Antonella Sbrilli

Mondrian compositie-in-lijn-tweede-staat-piet-mondriaan-48980-copyright-kroller-muller-museumCon grande libertà di sguardo e di interpretazione, da diverse domeniche cerchiamo le lettere che compongono il titolo “Alfabeta2” in giro per musei e gallerie di immagini.

Non valgono le lettere che corrispondono a sé stesse: salvo alcune eccezioni verbo-visive, il gioco è bello se la forma della “A”, della “L”, della “F”, della “B”, della “E” fa capolino dove uno non se l’aspetta: in pagine di atlanti, in scorci di strade, in disegni botanici, nelle pieghe dei corpi, e così via.

Grazie a tanti giocatori e giocatrici, gli esempi si accumulano nella timeline di Twitter e nella casella di posta e vengono raccolti in tavole parziali (vedi sotto quella con le lettere “E”), in attesa di essere mostrati tutti insieme, in un grande alfabetiere mobile che serva a ricombinare “Alfabeta2”.

Siamo arrivati all’ultima consonante della parola, la “T”. L’avvio della sua ricerca cade nella domenica di Pasqua, a ricordare la forma della croce che si ripete nelle piante delle chiese e nel simbolo del tau francescano.
Semplice e potente, la “T” emerge dall’accostamento del verticale e dell’orizzontale, del più e del meno, come si vede nelle composizioni esemplari di Piet Mondrian, popolate di croci e crocette, incroci ortogonali variamente orientati.

Quante “T” diverse, in bianco e nero, colorate, polimateriche, multimediali, palesi o nascoste arriveranno? Come sempre le proposte possono essere inviate via mail a redazione@alfabeta2.it o su twitter con l’hashtag #alfagiochi.

Risposte al gioco del 2 aprile 2017 #alfagiochi “Ecce E”

ALFABETAePer la ricerca della “E”, siamo partiti dal volume che l’artista Aldo Spinelli ha dedicato a questa vocale, alla sua ricorrenza nelle parole italiane e straniere, ai suoi usi, alle sue apparizioni e scomparse: lo stesso Spinelli ha partecipato alla ricerca con la Tavola di acuità visiva e ha rilanciato con le superfici popolate di moduli dentati di Capogrossi (inviate anche da Arciroberta), dove di “E” se ne trovano “quante se ne vuole”. Il modulo dentato che assomiglia alla vocale maiuscola compare anche in Afro Basaldella, come segnala giustamente Sandra Muzzolini.

E il formato a pettine, a tridente, a tripode fa emergere la “E” in una scultura di Calder, nella tastiera di fisarmonica fotografata da Doisneau, nei tre biscotti allineati nella scatola metafisica di De Chirico (tutti inviati da Miriana Grassi), nel tridente di Nettuno, una “E” puntata in alto che Nunzio Guido Mangano illustra con esempi antichi e barocchi.

L’occhio grafico di Franco Chirico segnala una “E” ambigrammatica, al centro della parola palindroma “INGEGNI” nel logo dell’omonima casa editrice.

E ancora Viola Fiore la segue nelle crepe dei cretti di Burri e della terra fotografata da Giacomelli, e poi fin dentro un interno di Guttuso, dove emerge dalla cornice della finestra.

La forma della “e” minuscola si rivela nell’andamento manuale del disegno di Picasso, in un dettaglio di Dalì (ritagliato da Luigi Scebba), nei grovigli di Franco Grignani (@arciroberta).

Lycia18 la vede in una composizione di Gillo Dorfles e Marisa (@beccodigru) nello spazio che emerge dalle sagome di Keith Haring.

Nel mondo esterno, Giulia Valdi e Piero Dominici la fotografano nella rete di cavi aerei in stazione.

Tavola riassuntiva della “E” a cura di PiùPop di Carlotta Barillà e Rudimante Belardi.

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