumi e ortaggi (piselli, fagiolini, carote) conditi con burro e passati al forno, a bassa bassa temperatura. La frutta verrà poi, nell’Ottocento, rendendo la macedonia, per il suo stesso nome, una preparazione da chef o da massaia (in quest’ultimo caso chiamata salade de fruits, insalata di frutta).  - Leggi:>
  • Antonella Sbrilli: Alfagiochi / Biennale alla lettera - 3“L’arte è una grande bugia, ma non ha le gambe corte” e “Cerco solo compagni di gioco”. Ripartiamo da qui, da questi due pensieri di Maria Lai (1919-2013) per riprendere il filo del nostro gioco: anagrammare i nomi degli artisti e delle artiste presenti alla 57ma Biennale di Venezia.  - Leggi:>
  • Semaforo: Biblioteche - Copie - Gentrificazione - Leggi:>
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