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Nel 2013 i designer croati Nikola Djurek e Marija Juza hanno creato la font ibrida Balkan Sans, che usa gli stessi glifi per rappresentare le lettere equivalenti negli alfabeti latini e cirillici. Nelle parole dei suoi ideatori, Balkan Sans "... demistifica, depoliticizza e riconcilia le due lingue in nome dell'educazione, della tolleranza e, soprattutto, della comunicazione". Il croato e il serbo sono lingue simili che difficilmente potrebbero apparire più diverse nelle loro forme scritte. Balkan Sans le rende reciprocamente intelligibili, in modo che due vicini possano corrispondere via email senza problemi. Da barriera tra le nazioni la tipografia si è trasformata in un ramoscello d'olivo.

Ben Hersh, How Fonts Are Fueling the Culture Wars , Backchannel, 22 maggio 2017

Placebo

I placebo hanno una cattiva reputazione. Secondo l'opinione prevalente sono efficaci solo quando chi li assume è indotto a credere che si tratti di veri farmaci. In questo senso, prescrivere trattamenti fittizi non è etico. Ma nel caso di [Linda] Buonanno non c'è stato inganno. E non è la sola. Una ricerca comparata di cinque studi, che ha coinvolto 260 pazienti ed è stata pubblicata il mese scorso, ha scoperto che i placebo "a etichetta aperta” – quelli cioè in cui i pazienti sanno che il medicinale non contiene ingredienti attivi – possono migliorare i sintomi in una serie di situazioni. Questo numero crescente di prove solleva una serie di domande importanti. Come funzionano i placebo “a etichetta aperta”? In quali situazioni funzionano? E i medici dovrebbero prescriverli?

Nic Flening, ‘I knew they were sugar pills but I felt fantastic’ – the rise of open-label placebos, The Guardian, 22 maggio 2017

Sostenibilità

Entro il 2020, i millennials saranno il gruppo demografico più numeroso della forza lavoro globale, il che significa che le imprese di moda dovranno ora soddisfare le loro preferenze, piuttosto che quelle della Generazione X. Moltissimi millennials individuano nella sostenibilità un fattore che influenza le loro abitudini di acquisto. Ma mentre un terzo di loro afferma di essere più incline a comprare da aziende consapevoli delle responsabilità sociali (contro un quarto di quanto affermano gli ultracinquantenni, secondo BCG) soltanto "una minima percentuale di tutti i consumatori è disposta a pagare di più per un prodotto sostenibile".

Robin Mellery-Pratt, 5 Sustainability Threats Facing Fashion , Business of Fashion, 26 maggio 2017

Il Semaforo di Alfabeta è a cura di Maria Teresa Carbone

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