Alberto Capatti

capattiLa cucina d’amore è un ricettario che Luigi Veronelli scrisse e pubblicò nel 1960. Un volumetto con spirale e vecchie stampe in copertina. L’ispirazione afrodisiaca è in prevalenza francese ma, in siffatta seduzione, non mancano le incertezze, quelle che, seduti a tavola, nascono nell'offrire un certo cibo, e le contrarietà nell'accettarlo. Vi figurano ovviamente tartufi bianchi e neri, aragoste e gamberi, e anche piatti ordinari, come il primo, le fave in pottaggetto, fave cotte, passate e servite in minestra. Abbiamo scelto la ricetta che può suscitare maggiori slanci o rifiuti, la più problematica, preceduta da un motto del re Enrico IV : “Avec du pain frotté d’ail et un verre de vin, un homme peut travailler dur”

Con pane strofinato d’aglio
e un bicchier di vino
l’uomo può lavorar duro

Ecco dunque l’afrodisiaco, o l’antiafrodisiaco, come preferite :

Zuppa con l’aglio

Far rinvenire in grasso d’oca una ventina di spicchi d’aglio, senza farli colorare. Bagnarli con due litri d’acqua e condire con sale e pepe. A ebollizione togliere dal fuoco, versarvi 4 tuorli d’uova ben battuti, e due cucchiaiate d’olio d’oliva, e passar subito, attraverso un passino fine e ben premendo, in una zuppiera sul cui fondo avrete adagiato fette sottili di pane integrale.

Prima di servire, sovvenitevi di quel fabliau medioevale in cui la bella fece tagliare i pollici del galante che aglio aveva gustato. Se pollici avrete ancora, servite all’amante, e non stupite, un Moscadello fresco fresco.

Il grasso d’oca era consueto nelle terre di Enrico IV e può esser sostituito da altro, d’uso e di gradimento dell’amato/amata. Il Moscadello leggero e profumato, invece, non cederà mai posto allo champagne.

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