l’uomo che fugge è solo
sulla spiaggia sembra salma
o manichino
nella corsa oltre le rocce
senza dove

l’acqua lambisce
la bocca alla gola l’acqua
disseta
il sole affoga

l’uomo sulla spiaggia
corre senza sosta:
erano le sette
il cuscino gonfiabile l’alga
tutta ripiegata

prova a ricordare:
qualcuno c’era, accanto e dietro,
poi come cispa
da un unico occhio
è precipitato
su colonie di molluschi,
grandinato in mare.

Si specchia nella pietra,
lucida e salmastra, si guarda attorno,
a pochi metri una casa vicina,
un abbaglio cancella la lingua,
e il crimine passa inosservato
sulla spiaggia del naufragio.

Il non compleanno

Salto il fosso di un lungo sonno, mi sveglio
il giorno del mio non compleanno.
Gli anni passati festeggiavo
ritagliandomi un’immagine a occhio,
questa volta farò uso dello specchio.
Salto il fosso dell’oracolo, nella quiete
la cura al mal di testa è dentro l’urna,
non muovo un muscolo.
Spolvero un’immagine spoglia
dicano pure che il cartone è un lago.
Salto il fosso delle stagioni, mi perdo
in reticoli che non riconosco,
è lontano il paesaggio riflesso
ma le alghe sostengono, potrei galleggiare
potrei farlo poi esco.

Elisa Alicudi collabora alle attività del gruppo sparjurij e alle sue propaggini editoriali, come la rivista letteraria "Atti Impuri" (sia cartacea che online www.attimpuri.it ). Ha partecipato a Slam e letture in giro per l'Italia. Suoi testi sono apparsi su alcuni blog letterari, nell'antologia Paesaggio 013, a cura di Tommaso Ottonieri (Caratteri Mobili, Bari, 2012) e sulla rivista "Smerilliana" n. 17. Si è occupata di poesia russa del Novecento. Vive a Torino.

Il ciclo Una poesia è a cura di Ivan Schiavone

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