Antonella Sbrilli

Jasper Johns lito 1968Nelle scorse puntate del gioco, tutte le lettere della parola “Alfabeta” sono state intraviste ed estrapolate - dallo sguardo di giocatori e giocatrici - da una grande varietà di fonti figurative, dipinti, sculture, fotografie, architetture, atlanti.
Il museo combinatorio della parola “Alfabeta” è quasi pronto.

Ci sono le “A” di Boccioni, Kandinksij, Magritte, le “L” di Brossa e di Klee accanto a quella della Lubiam, le “F” di Steinberg e del fandango, le “B” di Depero, di Arp, di Gnoli, le “E” di Calder e dei tasti delle fisarmoniche, di Capogrossi ed Escher, le “T” di Melotti e Basaldella e molte altre, in parte raccolte nella tavola qui sotto.
Ma perché il gioco sia completo, manca ancora il “2”, la cifra che rende alfanumerico il titolo della rivista. Se si inserisce il “2” in cifra o in parola come termine-chiave nei motori di ricerca di immagini d’arte (per esempio bridgemanimages o gettyimages) escono opere che contengono il doppio, le due Frida della Kahlo, per esempio, o i ballerini del paso doble. E poi, esce la forma del numero 2, per esempio nelle tante variazioni dell’americano Jasper Johns.

Come al solito, nel nostro gioco, si accettano visioni, apparizioni, interpretazioni del numero cercato, in qualunque tecnica e da qualunque fonte.

E come sempre le proposte possono essere inviate via mail a redazione@alfabeta2.it o su twitter con l’hashtag #alfagiochi.

Risposte al gioco del 16 aprile 2017 #alfagiochi

T cerco

TcercoCroce e martello, elemento architettonico, pattern di riempimento di superfici, confine angolare, ma anche ombra di corpi sospesi, la “T” è stata avvistata da @arciroberta nel vuoto fra le case di un acquerello di Calderara, da Giulia Valdi in una composizione di De Staël , da Luigi Scebba in sofisticate angolature di Balthus e Bougueraeu. Miriana Grassi la intravede nei tratteggi di De Chirico e in una scultura nigeriana; @Mariollemm nella scrittura “miroglifica” di Mirò; @MissMary negli scorci di Mario Sironi. Sandra Muzzolini nel totem di Mirko Basaldella e nella successione dei moduli di Carl Andre.

Nunzio Guido Mangano spazia dalle pagine dei cartografi medievali, alla base di una scultura di Mimmo Palladino, a una galleria di martelli, impugnati da Efesto, da Thor e incrociati alla falce nell’opera di Warhol Hammer and sickle. .

T@ninninedda segnala pagine tipografiche dense di “T”, ma anche “T” che emergono dai contrasti dei colori in un quadro di Vuillard.
@Rosa_vint vede la “T” nei disegni di Lorenzo Mattotti e nei volti ieratici delle donne di Afarin Sajedi. Non mancano Braque e Klee, inviati da @Lycia18, e la street art, grazie a Maria Luisa Grandin.

Viola Fiore va dalle ombre concettuali di Giulio Paolini, alle forme di Munari, alle croci di Burri, al terzo paradiso di Pistoletto. Giuseppina Zizzo riconosce le “T” nelle forme arricciate di Fausto Melotti.

Tavole riassuntive della “T” a cura di PiùPop di Carlotta Barillà e Rudimante Belardi

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