Claudio Canal

bokoAlcune delle donne rilasciate ai primi di maggio da Boko Haram.

Ho cercato altre foto. Vi ho ritrovato gli stessi occhi. Io le guardavo, contento per la loro liberazione, e non incrociavo un sorriso. Quasi mai. Una contentezza fuori luogo, la mia? Sguardi asimmetrici che mi hanno riportato al volto di una donna nigeriana che per un certo periodo ho accompagnato nell’apprendimento dell’italiano. Era gentile e acuta. Mi guardava molto seria e dietro di me rivedeva la fila dei maschi che l’avevano “frequentata” ai bordi di una strada di periferia. Alla sua mente io quello le restituivo.

Dal 2013 hanno avuto inizio i sequestri di donne e bambini. C’è chi dice che 2000 siano nelle mani di Boko Haram. Il web mi ha consegnato storie e pensieri che hanno complicato il mio sentimento. Mi sono fatto accompagnare dalla rilettura di un classico della storia europea, Norman Cohn, I fanatici dell’Apocalisse, che nell’originale (1957) suona così: The Pursuit of the Millennium: Revolutionary Millenarians and Mystical Anarchists of the Middle Ages.

Storie d’amore . Donna chiusa dalla testa ai piedi da un niqab nero mentre abbraccia un Kalašnikov . In un ambiente patriarcale, sposare un combattente di Boko Haram , può essere un modo per acquisire un potere mai goduto. “È l’amore della mia vita!” raccontano alcune, con nostalgia. Amore e Morte. Matrimonio forzato? Non molto di più dei matrimoni normali. Nella linea d’ombra dell’impenetrabile foresta di Sambisa dove si nascondono i combattenti sgorga anche l'eros romantico . Il binomio carnefice/vittima è troppo poco e troppo semplice.

boko2Born again . A tutti e a tutte, musulmane comprese, è richiesta una nuova conversione all’Islam jihadista versione Boko Haram. Rinati per una religione esclusivista e sanguinaria, che promuove l’apocalisse purificatoria, la redenzione del mondo presente tramite il sacramento della violenza. Le donne sono il territorio vivente e simbolico in cui questa memoria dal sottosuolo si realizza.

Lupi, agnelli. In mancanza di strumenti di protesta sociale la rottura col mondo presente si esprime in termini di teologia politica ed etnica . Alla “vocazione” jihadista è tuttavia essenziale l'emozione .

Tornare a casa. Non suscita sorrisi. Non è una festa. La acuminata memoria del patimento non si scioglie, investita da un’onda di stigma . I bambini e le bambine venute alla luce nel buio della foresta sono sangue cattivo . La spose di Boko sono contaminate. Le spose di Boko sono radicalizzate .

Helon Habila . Qualcuno al mondo aveva mai sentito parlare di Chibok, Nord della Nigeria, 65.000 abitanti, quasi sempre senza elettricità e acqua? Lo scrittore nigeriano residente in USA, noto in Italia, si fa per dire, per Angeli Dannati, Sartori, 2005, è tornato dalle sue parti e ha raccontato The Chibok Girls: The Boko Haram Kidnappings and Islamist Militancy in Nigeria , Columbia Global Reports, dicembre 2016. Da tradurre.

Nigerian Halleluja . Le ragazze liberate sono state due settimane a disposizione delle autorità nella capitale, Abuja. Qualcuno dice che è solo un complotto mediatico .

Poi sono effettivamente tornate. Smentite le mie elucubrazioni.

Io dico che adesso sorridono. E piangono

boko3Dico, c’è una tenerezza senza frontiere
nel vostro sorriso adolescente.
Niente è più haram,
i troppi padri e mariti e uomini.
È nova la vostra vita
la vostra colorata eleganza del cuore.
Il boko del mondo
lo leggiamo con voi.

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2 Risposte a Festa e dolore per le spose di Boko

  1. Federico La Sala ha detto:

    CONTINUITA’ NASCOSTE! USCIRE DALLA PREISTORIA…

    “Dal 2013 hanno avuto inizio i sequestri di donne e bambini. C’è chi dice che 2000 siano nelle mani di Boko Haram.
    Il web mi ha consegnato storie e pensieri che hanno complicato il mio sentimento.
    Mi sono fatto accompagnare dalla rilettura di un classico della storia europea, Norman Cohn, I fanatici dell’Apocalisse, che nell’originale (1957) suona così:
    The Pursuit of the Millennium: Revolutionary Millenarians and Mystical Anarchists of the Middle Ages.
    (…) Qualcuno al mondo aveva mai sentito parlare di Chibok, Nord della Nigeria, 65.000 abitanti, quasi sempre senza elettricità e acqua? Lo scrittore nigeriano residente in USA, noto in Italia, si fa per dire, per Angeli Dannati, Sartori, 2005, è tornato dalle sue parti e ha raccontato
    The Chibok Girls: The Boko Haram Kidnappings and Islamist Militancy in Nigeria , Columbia Global Reports, dicembre 2016. Da tradurre”(Claudio Canal, Festa e dolore per le spose di Boko: https://www.alfabeta2.it/2017/05/23/boko/).

    Condivido e sottoscrivo.

    Federico La Sala

  2. Federico La Sala ha detto:

    SUI FANATICI DELL’APOCALISSE, DUE NOTE BENJAMINIANE… *

    ===Io dico che adesso sorridono. E piangono. = Dico, c’è una tenerezza senza frontiere/nel vostro sorriso adolescente./
    Niente è più haram,/i troppi padri e mariti e uomini./ È nova la vostra vita /la vostra colorata eleganza del cuore./Il boko del mondo /lo leggiamo con voi.” (C. Canal)===

    A. “In ogni epoca bisogna cercare di strappare la tradizione al conformismo che è in procinto di sopraffarla” (w. Benjamin).

    B. “Articolare storicamente il passato non significa conoscerlo “come propriamente è stato”. Significa impadronirsi di un ricordo come esso balena nell’istante di un pericolo” (W. Benjamin).

    * SUL TEMA, mi sia consentito, si veda: L’ATLANTE DEL “PARADISO IN TERRA”, BOLOGNA, DANTE, E LA “MEMORIA” DI ABY WARBURG: http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=5878

    Federico La Sala

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