Post-Truth-HeadlineNel suo intervento sulla pervasività dei selfie, con cui apriamo l'alfadomenica di oggi, Donatella Della Ratta cita questa frase di Siegfried Kracauer: “Mai come ora un'epoca è stata così informata su se stessa, se essere informati significa avere un'immagine di oggetti che ci rassomigliano. Mai come ora un'epoca ha conosciuto così poco di se stessa”. Difficile trovare una migliore introduzione al primo seminario organizzato dal Cantiere di AlfabetaVerità alternative. Filosofia / media / politica / scienza, in programma giovedì 25 maggio alle 18, presso lo Spazio culturale Moby Dick (via E. Ferrati 3). Partecipano Mario De Caro, filosofo, Ida Dominijanni, giornalista e filosofa, Andrea Grignolio, storico della scienza, Vincenzo Piscitelli, esperto di postproduzione fotografica, Fabrizio Tonello, politologo. L'incontro è aperto e gratuito. Gli iscritti all'Associazione Alfabeta (incluso chi si iscriverà quel giorno) avranno in regalo una copia dell'ultimo volume pubblicato dalle edizioni alfabeta2, Ricreazioni. L'arte tra i frammenti del tempo, a cura di Achille Bonito Oliva.

Ed ecco cosa potete leggere oggi su alfadomenica, oltre al quotidiano reportage da Cannes 70 firmato da Mariuccia Ciotta e Roberto Silvestri:

  • Donatella Della Ratta, Tutto il mondo (si) fa selfie: Gli occhi grigi di Alexey Navalny, nemico giurato di Putin e leader dell'opposizione “web 2.0” schierata contro l'imperatore russo, fanno capolino nell'inconfondibile formato stretto sul volto e sguardo in camera. È il selfie che ha spedito in rete il marzo scorso dopo essere stato arrestato e condannato a pagare la multa di 330 euro e detenzione amministrativa per 15 giorni con l'accusa di aver istigato moti di piazza non autorizzati. “Verrà il giorno in cui saremo noi a giudicarli, ma quel giorno lo faremo in maniera onesta”, ha scritto Navalny dall'aula del tribunale e, dopo essersi autoscattato, con un click ha gettato in pasto alla rete la sua condanna sprezzante al potere, impacchettata in formato selfie. Effetto immediatamente virale.  - Leggi:>
  • Andrea Comincini, Il caro estinto virtuale: Per migliaia di anni la paura più grande dell’uomo ha avuto il volto del buio che tutto avvolge: athazagorafobia, ovvero il terrore di essere dimenticati e dimenticare. Lo sa bene Ulisse quando, incontrando i Lotofagi, comprende quanto sia facile per il suo equipaggio lasciarsi andare e rinunciare a tornare a casa. Il frutto della dimenticanza è una condanna per chiunque abbia un progetto; di peggio c’è soltanto la caduta dell’essere umano stesso nell’oblio.  - Leggi:>
  • Alberto Capatti, Alfagola / In cucina si è costretti a immaginare: Comincio subito con una idea di ricetta, e dovrebbe essere un inizio promettente. Me la ripeto o o piuttosto la attendo, partendo dal titolo. Che sia riso in bianco o pasta al sugo è lo stesso, e il nome già dovrebbe pormi un duplice problema ; non solo come cuocerò il riso oppure di che sugo si tratterà, ma c’è il bianco che tinge il riso e il sugo – di che colore ? rosso, marroncino .. – la pasta. Opero una scelta di colore, e di testura cromatica. E vado oltre scegliendo i chicchi e le pennucce che amo tanto  - Leggi:>
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